Passa il Bilancio frutto di ricatti e trattative segrete. I finiani incoerenti acquistano potere

Alessandro Biancardi

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Passa il Bilancio frutto di ricatti e trattative segrete. I finiani incoerenti acquistano potere
ABRUZZO. Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza nella notte, alle ore 4,40, dopo circa 20 ore di discussione, la legge Finanziaria e la legge di Bilancio 2011.

Hanno votato a favore il Pdl, Fli e Mpa, hanno votato contro il Pd, l'Idv, Pdci e Rifondazione comunista, al momento del voto erano assenti in aula i due consiglieri dell'Udc.

Come detto ieri, dopo una serie di incontri e trattative Fli aveva deciso di votare a favore. A conti fatti uno dei bilanci più importanti per la regione Abruzzo in un momento di particolare difficoltà. Un bilancio frutto di mediazioni, minacce ed accordi che nulla hanno a che fare con il merito del documento approvato.

Il bilancio di previsione 2011 è infatti il risultato pasticciato del caos che regna nella politica italiana attuale, caos generato da uno strappo all’interno del Pdl che si è rilevato un bluff. Chissà se Fini quando ha deciso di allontanarsi da Berlusconi aveva calcolato l’effetto collaterale di poterlo rafforzare.

Perché è quello che è successo. Con una piccola differenza non di poco conto: mentre a Roma Fli non ha votato la fiducia a Berlusconi, in Abruzzo invece sì sta mostrando una incoerenza che difficilmente riuscirà a spiegare ai suoi simpatizzanti. Sarà inoltre molto difficile dimostrare che il cambio di rotta di 180 gradi di Nasuti&Co non sia stato dettato dalla minaccia del presidente Chiodi che molto può rispetto al manipolo di “dissidenti” del Pdl. La minaccia di dimissioni e dunque di tornare a casa e di rivotare è stata troppo per il neo partito di Fini per continuare un braccio di ferro che si sta rivelando fallimentare, oggi pesante anche per gli abruzzesi.

Valgono molto poco le parole dell’ex assessore Daniela Stati che ha provato a motivare il suo voto a favore ma con una posizione “critica”.

«Lo facciamo - ha sottolineato - non in cambio di poltrone, ma per senso di responsabilità nei confronti degli abruzzesi. Dal primo gennaio, però, vogliamo essere coinvolti in tutte le scelte politiche e vogliamo sedere al tavolo con il presidente Chiodi per risolvere quelli che sono i problemi di questa regione, a partire dalla sanità e dal lavoro. Siamo stati eletti nel centrodestra, siamo rispettosi degli elettori, ma questo non significa che non possiamo essere critici».

Che accordo hanno trovato l’onorevole Daniele Toto ed il senatore Fabrizio Di Stefano ieri nell’incontro avuto per sbloccare l’attrito?

Da parte delle opposizioni, il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro, ha sostenuto che «il governo regionale è riuscito ad approvare il bilancio grazie al senso di responsabilità delle opposizioni che ha messo del suo con proposte importanti».

«Grazie al Pd - ha continuato - è stato varato un vero fondo per l'Abruzzo che parte una posta di cinque milioni, ma che sarà rimpinguato nel corso degli anni. Con questo fondo le forze politiche si siederanno intorno ad un tavolo per decidere come destinare le risorse alle imprese. Tra le vittorie del Pd segnalo anche un nostro emendamento che scongiura la privatizzazione dell'acqua, attraverso la proroga degli affidamenti da parte delle Ato alle società di gestione».

 Maggioranza e opposizioni hanno trovato l'intesa esaminando 87 emendamenti in una riunione dei capigruppo svoltasi dalle 19,15 di mercoledì sera all'una del mattino. A far rientrare la minaccia di ostruzionismo del centrosinistra, che aveva preparato diverse centinaia di emendamenti, è stata l'approvazione di una modifica alla legge sul commercio (riduce da 40 a 34 le deroghe domenicali per la grande distribuzione) presentata dal capogruppo di Prc, Maurizio Acerbo.

«La novità sta in questa opposizione responsabile che si segnala come opposizione di governo», ha concluso D'Alessandro.

Per il capogruppo del Pdl, Gianfranco Giuliante, «il varo di bilancio e finanziaria è un risultato importante ottenuto anche con la concertazione con tutte le forze di opposizione, un fatto positivo. In questo senso è una buona pagina per l'Abruzzo».

 Durante la discussioni le opposizioni hanno attaccato Fli «che dopo aver criticato la maggioranza, si é sciolta come neve al sole, rientrando nei ranghi».

 Il capogruppo di Fli, Berardo Rabuffo, ha respinto le critiche: «Vogliamo che si lavori bene, il nostro è un movimento di centrodestra che vuole costruire».

Chiodi dovrebbe sempre nominare due assessori che ancora non ci sono dopo sei mesi (sanità e Protezione Civile): se questi due saranno in quota Fli la debacle per i finiani sarà completa nei confronti dell’opinione pubblica. In compenso avranno acquistato potere all’interno del Pdl. Ma è probabile che il gioco di Fli sia molto più sottile, per esempio occupando i livelli più bassi e non direttamente gli assessorati così da controllare comunque parti importanti della pubblica amministrazione.

Comprensibile la felicità di Chiodi e del Pdl che spunta una importante vittoria ringraziando anche le opposizione per «il loro senso di responsabilità».

La seduta del Consiglio regionale è andata avanti per tutto il giorno con una pausa all’ora di pranzo ed una intorno alle 20.30 per una ennesima riunione dei capigruppo finalizzata alla ricerca di un accordo tra maggioranza ed opposizioni di centrosinistra. Alla fine l’intesa con l’opposizione non è stata trovata ed i lavori sono proseguiti nella notte fino oltre le 4.40.

Con la legge Finanziaria votata, secondo il presidente «è stata garantita la copertura per gli interventi sociali e per la promozione culturale che nella precedente Finanziaria aveva avuto pesanti riduzioni».

Di Fli invece Chiodi ha detto:«Fli è una forza di maggioranza che in Abruzzo governa con il centrodestra in Regione, nelle Province e nei comuni. Questa forza politica, sono convinto, garantirà in futuro l'appoggio al centrodestra e in questo modo il quadro politico si è definitivamente chiarito. In questo senso questa Giunta regionale rafforzerà la propria azione governativa con un nuovo esecutivo che sono convinto sarà in grado di affrontare i temi importanti che ci attendono».

Intanto dal Senato arriva la conferma che nel decreto Milleproroghe è stata inserita la proroga della sospensione delle tasse per le popolazioni colpite dal terremoto aquilano fino al 1 luglio 2011. Il provvedimento dovrebbe essere votato oggi.

30/12/2010 8.17

IMMOBILI, APERTURE DOMENICALI, ATER

 Rispetto al progetto arrivato in consiglio regionale in 6 ore sono stati presentati 83 emendamenti. Di questi ne sono stati approvati 36, 23 quelli che hanno visto il voto contrario della maggioranza dei consiglieri e 24 quelli ritirati. Tra i principali emendamenti approvati spicca quello per la costituzione di una specifica società della Regione che dovrà occuparsi della valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare non utilizzato a fini istituzionali.

Via libera poi alla riduzione del numero di deroghe festive e domenicali per le attività commerciali, che passano dalle attuali 44 giornate alle 38 per il 2011.

L'assemblea ha poi approvato la riforma dei canoni Ater, che d'ora in avanti comprenderanno anche le quote delle autorimesse.

Respinti, invece, gli emendamenti sul sorteggio per la nomina dei revisori legali, sulla costituzione della Asl unica regionale, sullo scioglimento dell'Ara con il contestuale passaggio delle competenze all'Arssa e sulla fusione delle 3 società di trasporto regionale. Molti provvedimenti sono stati comunque respinti con l'impegno dell'assemblea a rinviarne la discussione ad un altro momento.

Non hanno partecipato al voto finale i consiglieri dell'Udc che hanno abbandonato l'aula dopo la discussione sugli emendamenti.

 IL PROBLEMA ARSSA

Tra le norme approvate anche quella che consente il trasferimento, in via definitiva e senza accordo sindacale, alla Direzione regionale Agricoltura di personale in servizio presso l'Arssa.  Lo sostengono in una nota i consiglieri regionali del Pd, Giovanni D'Amico e Giuseppe Di Pancrazio.

«Tale trasferimenti di posti e qualifiche - aggiungono - porteranno ad una sostanziale riduzione della pianta organica dell'Arssa stessa. E' un ulteriore segnale della volonta' di questa Giunta regionale di svuotamento delle aree interne. Il territorio marsicano, la cui vocazione agricola minata quotidianamente da mancanza di interventi concreti che la potenzino e la salvaguardino , viene silenziosamente espropriato dell'unico Ente regionale significativo con una ricaduta negativa dell'economia locale».

30/12/2010 14.03