Volontari Protezione Civile Abruzzo: «il 10% ha commesso gravi reati»

Alessandro Biancardi

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GUIDO CONTI

GUIDO CONTI

ABRUZZO. In 10 anni la Regione Abruzzo non ha mai verificato le autocertificazioni fornite dai volontari. Inchiesta partita su intuizione della Forestale. Comandante Conti: «indagine per tutelare abruzzesi e buon nome dei volontari onesti».

C'è chi ha compiuto rapine e furti, chi è stato protagonista di risse, atti osceni ma anche di estorsione, molestie, atti di libidine violenta, uso e spaccio di sostanze stupefacenti. C'è anche chi è stato condannato per violenza sessuale su minori, per reati contro la famiglia, chi deve rispondere di estorsione, favoreggiamento, esercizio abusivo della professione, frode, maltrattamento, accensioni pericolose, ricettazione, favoreggiamento di ingresso di clandestini, detenzione illegale di armi.

E' lunga la lista di reati gravi che è venuta fuori dallo screening che il Corpo Forestale dello stato di Pescara, coordinato dal comandante Guido Conti, ha fatto su 2013 appartenenti ad associazioni di volontariato regionali di Protezione Civile.

Il 10% ha compiuto reati gravi, ha sentenze passate in giudicato o è in attesa di processo. Il controllo è nato casualmente quando, cinque mesi fa, la Regione aveva chiesto al Corpo forestale di formare 50 volontari di Pescara con un corso sulla prevenzione degli incendi boschivi. «Per una nostra cautela», ha spiegato questa mattina Conti in conferenza stampa, «abbiamo proceduto ad un controllo attraverso la banca dati del Sistema di Investigazione ed è emersa una situazione che ci ha spinto ad effettuare controlli a tappeto in tutta la regione». Gli iscritti esaminati nella provincia di Pescara sono stati in totale 400 e 44 (l'11%) sono risultate segnalate nella banca dati dello Sdi con carichi penali o sentenze di condanna definitive.

Per questi casi la Forestale ha accertato che i volontari avevano presentato alla regione autocertificazioni false e per questo sono state denunciate per falsa dichiarazione.

In provincia de L'Aquila 929 le persone controllate e 57 (7%) le posizioni critiche emerse. In provincia di Chieti 167 i controlli e 11 (7%) le persone segnalate, in provincia di Teramo 515 controlli e 43 soggetti (9%) segnalati.

 IL CONTROLLO DELLA REGIONE

 Ma come è possibile che mai prima d'ora, in 10 anni (cioè da quando esiste la Protezione Civile), questa realtà non fosse mai venuta a galla? Requisito fondamentale per aderire ad una associazione inserita nel sistema di Protezione Civile è la «chiara e specchiata moralità» che deve essere garantita attraverso una autocertificazione da inviare alla Regione.

Proprio la Regione avrebbe dovuto compiere dei controlli a campione, controlli però che non sarebbero mai stati fatti.

Tutti i dati raccolti dalla Forestale sono stati inviati alle procure competenti e anche alla Corte dei Conti. Da quanto emerso dalle indagini, infatti, risulterebbe che alcune associazioni di volontariato sarebbero state finanziate con soldi pubblici pur non essendo in possesso di uno statuto, mentre altre con lo statuto sarebbero state escluse.

«Con questa indagine», ha sottolineato il comandate Conti, «non vogliamo mettere in dubbio l'operato di tanti volontari onesti che lavorano con sacrificio e dedizione ma a maggior ragione vogliamo tutelare il buon nome di tutta la Protezione Civile e di quanti lavorano onestamente».

Sui tavoli della Regione è arrivata anche una lettera che chiede di cancellare dalle liste i nominativi a cui sono associati i gravi reati. Il rapporto, dopo 5 mesi di tempo, non è ancora arrivato.

Alessandra Lotti  29/12/2010 11.45