Io mamma disgustata: «mio figlio preso in giro dai concorsi pubblici»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Grazie a Gianni Chiodi l’Abruzzo «sta facendo passi avanti» e la regione diventerà un modello, «in cui i malati possano curarsi in strutture d'eccellenza a costi contenuti; in cui non si sprechino risorse per enti inutili; in cui meritocrazia, scuola, lavoro e sussidiarietà siano prioritari»

ABRUZZO. Grazie a Gianni Chiodi l’Abruzzo «sta facendo passi avanti» e la regione diventerà un modello, «in cui i malati possano curarsi in strutture d'eccellenza a costi contenuti; in cui non si sprechino risorse per enti inutili; in cui meritocrazia, scuola, lavoro e sussidiarietà siano prioritari»

Il passaggio è contenuto nel discorso di fine anno di Chiodi ma potrebbe rientrare nella ipotetica opera “L’Abruzzo che vorrei” sull’onda della più nota performance letteraria del premier Berlusconi.

C’è però chi non è d’accordo e alla parola “meritocrazia” una mamma in pena per il proprio figlio impegnato nel tour variegato dei concorsi ha voluto scriverci e sfogare la sua delusione, più che rabbia.

Sulla meritocrazia ed il lavoro, gli slogan propagandistici riecheggiano nell’aria fin dalla campagna elettorale e non sono stati seguiti dai fatti.

Quello che possiamo testimoniare è che sono moltissime le indicazioni che ci giungono dalle diverse parti della regione che indicano ipotetici vincitori di questo o quel concorso. Questo genera malumori, sfiducia, odio verso la politica, incomprensione verso l’ostinazione e criteri che non appaiono idonei a garantire la ricerca delle persone davvero meritevoli. Di questo il presidente Chiodi non si accorge e non si cura. Parla di raccomandanti e di clientelismo solo quando ormai non è più possibile negare o per tirarsi fuori dal pantano. Il clientelismo oltre ad ammazzare i bilanci sta affossando la nostra regione e questo il presidente Chiodi lo ha capito ma si fa ancora troppo poco.

Così spesso i vincitori annunciati vincono, rare volte le cose vanno diversamente, e la cronaca giudiziaria ci dice che la paura può influire sulla regolarità della selezione.

La signora Lucia Saputelli da alcuni mesi ci racconta degli impegni del figlio e più di una volta ha indovinato i vincitori di concorsi che poi sono sempre avvelenati da lettere anonime.

L’ultimo impegno del figlio è stato alla selezione pubblica per l’assunzione di personale a tempo determinato bandito dal Comune di Chieti per 12 Geometri ma leggendo con attenzione la signora ha l’impressione che si tratti dell’ennesima «presa in giro per i concorrenti senza santi in paradiso».

«La domanda di ammissione», spiega la signora Saputelli, «doveva essere presentata entro quindici giorni dalla pubblicazione, mio figlio l’ha vista solo a pochi giorni dalla scadenza. Ma qui anche riuscire a sapere per tempo di un bando è un terno al lotto… La domanda doveva essere recapitata “esclusivamente a mezzo servizio postale mediante raccomandata con esclusione di qualsiasi altro mezzo” ed era valida solo se perveniva al protocollo dell’Ente entro 2 giorni dalla scadenza».

Queste condizioni per un partecipante possono creare problemi ed in molti nutrono dubbi circa l’imposizione di metodi di presentazione: perché obbligare alla raccomandata quando la legge equipara a questa la posta certificata?

Perché far ricadere sui partecipanti eventuali ritardi postali?

Altra stranezza nel bando la signora la individua nei requisiti per l’ammissione che tra l’altro prevedevano «una professionalità acquisita per aver espletato attività lavorativa non inferiore a dodici mesi continuativi negli ultimi 3 anni, in una pubblica amministrazione, con contratto a tempo determinato».

«Mio figlio che, miracolosamente, è riuscito a dribblare gli ostacoli disseminati, ovvero a sapere del concorso, a far pervenire entro due giorni una raccomandata a destinazione, ad avere il requisito dei 12 mesi di esperienza lavorativa in una pubblica amministrazione è stato escluso dal colloquio perché tale esperienza lavorativa (dal 1 ottobre 2007 al 30 settembre 2008) non rientrava per un mese nel “range” stabilito degli ultimi 3 anni», spiega la mamma, «ora mi chiedo e ti chiedo quale sia la ratio, il principio di ragionevolezza che ha ispirato l’amministrazione chietina quando ha richiesto una professionalità acquisita ristretta agli ultimi tre anni se non quella di circoscrivere il campo dei possibili concorrenti? Gli amministratori sono al corrente dei principi costituzionali e di diritto dell’attività amministrativa, (legalità, imparzialità, buona amministrazione, ragionevolezza) in particolare , conoscono il principio dell'imparzialità che deve ispirare l'attività della pubblica amministrazione come realizzazione dell'interesse pubblico escludendo qualsiasi forma di favoritismo nei confronti di alcuni soggetti? Se un Ente Pubblico ha in mente di stabilizzare qualcuno, e fare un concorso ad immagine e somiglianza di questi perché deve prendere in giro dei poveri cristi di disoccupati, fargli spendere tempo e denaro nella vana illusione di una corretta e legittima competizione?»

E’ anche vero che a protestare sono in pochissimi per ragioni legate al quieto vivere e a non meglio definite ripercussioni di chissà chi. Così si preferisce lasciare alle spalle il più presto possibile l’esperienza negative e passare oltre sperando di non incappare in altre storie simili.

«Sarebbe meno falso ed ipocrita», consiglia la mamma, «procedere a chiamate nominative per rimpinzare i clienti di turno senza fomentare ulteriormente i disoccupati che sono sempre più disgustati dalle nefandezze che continuano a perpetrarsi nonostante l’impegno encomiabile della magistratura a cui, naturalmente, questo comunicato è rivolto con la richiesta di accertamento di eventuali illeciti e responsabilità».

Tutto questo però non rasserena il clima, non favorisce la meritocrazia e pesa su una categorie di persone alle quali la società sta chiedendo troppo.

29/12/2010 9.15