Di Stefano e Febbo (Pdl):«il Piano Chiodi-Baraldi va bene»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E’ ufficialmente partita ieri mattina “la campagna di comunicazione del gruppo Pdl della Regione sul Piano Sanitario Regionale.

Forse si voleva far riferimento al Piano operativo sanitario di Chiodi-Baraldi.

Lo slogan: “Servizi Sanitari efficienti anziché ospedali contenitori vuoti”. La campagna, in verità un pò tardiva dopo mesi di polemiche, è stata presentata in una conferenza stampa a Casoli dal senatore Pdl Fabrizio Di Stefano, dall’assessore regionale Mauro Febbo e dai consiglieri Luigi De Fanis ed Emilio Nasuti. «Dobbiamo rispondere alle falsità di questi mesi sulla riconversione dell’ospedale di Casoli – ha detto Di Stefano – partiamo da qui perché qui maggiore è stata la strumentalizzazione da parte del sindaco Sergio De Luca che così si vuole preparare la rielezione».

 Secondo il senatore «l’espoliazione del presidio ospedaliero casolano è iniziata nell'estate 2006 con la chiusura del reparto di chirurgia; con la riduzione dei posti letto di geriatria, di medicina e del servizio di radiologia nel 2007; con il declassamento del pronto soccorso e con la riduzione delle attività di laboratorio nel 2008. A conseguenza di questo, dal 2006 al 2009, c'è stata una riduzione del 72,5 % delle dimissioni da specialistiche per acuzie, e analoga diminuzione dei posti letto. Già nel Piano Sanitario dell’ex manager Capirossi era prevista una totale trasformazione dell'ospedale - aggiunge il parlamentare- ma allora non ci fu nessuna protesta. Come mai la sinistra protesta solo oggi? Forse perché governa il centrodestra? L’ospedale di Casoli assolveva, e assolve ancor di più oggi, più ad una funzione socio economica che socio sanitaria. Pare evidente, quindi, che un presidio che ospita solo 10 pazienti non può definirsi socio sanitario, ma è altrettanto evidente che intorno a quella struttura gravitavano,e gravitano ancora oggi, attività e funzioni economiche che, direttamente o indirettamente, sono collegate alla struttura casolana, con molteplici servizi resi alla stessa».

«Tutto ciò a mio avviso- continua Di Stefano- è recuperabile, e si salvaguarda con l'attivazione di una grande Rsa pubblica nella struttura dell'ospedale, e con la continuazione di una serie di servizi utili e reali per la sanità abruzzese quali: un servizio giornaliero di dialisi; il punto di primo intervento H24 e la postazione 118; il laboratorio analisi; i servizi ambulatoriali (cardiologia,urologia,chirurgia, ortopedia,ginecologia, ostetricia, medicina, geriatria,diabetologia,fisiatria e fisio-kinesiterapia). Rimarrà attivo il servizio radiologico H12 (RX Classica, Ecografia e Tac) attraverso il quale si riuscirà ad incidere anche sulle lunghe liste d'attesa nella provincia di Chieti. Se c'è qualcosa da rimproverare alla giunta regionale, non è certo nei contenuti della manovra - conclude Di Stefano- che era, per dirla in termini sanitari, ineludibile. Ciò che è mancata invece è la concertazione con il territorio».

Alla conferenza erano presenti anche: il coordinamento cittadino Pdl , nelle persone di Luigi Nasuti ed Ezio Tilli, ed i sindaci di Palombaro, Consuelo Di Martino; di Civitella M. Raimondo, Paolo Di Guglielmo, e di Fara San Martino, Antonio Tavani.

 PD:«IL PDL LOCALE NON HA SAPUTO DIFENDERE IL TERRITORIO»

Per il consigliere regionale del Pd Franco Caramanico l’iniziativa del Pdl per Casoli è una «presa in giro per gli abruzzesi».

«Mi spiace dover constatare che», ha detto, «sulla questione del debito sanitario il Pdl, con Fabrizio Di Stefano e Mauro Febbo, rilasciano dichiarazioni che sanciscono una totale ignoranza dei documenti e, quel che è peggio, sono il tentativo di prendere in giro gli abruzzesi sui veri motivi che hanno determinato la decisione da parte del centro destra di chiudere gli ospedali periferici».

«Il debito sanitario che la Regione Abruzzo ha sulle spalle», ha spiegato Caramanico, «è stato ereditato dal centro sinistra nel 2005, come regalo della Giunta di centro destra governata da Giovanni Pace: un disavanzo pari a 1 miliardo e 760 milioni di euro. E proprio grazie agli sforzi della giunta Del Turco, il debito è andato assottigliandosi; la riprova di tutto questo è contenuta nel Documento di Programmazione Economica e finanziaria 2010-2012 presentato dal Governatore Chiodi, il quale, proprio grazie all’azione di risanamento portata avanti dalla precedente giunta di  centro sinistra, ha potuto evitare l’aumento delle tasse per i cittadini abruzzesi».

  Il consigliere regionale sottolinea poi che la decisione di chiudere i piccoli ospedali, ivi compreso quello di Casoli, non incide sulla spesa sanitaria «il cui aumento è determinato dalla spesa farmaceutica, dall’aumento dei beni e servizi, dalle spese relative al personale e dal rapporto con le cliniche private». 

A Febbo, Caramanico rimprovera «di non aver difeso, nella sua qualità di assessore regionale, il territorio della Provincia di Chieti, penalizzato rispetto al Teramano».

 Il consigliere del Pd invita infine Febbo ad un confronto pubblico «per chiarire ai cittadini, dati alla mano, chi dice il vero e chi si trincera dietro le falsità».

Secondo Caramanico «l’aspetto più preoccupante sono le  argomentazioni da Piazza, qualunquiste e false: non viene citato nessun  atto di programmazione  dopo aver amministrato dal 2000 al 2005 con Giovanni Pace  e,  ormai, negli ultimi due anni con Chiodi. Scandaloso poi attaccare il manager Caporossi che aveva chiuso il bilancio con un attivo di 1,4 milioni».

«Scandaloso infine – conclude Caramanico - è accusare il Sindaco di Casoli Sergio De Luca».

ORLANDO: «IL CENTRODESTRA NASCONDE I COLPEVOLI»

 «Purtroppo per loro», ha detto Orlando, «c’è chi ha più memoria e ci sono i documenti a smentirli: solo per chiarezza, ma senza tornare a polemiche superate, il debito per la maggior parte è colpa del centrodestra e l’addizionale Irpef è una conseguenza di questi debiti della Giunta Pace. Di Stefano c’era e dovrebbe ricordarlo. Se poi i due vogliono approfondire, si leggano gli allegati delle delibere 753, 754 e 755 del 2004 e spieghino agli abruzzesi le cifre della Prima cartolarizzazione (delibere 1281/ 2004 e 1/2005). Provino poi a confrontare le cifre erogate grazie a quelle delibere con altre cifre che sono presenti in vicende successive, anche giudiziarie. Quanto all’ospedale di Casoli,basta leggere la pagina 258 del Bura straordinario del 21/3/2008 e verificare che quel presidio, nonostante i debiti del centrodestra, continuava ad essere un presidio per acuti. Lo avete chiuso senza consultare nessuno», ha aggiunto Orlando, «nemmeno voi sapevate nulla e adesso fate una campagna di informazione? Ma fatemi il piacere…»

s. c.  07/09/2010 8.50