Dal 1° gennaio stop alle buste di plastica

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5526

ABRUZZO. Dal primo gennaio 2011, dopo tre anni di rinvii, entrerà in vigore il divieto di produzione, commercializzazione ed utilizzo dei sacchetti in plastica non biodegradabili.

ABRUZZO. Dal primo gennaio 2011, dopo tre anni di rinvii, entrerà in vigore il divieto di produzione, commercializzazione ed utilizzo dei sacchetti in plastica non biodegradabili.

Nei giorni scorsi c'è stato il rischio di un nuovo rinvio, scongiurato grazie alle pressioni del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo secondo la quale «lo slittamento sarebbe stato insopportabile».

Ma i produttori di plastica annunciano battaglia. Il provvedimento potrebbe essere impugnato a Bruxelles sulla base di un precedente: una norma analoga, sostengono i produttori aderenti a Unionplast-Confindustria, era già stata ritirata in passato dal governo francese.

In Europa, secondo Legambiente, le buste consumate sono 100 miliardi e le stime parlano di una commercializzazione annua mondiale di 1000 miliardi di sacchetti. Anche se solo una frazione di questi viene dispersa nell’ambiente, provoca la morte di milioni di pesci, balene, delfini, tartarughe e altri animali. L'Unep stima in un milione il numero di uccelli marini uccisi. Si sono trovati frammenti di plastica perfino nei nidi degli albatros in remote isole dell'Oceano Pacifico. Non ultimo, il problema della tossicità: nella stampa dei sacchetti, specialmente nei paesi in via di sviluppo, sono spesso utilizzati coloranti cancerogeni e metalli come additivi che vengono rilasciati nell'ambiente per poi riconcentrarsi negli organi interni delle specie, esseri umani compresi.

Il primo dei problemi legato ai sacchetti di plastica è l'enorme quantità prodotta e consumata mentre solo l'1% dei sacchetti di plastica viene riciclato a livello mondiale. Riciclarli costa, infatti, più che produrli. Sulla base dei sistemi e dei costi di recupero e riciclo statunitensi riciclare una tonnellata di sacchetti di plastica costa 4.000 dollari; una tonnellata di sacchetti da materia prima vergine costa sul mercato delle commodities, 32 dollari.

un sacchetto resta nell'ambiente anche per secoli, da un minimo di 15 anni a un massimo di 1000 anni secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente. I sacchetti di plastica sono aerodinamici, basta poco vento per trasportarli e disperderli nell'ambiente, nei fiumi, laghi, mari e sul territorio. Si frantumano in minuscoli pezzi ma non si distruggono e, a volte, formano vere e proprie “isole” come a 800 miglia a nord delle Hawaii, nell'Oceano Pacifico, il cosiddetto Pacific Vortex, con un estensione che varia a seconda delle stime tra i 700 mila e i 10 milioni  di Km2 e con un peso stimato di 3 milioni di tonnellate. Concentrazioni variabili di plastica si trovano anche nel Mediterraneo e sulle sponde dei mari italiani.

27/12/2010 17.09