Tasse L'Aquila. Giornata romana convulsa: alla fine arriva la proroga fino al 1 luglio

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4894

Tasse L'Aquila. Giornata romana convulsa: alla fine arriva la proroga fino al 1 luglio
ABRUZZO. Non bastano 40 funzioni delegate, non conta essere presidente della Regione, pluricommissario e pluriassessore. Nella provincia dell’impero chiamata Abruzzo puoi essere il signore assoluto a livello locale ma i giochi importanti si fanno a Roma.

La mancata proroga delle tasse ai residenti all’interno del cratere, epicentro del sisma del 6 aprile, è l’ennesima riprova che Chiodi ed il suo Pdl contano davvero poco quando si tratta di programmare la politica nazionale, coordinandola con gli interessi delle altre regioni o delle altre forze politiche.

Il fatto che gli aquilani da subito ritorneranno a pagare il 100% delle tasse (compresi gli arretrati) sospese per la calamità è stato accolto dal Pdl con una sorpresa che da sola la dice lunga. Chiodi in un breve comunicato di ieri sera si definisce «profondamente sorpreso» che nel linguaggio politico lascia scorgere orizzonti infiniti e ripercussioni pesanti anche nel consenso locale. L’unica cosa che ha potuto fare il presidente Chiodi dopo aver appreso la notizia dai giornali è stato chiamare Berlusconi e Letta per una chiacchiera telefonica. Stessa cosa per Antonio Del Corvo, presidente della Provincia de L’Aquila, che non può fare altro che annunciare un improvviso viaggio a Roma per andare a supplicare di cambiare le carte in tavola.

Silenzio da parte del resto del gotha abruzzese del Pdl: non parla il senatore Filippo Piccone, non parla il senatore Paolo Tancredi, non parla il senatore Fabrizio Di Stefano che pure hanno rapporti diretti e frequenti con la politica romana.

L’impressione però è che gli amministratori del centrodestra abbiano avuto poteri quasi assoluti nella gestione di certe materie in ambito locale (vedi terremoto post protezione civile e sanità) ed in cambio debbano pagare il prezzo di certe ripercussioni dovute agli equilibri più grandi. Perché il sospetto c’è.

E lo ha detto ieri l’assessore Stafania Pezzopane in una lunga intervista a Rainews24:«Chiodi non conta niente, è inutile adesso che telefona e si agita» e poi fa notare come incentivi e sgravi sono previsti dal decreto Milleproroghe per la recente alluvione nel Veneto dove la Lega Nord di Bossi è forte ed il governatore Zaia si è imposto.

Siccome la situazione politica italiana è quella che è, il Pdl deve far fronte a fuoriuscite e malumori e a questo punto è prioritario tenersi buoni gli alleati che rimangono, in questo caso appunto la Lega di Bossi. Se si considera poi che i soldi a disposizione sono sempre meno, la coperta è corta…. e L’Aquila rimane scoperta.

A parte le dinamiche politiche (di questa politica) la Pezzopane ha poi contestato anche il provvedimento nel merito e cioè, non tanto il fatto che si ricominci a pagare le tasse (prima o poi si dovrà pur ricominciare a pagarle), ma quanto il fatto che dovranno essere restituite tutte quelle che non si sono pagate dal 6 aprile 2009.

E’ questo il passaggio più incredibile («mai adottato un provvedimento del genere prima», ha detto Pezzopane) perché significa non solo che ora gli aquilani sono pronti perché è tornata la normalità (che a Roma siano schiavi della loro stessa propaganda?) ma che le cose vanno talmente bene che le persone si possono permettere persino di pagare i vecchi debiti.

Insomma un meccanismo perverso che non tiene conto della situazione reale ma solo del miracolo mediatico reale solo su certi giornali. Così come non si tiene conto del crescente malumore strisciante e perseverante nella popolazione del cratere. Che cosa significa che gli aquilani sfilano a Roma con gli studenti?

C’è tensione ma anche frustrazione profonda dovuta allo shock e a due anni di vita letteralmente stravolta, senza più abitudini e consuetudini, senza case (le proprie), senza città, spesso senza lavoro. Perché la verità è che la crisi a L’Aquila era già pesante prima del 6 aprile ed ora non è migliorata.

A tutto questo si aggiunge una profonda sfiducia verso la politica (alle ultime elezioni l’astensionismo ha toccato punte record) che si allontana sempre di più arroccata ed isolata nei palazzi del potere che spesso coincidono con i palazzi degli interessi.

E a tirare le somme si fa presto anche a rendersi conto dell’enorme ritardo accumulato nelle diverse fase della ricostruzione.

«Non abbiamo norme chiare», ha aggiunto Pezzopane, «perchè ancora la Regione e l’unità di missione non hanno definito le risorse che vengono assegnate ai cittadini che hanno le case classificate E. Si sono spesi 2800 euro a metro quadro per le casette provvisorie e sono stati assegnati scarsi 1000 euro a metro quadro per ricostruire le case nel centro storico che sono tra l’altro case di pregio e palazzi: la vera città dell’Aquila. Adesso, invece, dopo aver sperperato tirano la cinghia perché i soldi mancano. Non c’è ancora il prezzario e siamo a 20 mesi dal sisma. L’incompetenza della struttura commissariale ci fa dire che non vogliamo più commissari o sub commissari ma vogliamo risorse, certezze, leggi oneste. E siamo pronti a protestare sotto casa di Berlusconi il giorno di Natale»

a.b. 23/12/2010 8.21

BERLUSCONI, NON E' DETTA L'ULTIMA PAROLA

Dopo le polemiche che si sono sollevate in queste ultime ore Berlusconi ha annunciato che spera di poter ancora fare qualcosa. Lo ha detto stamattina, aprendo la conferenza stampa di fine anno.

«Spero di poter arrivare a spostare dall'1 gennaio all'1 luglio il termine di inizio del pagamento».

Stamattina in tutta fretta si sono precipitati a Roma il commissario Gianni Chiodi e il sindaco Cialente. Entrambi hanno sottolineato le aspettative che le imprese e gli artigiani dell'Abruzzo hanno in relazione alla restituzione delle tasse di cui era stato sospeso il pagamento.

«Stiamo ancora discutendo», ha chiarito sempre Berlusconi, «se la proroga debba riguardare le aziende che hanno un determinato fatturato oppure tutte. La Ragioneria sta facendo i conti per poter dare questa possibilita' all'economia" dell'Abruzzo».

23/12/10 12.39

CHIODI: «LA SOLUZIONE NON E' SCONTATA»

«Piena disponibilità del governo ad affrontare il problema tasse, ma la soluzione non è affatto scontata», ha commentato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, al termine dell'incontro avuto stamane con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.

«La giornata è ancora lunga – ha aggiunto Chiodi – e contiamo di avere qualche risposta in più nel corso delle prossime ore».

Alla riunione con il sottosegretario Gianni Letta, durata circa mezz'ora, erano presenti il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, i vicepresidenti della Provincia, Antonella Di Nino, e del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis.

Chiodi ha anche annunciato di aver contattato telefonicamente il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, il quale «mi ha confermato la sua intenzione di trovare una soluzione in grado di venire incontro alle esigenze delle popolazioni colpite dal terremoto, anche se mi ha ribadito che esistono oggettive difficoltà».

La questione più importante riguarda l'importo finanziario per la copertura di eventuali provvedimenti che prorogano la restituzione delle tasse, che è difficile quantificazione e «comunque con un ammontare non trascurabile», anche se, ha concluso il presidente della Regione, «non sono assolutamente trascurabili le esigenze e le difficoltà che sta vivendo la popolazione aquilana».

23/12/10 13.20

SARA' MOBILITAZIONE CITTADINA

 La conferenza dei Capigruppo del Consiglio comunale dell'Aquila proclamerà la mobilitazione cittadina come forma di protesta, lo ha reso noto il presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti.

Benedetti ha convocato la conferenza dei Capigruppo oggi, alle 17, nella tensostruttura di piazza Duomo, in occasione dell'assemblea cittadina.

«In accordo con il sindaco Massimo Cialente e il presidente della Regione (nonché commissario delegato) Gianni Chiodi - ha spiegato - sarà il Consiglio comunale a chiamare a raccolta tutte le categorie degli aquilani, per avviare la mobilitazione contro questo atroce torto fatto nei confronti dell'Aquila. Avremo accanto i comitati cittadini che si sono costituiti dopo il sisma e che combattono legittimamente per il rispetto dei diritti degli aquilani e dei cittadini dei comuni del cratere. Insieme pianificheremo tutte le forme di protesta per una presa in giro vergognosa e contro le promesse 'da marinaio' che abbiamo ricevute e che ieri, in Consiglio dei ministri, sono state sconfessate».

«"Il comportamento assunto dal Governo - ha concluso Benedetti - ridurrà sul lastrico aziende e famiglie. I terremotati aquilani, persone che hanno perso affetti, case e lavoro, saranno i cittadini italiani che pagheranno più tasse in assoluto. Faremo di tutto, con il sostegno di tutto il capoluogo e dell'intero cratere, per far valere le nostre ragioni, legittime oltre che umane». 

CHIODI INTERROMPE TRATTATIVA CON MINISTERO 

Il tavolo di trattativa con il Ministero per l'Economia, a Roma, si è interrotto perchè il commissario Chiodi ha lasciato l'incontro per individuare la copertura per un'ulteriore sospensione di sei mesi delle imposta da pagare per l'Aquila ed i territori abruzzesi colpiti dal sisma.

Con Chiodi, hanno abbandonato il tavolo anche gli altri amministratori abruzzesi presenti.

La protesta è scattata perché a discutere con i rappresentanti abruzzesi sono rimasti i tecnici del Ministero e non più la parte politica.

«Fin quando non ci sarà un atteggiamento adeguato alla portata drammatica della problematica, non ci siederemo più sul tavolo - ha denunciato il vicepresidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis (Mpa) - e in sostanza rientreremo soltanto dopo che avremo di fronte persone deputate a decidere in maniera vincolante sull'importantissimo oggetto della discussione per portare a casa i risultati che sono solo l'assicurazione dei diritti sacrosanti per gli abruzzesi colpiti dal tragico terremoto del 6 aprile 2009».

Oltre che da Chiodi e De Matteis la delegazione è formata dal presidente della provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo, e dal sindaco del capoluogo, Massimo Cialente. In questo momento i tecnici del Ministero stanno discutendo con la parte dirigenziale della ricostruzione tra cui il coordinatore della struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana.

23/12/10 17.08

CHIODI:«PROROGA FINO AL 1° LUGLIO PER LA RESTITUZIONE DELLE TASSE»

«Il termine per la restituzione delle tasse per i Comuni del cratere, inizialmente previsto per il 1° gennaio 2011, verrà prorogato di sei mesi».

Lo ha confermato poco fa il governatore Chiodi. «L’impegno del Presidente Berlusconi e del Sottosegretario Letta e del Ministro Tremonti – dichiara Gianni Chiodi – ha dato i risultati sperati e pertanto va a loro il mio profondo ringraziamento. Dopo la riunione di questa mattina che aveva riacceso le nostre speranze, la notizia appena giunta conferma l’impegno del Governo più volte esternato nei giorni scorsi. È una misura importante che dà ulteriori sei mesi di ossigeno all’economia dei comuni colpiti pesantemente dal terremoto del 6 aprile 2009. Devo ringraziare anche il Presidente Del Corvo e il sindaco Cialente - aggiunge Chiodi - che hanno permesso di formare una delegazione che ha rappresentato in modo forte e unitario le problematiche del territorio, di fronte alla quale il Governo si è impegnato nel modo migliore possibile».

23/12/2010 19.57