Difensore civico. Codici:«troppe spese, pochi risultati. Se lo si interpella non risponde»

Alessandro Biancardi

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Difensore civico. Codici:«troppe spese, pochi risultati. Se lo si interpella non risponde»
ABRUZZO. Sabato scorso la presentazione del consuntivo (fantasma) dell’attività del difensore civico regionale.

Una manifestazione costata diverse migliaia di euro che però è stata seguita solo da poche persone addette ai lavori. Inoltre l’atteso report a consuntivo dell’attività dell’ufficio non c’è stata. Ma Giuliano Grossi, l’attuale difensore civico, ha chiaramente detto che pochissime sono le persone che si sono rivolte a lui.

Sulla questione interviene l’associazione Codici che invece “scoppia” di attività ed anche quest’anno è riuscita ad incrementare di molto i cittadini che assiste e tutela per diverse questioni che riguardano consumi e pubblica amministrazione. Come mai allora dal difensore civico regionale non ci va nessuno?

«Leggere sui quotidiani che si è tenuto un convegno del difensore civico regionale organizzato in pompa magna e poi “nessun dato sulle attività” e ancora “pochi cittadini vi ricorrono” è desolante.

Io mi chiedo», commenta Giovanni D’Andrea segretario Regionale dell’Associazione di Consumatori Codici Abruzzo, «come sia possibile che con tutti i problemi che oggi investono gli utenti abruzzesi non vi siano cittadini che si rivolgano a tale struttura, è assurdo se si considera quanto ci costa l’intero ufficio regionale che conta, tra le sedi de L’Aquila, Chieti , Pescara e Teramo circa venti dipendenti».

Codici, di contro, pur non essendo un organo “istituzionale” ma associazione di consumatori tratta tantissimi casi di controversie stragiudiziali e giudiziarie che vedono coinvolti gli utenti nei confronti degli enti pubblici regionali e tutto questo con personale volontario che «quando va bene prendono un semplice rimborso spese», assicura D’Andrea.

«Non posso non ricordare, però», aggiunge il segretario, «che circa un mese fa inviammo una segnalazione molto importante al difensore civico su carta intestata e ad oggi nessuna risposta ci è stata fornita. Se il difensore civico si comporta cosi con le organizzazioni dei consumatori mi vien quasi da pensare che con i cittadini il tempo di attesa si triplica».

C’è poi una questione che è stata sollevata dall’associazione proprio all’attenzione del difensore civico regionale che però non ha trovato ancora soluzione.

Da diversi anni le associazioni dei consumatori e degli utenti effettuano udienze di conciliazione su delega dei cittadini presso gli uffici del Co.Re.Com a L’Aquila. La maggior parte delle controversie però investono utenti della città di Pescara e Chieti e delle rispettive province.

Dai dati ufficiali emergerebbe addirittura che l’80% delle controversie gestite dal Co.Re.Com Abruzzo riguarderebbero utenti pescaresi e chietini.

Ciò nonostante, fino ad ora, gli utenti di Chieti e Pescara si sono recati fino a L’Aquila.

«Appare anomalo strano e illogico», continua D’Andrea, «che in un periodo di crisi per le famiglie italiane e abruzzesi il Co.Re.Com Abruzzo continui a tenere in piedi nella città di Pescara alcuni uffici nuovissimi e dotati di ottime attrezzature nonché di n. 4 risorse umane al servizio dello stesso ufficio quando rendendolo operativo con l’attivazione dei tavoli di conciliazione si migliorerebbe il servizio con notevole risparmio per gli utenti. Di questa grave situazione – continua D’Andrea – abbiamo formalmente interessato il Difensore Civico Regionale che tra l’altro ha i suoi uffici sia a L’Aquila che a Pescara attaccati agli uffici del Co.Re.Com . Il Difensore Civico ha pensato di non risponderci. Secondo noi essendo a conoscenza della situazione sarebbe dovuto intervenire d’ufficio a tutela dell’interesse dei cittadini utenti».

22/12/2010 12.00