Anziano, grave e povero: la Asl gli chiede di pagare la retta per la Rsa

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4936

IL CASO. ABRUZZO. Signor M. ce l’ha la moglie? «Mmmm….mmmm…». Figli, nipoti? «Mmmm…mmmm…». Si ricorda del suo paese, Rapino? «Mmmm… mmmm…»

L’ha ricevuta questa lettera della Asl? «Mmmm….mmmm…».

 Si interrompe qui la chiacchierata strappata all’ora di pranzo a questo ospite della Rsa Villa San Giovanni. M. M. non risponde, addirittura non parla, non ha mai parlato né oggi con il personale della residenza di San Giovanni Teatino, né ieri con quello dell’ospedale di Guardiagrele, da dove proviene. Era stato trasferito lì per qualche giorno dall’ex Paolucci, la dipendenza di Villa Pini dov’era ricoverato da anni per una sindrome conclamata di involuzione cerebrale.

E’ originario di Rapino, ha 72 anni ed una moglie di poco più anziana, ricoverata anche lei in un’altra Casa di riposo sulla costa. Non hanno figli o parenti stretti e non hanno beni o pensioni, salvo quella sociale e sono stati divisi da tempo a loro insaputa (per quello che potevano capire). Non sapevano nulla nemmeno i lontani nipoti che quando sono andati a visitarlo non l’hanno trovato.

«Abbiamo saputo che era ospite di questa Rsa quando ci hanno mandato a chiamare. E’ stato trasferito lì senza informarci – spiega una nipote – tutte le decisioni sono state prese dalla Asl ed ora ci chiedono di pagare perché siamo parenti acquisiti, gli unici che hanno trovato».

UN TRATTO DI PENNA PER TRASFORMARE UN MALATO GRAVE IN OSPITE PAGANTE

Poveri. Soli. Persi nel marasma senile e - soprattutto lui - nella malattia che annebbia il cervello (ma la moglie non sta molto meglio), a questi due coniugi inconsapevoli addirittura di essere al mondo, la Asl di Chieti ha spedito una lettera che non leggeranno mai con la richiesta di partecipare alle spese pagando la retta “alberghiera” della Residenza.

«Noi abbiamo già fatto molto – scrive la Asl a M. M., riferendosi alle rette pagate alla Rsa dal trasferimento dall’ex Paolucci  –  dal primo ottobre devi pagare 25,83 euro al giorno. Se non paghi tu o qualche parente, ci deve pensare il Comune. E per le mensilità anticipate da noi, la Asl si riserva di attivare le procedure per il recupero, di cui ti faremo conoscere l’importo». Cioè: siete pure in debito. Non c’è limite al ridicolo del burocratichese, ma forse è una comunicazione dovuta, nel senso che spesso le leggi, i Piani di rientro dai debiti o quelli taglia ospedali e servizi, le statistiche fatte a tavolino messi a confronto con la realtà si dimostrano del tutto sballati, come se bastasse un tratto di penna per declassificare un malato di questo tipo e farlo diventare pagante. In qualche caso questa operazione è riuscita e molti ex ospiti di Villa Pini pagano già la retta alberghiera. Insomma mentre prima la Regione pagava 170 euro a paziente ricoverato, oggi la Asl ritiene “pesante” pagare i 60 euro delle tariffe Rsa e circa metà ne chiede ai malati. Allora era meglio quando i soldi si sprecavano? Solita domanda inutile: nessuno contesta la necessità di riordinare il sistema della Psicoriabilitazione, ma farlo in questo modo, facendo pagare l’operazione a questi poveretti non sembra proprio il massimo. Però c’è il Comune a pagare, dice la lettera.

«Non è così facile ed automatico – spiega Rocco Cocciaglia, sindaco di Rapino – non abbiamo fondi per questi interventi, la Regione ci ha tagliato le spese sociali, i trasferimenti dello Stato sono al lumicino. In pratica prima l’80% dei fondi per questi interventi era a carico della Regione ed il 20% del Comune. Adesso le percentuali si sono ribaltate e l’80 % lo paghiamo noi. Non è che non vogliamo intervenire, anzi stiamo facendo miracoli con i pochi fondi a disposizione per aiutare le famiglie in difficoltà. Ma per il bilancio di una comunità di 1400 persone, pagare le rette è un peso insostenibile. Se ci hanno coinvolto o informato per queste decisioni? No, i sindaci non hanno avuto nessuna informazione, salvo questa lettera. Non so come faremo». Domanda: chi ha deciso che questo signor M. M. è una persona autosufficiente e in grado di pagare la retta?

Sebastiano Calella 22/12/2010 9.28