Abruzzo Engineering: commesse prorogate per un anno: lavoro per 70 dipendenti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Per ora saranno 70 i dipendenti di Abruzzo Engineering che si vedranno prolungare le commesse che permetteranno di non essere licenziati.

Ieri in una affollata riunione presso la sede dell’Ance a L’Aquila è stato annunciato da parte del Comune la disponibilità a far lavorare per un altro anno ancora i lavoratori di Ae, già da tempo distaccati nell’ente. Il tutto dovrebbe avvenire attraverso una richiesta della Protezione Civile e finanziato con soldi che saranno stanziati direttamente in uno dei prossimi decreti del Consiglio dei Ministri. Erano presenti tutte le sigle sindacali ed alcuni politici come Lolli, D’Amico e Pezzopane.

Solo qualche giorno fa a sorpresa il presidente del Collegio dei liquidatori aveva inoltrato la lettera ai dipendenti che annunciava loro l’apertura della procedura di licenziamento perché non vi erano più le condizioni per continuare, in considerazione del fatto che la maggior parte delle commesse erano in scadenza il 31 dicembre prossimo.

Una mossa a sorpresa e imprevista che però ha avuto il merito di far precipitare subito le istituzioni e hanno avuto lo scossone giusto per assestare in pochi giorni una prima parziale soluzione.

Non ha ancora risposto, invece, la Provincia de L’Aquila dove lavorano 40 persone. Se anche qui si dovesse raggiungere l’accordo già siglato con il Comune si potrebbe arrivare a 110 lavoratori ancora impegnati per un anno, cioè mantenere lo stesso livello di occupazione attuale (con circa 80 persone in cassa integrazione).

La bozza di proroga inerente il rinnovo dei lavori affidati dall'amministrazione comunale impiegherebbe circa 2,6 milioni di euro per circa un anno, soldi che, come detto, dovrebbero arrivare dalla Presidenza del Consiglio.

Per quello che riguarda le attività affidate dalla Provincia dell’Aquila presso il Genio Civile sarebbero emerse «difficoltà burocratiche» relative al loro inserimento in tale bozza di proroga e si starebbe escogitando qualche “artifizio” per inserire tutti nella proroga.

Si schiariscono almeno sul fronte lavorativo le acque finora molto torbide e ancora agitate.

Infatti se le cose rimarranno così entro la fine del mese si decideranno i nomi dei 40/50 dipendenti che verranno posti in cassa integrazione e questa volta pare potrebbe toccare anche a chi in questi ultimi due anni è riuscito sempre a evitare la turnazione.

Su questo annoso problema, (che in passato ha dato adito ad accese polemiche da parte dei dipendenti) i sindacati rivendicano più voce in capitolo, chiedendo che la scelta del personale venga fatta attraverso una concertazione tra le parti e non con il libero arbitrio da parte della società, come fatto finora, garantendo finalmente quell' equa rotazione che non fomenterebbe polemiche dannose in un clima già teso da spaccature interne.

«La soluzione trovata oggi», ha detto a PrimaDaNoi.it Davide Frigelli Fisascat Cisl, «intanto ci consente di prendere fiato e di poter avere a disposizione ancora un anno per trovare una soluzione migliore e definitiva per i dipendenti. Speriamo comunque che anche la Provincia riesca a fare la sua parte per mantenere il livello occupazionale del momento. Sappiamo bene che questa soluzione non è sinonimo di stabilizzazione ma che su questo dobbiamo lavorarci ancora. Come sindacato noi siamo aperti a tutte le soluzioni che possano garantire lavoro ai dipendenti, che sia una nuova società o altro».

Frigelli ha poi fatto notare come ieri sera sia stata posta l’attenzione anche su una politica di riduzione dei costi della società che ora non potrà più permettersi certe libertà, come certi stipendi d’oro o premi di produzione e altri benefits. Per cui tempi duri per tutti.

Soddisfazione è stata espressa anche dalle altre sigle sindacali

a.b. 21/12/2010 9.10