Documenti pubblici 'vietati' ai consiglieri, l'ira di D'Amico (Pd)

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Esiste un modo attraverso il quale tutti i Consiglieri possono prendere visione di documentazione  ufficiale  ritenuta necessaria per il pieno e corretto svolgimento delle loro funzioni?

ABRUZZO. Esiste un modo attraverso il quale tutti i Consiglieri possono prendere visione di documentazione  ufficiale  ritenuta necessaria per il pieno e corretto svolgimento delle loro funzioni?

Lo domanda oggi con una lettera inviata al Commissario straordinario alla Sanità Gianni Chiodi, e per conoscenza al sub commissario Giovanna Baraldi, il  vicepresidente del Consiglio regionale, Giovanni D’Amico (Pd).

Il consigliere mette in evidenza le difficoltà crete agli stessi 'controllori' che di fatto non riescono a ricevere documenti fondamentali per svolgere il proprio lavoro.

E D'Amico non nasconde nemmeno il fastidio per aver dovuto conoscere i contenuti del verbale del Tavolo Tecnico per la verifica degli adempimenti regionali presso il Ministero dell’Economia relativo alla riunione tenuta il 2 dicembre 2010 aprendo le pagine di PrimaDaNoi.it.

In quel caso, come in molti altri casi, forse è meglio chiarirlo, anche il giornale non ottiene alcun tipo di informazione o documento ufficiale dalle fonti istituzionali, sempre più chiuse su se stesse e contrarie ad ogni libera circolazione di documenti importanti e non secretati, costringendoci di fatto all'istigazione di 'spaccio' di documenti pubblici.

«Mi sono trovato nell’impossibilità», spiega D’Amico, «di riuscire ad ottenere la documentazione da me richiesta per le vie ufficiali. Infatti, in qualità di Consigliere membro della Commissione Consiliare Affari Sociali e Tutela della Salute, avevo chiesto via e-mail al sub commissario Giovanna Baraldi di poter ricevere».

 Nonostante la richiesta, però, dichiarata legittima dalla stessa Baraldi nella riunione della V^ Commissione Consiliare del 17 novembre il consigliere assicura di non aver ricevuto alcun tipo di riscontro. 

«Visto che il verbale, che avrei dovuto ricevere di diritto e che invece non sono riuscito ad ottenere attraverso i canali istituzionali, è stato pubblicato sul sito “Primadanoi”, prendo atto che la stampa ne ha ricevuto copia nell’immediato, al contrario di me».

Ma Chiodi in questo caso non c'entra. Purtroppo.

Secondo l’esponente del PD, «garantire la ricezione della documentazione ufficiale attraverso le vie istituzionali è un atto dovuto in quanto rientra nell’ambito di quella correttezza istituzionale che non dovrebbe mai venir meno e permette ai Consiglieri il pieno svolgimento delle proprie funzioni». Per questo D’Amico ha deciso di presentare anche una interpellanza con la quale chiede di conoscere le ragioni per le quali non è riuscito ad ottenere dagli uffici del  Sub Commissario il verbale 'incriminato' ma anche se esiste «un metodo istituzionale, e se esiste qual è, di cui può avvalersi ogni singolo Consigliere per avere la documentazione ufficiale prima che la riceva la stampa, a meno che  non si debba intendere, visto il rifiuto  dell’invio del verbale di cui sopra, che il Consiglio regionale non ha alcuna funzione  relativamente al Piano di Riordino Sanitario».

16/12/2010 17.28