Chiodi: «la politica di privilegi ha creato solo danni»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

923

ABRUZZO. Un patto generale di rilancio dell'Abruzzo in grado di coinvolgere tutti gli attori regionali, da quelli politici a quelli istituzionali, da quelli economici a quelli sindacali.

È la proposta lanciata dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, nel corso del consiglio regionale straordinario convocato per discutere la crisi economica dell'Abruzzo.

E per partire bisogna recuperare «un gap culturale in tema di sviluppo economico» e «abbandonare una volta per tutte la politica del compromesso e delle mezze misure per dare spazio invece ad una stagione fatta di scelte politicamente coraggiose in grado di recuperare il gap finora accumulato. Il nostro compito – ha aggiunto il presidente - è favorire il sistema economico nella sua interezza e resistere alle tentazioni corporative per privilegiare alcune categorie rispetto ad altre in relazione al consenso che esse possono esprimere. Lasciarsi alla spalle, insomma, quella politica dei privilegi che tanti danni ha provocato finora».

«Un reale rilancio dell'economia regionale – ha detto Chiodi – non può prescindere da un patto di compartecipazione generale che guardi soprattutto a tutta la classe politica regionale a cominciare da quella dell'opposizione che deve partecipare all'assunzione di decisioni importanti per il futuro di questa regione». Secondo il presidente della Regione, il patto «dovrà contare su tre punti essenziali: risanamento, riforma della macchina amministrativa regionale, sviluppo. Su questi tre punti dovranno muoversi le nostre future decisioni in un momento cruciale per la storia di questa regione».

Prima della proposta di un patto generale, il presidente Chiodi non ha mancato di evidenziare un dato: «mi sarei aspettato un consiglio più partecipato e sentito – ha detto – soprattutto da parte delle forze esterne a questo consesso. Mi sarebbe piaciuta una presenza più forte della classe dirigente abruzzese proprio per rafforzare quella stagione del confronto necessaria per il rilancio del territorio».

«La situazione di crisi è ancora tangibile, ma questa regione qualche iniziativa importante ad ampio raggio l'ha assunta in questi due anni», ha detto invece l'assessore al Lavoro, Paolo Gatti.

Gatti ha fatto appello a una classe dirigente regionale «in grado di confrontarsi, di parlare e anche di muovere le giuste critiche. Sarebbe questo un approccio adeguato ai problemi economici della regione e soprattutto sarebbe un approccio moderno. Non si può dire – ha aggiunto Gatti – che la ripresa occupazionale è dietro l'angolo. Ci sono sì dei segnali di ripresa, ma sapete benissimo che la ripresa occupazionale arriva sempre molto dopo quella economica».

16/12/2010 10.10