Abruzzo Engineering: si cercano nuove commesse per una morte più dolce

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ora si cerca una motivazione per evitare la liquidazione totale, completa e immediata.

Il tempo scade il 31 dicembre ed il collegio dei liquidatori se vorrà avviarsi dolcemente alla liquidazione dovrà trovare commesse e progetti che permettano ai dipendenti di continuare a lavorare.

Ieri c’è stata la riunione tra il collegio dei liquidatori e le sigle sindacali e si è parlato proprio di questo.

All’attivo potrebbero esserci i due progetti in corso presso Comune e Prefettura dell' Aquila la cui scadenza prevista è per il 31 dicembre e con un piccolo sforzo si potrebbe arrivare a fine gennaio.

Per scongiurare il taglio netto ci sarebbe anche un progetto Cipe sul quale negli anni scorsi si è puntato molto, anche se in tanti ricordano non poche incongruenze e stranezze proprio sulla gestione.

Nella riunione di ieri si è anche parlato della cassa integrazione lunga per i dipendenti attualmente non coinvolti nei suddetti progetti e un periodo di cassa breve fino alla concessione della proroga per i circa 120 dipendenti in essi impiegati.

Non si esclude tuttavia la possibilità di reimpiego di personale da troppo tempo in cassa e che rivendica il diritto di poter dare il proprio contributo chiedendo la rotazione con chi non l'ha mai fatta o con chi desidera farla.

Perché nel feudo Abruzzo Engineering le clientele potevano anche questo: chi non ha un santo in paradiso va in cassa integrazioni anche per molti mesi di seguito portando a casa un minima percentuale di stipendio, chi invece ''è parente di'' si è potuto fare appena tre settimane di cassa ad agosto.

Nella riunione di ieri è anche emersa la necessità imprescindibile di ridurre i costi del personale con significativi tagli degli emolumenti della dirigenza (figure ormai inutili poichè l'intera gestione è appannaggio dei 4 liquidatori) e di coloro che beneficiano di un ingiustificato superminimo.

«Su questo tema», spiega Massimo Spinosa (Cisl), «è sorta una diatriba tra Ugl e la Cgil sulle pregresse manovre sindacali che hanno determinato l'attribuzione dei superminimi e dei livelli superiori, evidenziando una disomogeneità tra le linee sindacali, che è emersa alla luce della perdita di tali benefici».

 TAVOLO CON IL PREFETTO?

 E’ stato anche proposto un tavolo di discussione tra il Prefetto e le parti interessate per determinare misure cautelative da adottare durante questa delicata fase di liquidazione, in virtù anche delle indagini giudiziarie di cui è oggetto la società.

Secondo Spinosa uno scenario possibile e comunque a medio termine potrebbe vedere l’uscita di Selex alla scadenza naturale del contratto (gennaio 2012). Al suo posto potrebbero entrare le tre province ancora fuori a far compagnia a quella de L’Aquila, dentro la società fin dalla sua nascita.

La situazione è delicata e tesa ma è in questi giorni che si porranno le basi per il futuro.

Sono in molti a non avere speranza in un vero cambiamento perché si ritiene che siano troppe le forze (bipartisan) che spingono affinchè vengano tutelati i privilegi acquisiti anche in maniera non del tutto regolare.

Sullo sfondo per ora rimangono anche diverse inchieste che colpiscono di striscio Abruzzo Engineering e potrebbero disvelare quello che la politica finora ha custodito gelosamente come il segreto più grande.

E’ anche probabile che le notizie degli ultimi tempi venute fuori da dibattiti, dichiarazioni e racconti abbia spinto più di una procura ad aprire nuove indagini. Il pentolone Abruzzo Engineering è sotto assedio come mai accaduto prima.

Questa volta le cose potrebbero andare in maniera diversa rispetto alle indagini del 2007-2008 archiviate senza aver trovato nulla e la cui relazione finale della polizia giudiziaria fu trovata nell’ufficio dell’ex rais Lamberto Quarta al momento del suo arresto.

15/12/2010 9.36