I tagli all'Abruzzo, nel 2011 dallo Stato 12 mln in meno a Comuni e 13mln alle Province

Alessandro Biancardi

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I tagli all'Abruzzo, nel 2011 dallo Stato 12 mln in meno a Comuni e 13mln alle Province
ABRUZZO. Meno soldi ai Comuni e Province d'Abruzzo con una popolazione superiore ai 5 mila abitanti.

Con il decreto del Ministro dell’interno del 9 dicembre 2010, in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, sono stati determinati gli importi delle riduzioni dei trasferimenti erariali per l’anno 2011 e per l'Abruzzo saranno 25 milioni di euro in meno nelle casse degli enti locali.

I tagli riguardano Province e Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, in applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 14, comma 2, del decreto legge n. 78 del 2010.

Per i Comuni della provincia di Chieti vorrà dire risorse in meno per 6,4 milioni di euro. Per L'Aquila 5.9 milioni che verranno a mancare. Soldi in meno anche per i comuni del pescarese che non potranno contare su ben 6,3 milioni. Teramo non sarà immune e vedrà trasferirsi in meno 5,6 milioni.

Anche le Province dovranno fare a meno di soldi: queste le cifre: Chieti dirà addio a 3.271.563,61 euro, L'Aquia a 5.901.128, Pescara a 1.980.379 e Teramo a 2.491.880 euro.

LA SITUAZIONE COMUNE PER COMUNE

I Comuni del chietino: ad Atessa verranno tagliati 190.283,10 euro, a Bucchianico 132.918,68 euro, a Casalbordino 167.165,76 euro, a Casoli 161.561,71 euro a Chieti 1.745.666,07 euro, a Fossacesia 102.638,75 euro, a Francavilla al Mare 595.716,69 euro, a Guardiagrele 341.682,46 euro. Non andrà meglio a Lanciano che dovrà fare a meno di 1.039.801,03 euro o a San Giovanni Teatino con 177.032,54 euro, San Salvo 218.022,24 euro, San Vito Chietino 121.337,64 euro e Vasto con 860.791,97 euro tagliati.

Non sono esenti dalle riduzioni nemmeno i comuni aquilani colpiti dal terremoto. L'Aquila dovrà fronteggiare un taglio di 2.687.594,10 euro, Avezzano di 1.220.385,48 euro, Carsoli di 118.267,86, Castel di Sangro di 140.897,74 euro, Celano di 344.938,75 euro, Luco dei Marsi di 149.271,82 euro, Pratola Peligna di 198.106,14 euro, Sulmona di 734.102,46 euro, Tagliacozzo di 162.428,54 euro e Trasacco di 184.349,78 euro.

Nella provincia pescarese sono 11 i comuni colpiti dai tagli. Pescara quello maggiormento colpito con una riduzione di 3.415.675,55 euro. Ci sono poi Cepagatti con 175.198,41 euro, Città Sant'Angelo con 307.401 euro, Collecorvino con 108.593,31 euro, Loreto Aprutino 181.993,88 euro, Manoppello 138.600,43, Montesilvano 972.442,20 euro, Penne 343.505,68 euro, Pianella 174.288,96 euro, Popoli 176.364,66 euro e Spoltore 384.457,55 euro.

Sono 19 invece i comuni colpiti in provincia di Teramo. La stessa città capoluogo dovrà fare a meno di 1.382.570,12 euro. Gli altri tagli: Alba Adriatica 178.867,58 euro, Atri 413.195,24 euro, Bellante 163.257,90 euro, Campli 175.661,77 euro, Castellalto 163.569,87 euro, Civitella del Tronto 141.813,42 euro, Giulianova 587.555,96 euro, Martinsicuro 209.801,11 euro, Montorio al Vomano 313.864,41, Mosciano Sant'Angelo 204.424,01 euro, Nereto 129.596,27 euro, Notaresco 162.726,09 euro, Pineto 288.138,42 euro, Roseto 558.633,27 euro, Sant'Egidio alla Vibrata 170.010,78, Sant'Omero 145.534,72 euro, Silvi 225.141,86 euro, Tortoreto 140.282,66 euro.

Alessandra Lotti  14/12/2010 14.39

 

«L'ABRUZZO NON POTRA' SOPPORTARE TUTTI QUESTI FATTORI NEGATIVI»

 «Non credo che l’Abruzzo potrà sopportare, in questo tempo, in maniera accettabile la concentrazione di tutti i fattori negativi possibili che si possano immaginare», commenta Antonio Centi, presidente Anci Abruzzo.

«Il deficit sanitario regionale ed i conseguenti impressionanti tagli di spesa previsti in ogni campo dalla Regione Abruzzo; i tagli pari a circa 40 milioni di euro decisi dal Governo dal 1 gennaio per l’anno 2011 che si abbatteranno sugli Enti locali abruzzesi, con un ulteriore aggravamento nel 2012; il ridimensionamento pesante e diffuso del “Sistema Abruzzo” conseguente al terremoto del 2009 che, certamente ha colpito duramente i Comuni interessati ma che ha amplificato le sue negatività sul resto del territorio regionale che di colpo ha subito un vistoso abbassamento della sua identità complessiva. Sono questi i fondamentali fattori del decadimento in atto che fa prevedere un ulteriore futuro di eguale decadimento. Si, è proprio indispensabile portare a livello centrale del Paese “il caso Abruzzo” che non trova eguali in nessun altra regione italiana. Non si tratta di rivendicare banalmente un qualche cosa contro qualcuno», chiude Centi, «quanto costruire una strategia responsabile da far condividere a tutti i portatori di decisioni pubbliche per scongiurare il rischio di trasformarci da Regione in Provincia d’Abruzzo»

15/12/10 14.02