Abruzzo Engineering, la vecchia guardia prepara il nuovo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dovrebbe partire oggi ufficialmente il nuovo corso di Abruzzo Enginneering. Almeno da oggi si inizierà a gettare le base per il futuro dopo la decisione di liquidazione volontaria.

I dipendenti che sono 193 attendono segnali di speranza e magari di cambiamento di cui però nessuno ha mai parlato.

Alle 10,30 nella sede dell'Aquila è stata convocata la prima riunione del collegio dei liquidatori nominato dall'assemblea dei soci di un sodalizio controllata al 60% dalla Regione, al 30% da Finmeccanica, attraverso Selex Service Management, e al 10 dalla Provincia dell'Aquila.

Il presidente del collegio, l'avvocato Francesco Carli, ex presidente del consiglio di amministrazione, Vincenzo Genovesipu, e Luigi D'Eramo, due ex componenti del Cda, e Luigi Puzzovio, ex presidente del collegio dei revisori dei conti, inizieranno l'esame approfondito di una società pubblica che da mesi è in crisi: da una parte il grosso debito con la Selex a cui ha girato direttamente commesse che poi venivano rivendute ad Ae senza gare di appalto, dall’altra la paura di provedimenti giudiziari ha improvvisamente interrotto la preziosa linfa vitale che derivava dalla Regione.

In poco più di tre anni di attività si parla di 200milioni di euro, forse più girati dalla Regione ad Ae ma la vera novità è che nessuno sa davvero quanto è stato bruciato dalla società in crisi. Omertà, paura e gestione poco trasparente hanno permesso di scrivere nella delibera che autorizza una commissione consiliare di inchiesta che «nessuno è a conoscenza delle somme girate ad Abruzzo Engineering tranne i diretti interessati».

Ma ai diretti interessati nessuno ha chiesto nulla e nulla è stato detto ai cittadini. Trattative private per una società a prevalente capitale pubblico coordinate dal presidente della Regione che ha attaccato sì duramente l’azione della società (ma solo nella parte che interessa il centrosinistra) e che tuttavia non ha mai parlato di radicale cambio di passo.

In pratica nessuno ha mai parlato di abbandono dei vecchi metodi di gestione che hanno poi determinato il tramonto di Abruzzo Engineering, un carrozzone nemmeno tanto diverso da molti altri. Se ne stanno accorgendo proprio i dipendenti, quegli ex lsu che hanno tutto l’interesse di un vero cambiamento perché avrebbero i numeri e l’esperienza per essere riassunti. L'ordine del giorno di oggi parla di «definizione delle azioni da intraprendere nel periodo di liquidazione in attuazione delle linee dettate dall'Assemblea dei Soci». In prospettiva c'é la creazione di una new company che erediti le competenze più produttive e parte dei dipendenti. Oggi il collegio dei liquidatori incontrerà anche i dirigenti di AE, nata con la mission dell'abbattimento del digital divide nel territorio regionali attualmente impegnata in alcune piccoli incarichi per il terremoto.

Alla riunione operativa sono stati convocati in particolare i dirigenti Giuseppe Ricci, Stefano Florio e Giovanni Pisano dell'Area Produzione e Carla Mastracci, dirigente dell'Area Amministrazione Finanza e Controllo.

Chi sono?

Tutte vecchie guardie, dirigenti storici della prim’ora o addirittura indagati nell’inchiesta che ha coinvolto alcune persone a vario titolo vicine ad Ae, come Carla Mastracci che risulta indagata nell’inchiesta su Collabora Engineering e la vendita di quote truffaldina alla provincia de L’Aquila; era l’inizio della costituzione di Ae e si cominciava così…

Nelle maglie della giustizia è incappato anche Vittorio Ricciardi titolare di collabora e poi direttore generale di Ae.

Così Giovanni Pisano è un collaboratore della società, lavorava alla Simens dell'Aquila ed è stato chiamato ai tempi dell’ex presidente Marola, Stefano Florio invece è arrivato dalla Selex, Giuseppe Ricci è un ex Irti e vice del direttore tecnico Aquilio che si è dimesso e voluto dall’ex presidente della Provincia, oggi assessore al Comune, Stefania Pezzopane.

A controllare e vigilare sulla messa in liquidazione volontaria decisa lo scorso 2 dicembre sono stati chiamati nel collegio sindacale anche Angelo Troiani (Presidente), Giuliano Calderoni (Componente), Fabio Pisotta (Componente). Sindaci supplenti sono Ettore Perrotti e Fabio Pompei mentre revisore contabile è Paolo Badia.

In molti si domandano dunque se a decidere cosa fare e dove andare sono le stesse persone che sono state al comando o vicino a chi amministrava mentre conduceva la società alla distruzione che tipo di futuro ci potrà mai essere?

Lo si vedrà ben presto. Per diversi dipendenti le cause dei problemi di oggi sono chiare: cattiva amministrazione, clientelismo e superstipendi d’oro di una ristretta cerchia di persone, magari molto vicina al potere.

Si parla di stipendi d’oro per i dirigenti che nella anomalia di Abruzzo Engineering ovviamente non si trovano e non ci sono mai stati sul sito web istituzionale. Solo un particolare nell’universo opaco in cui si è sempre mossa la società così non c’è traccia dei compensi, né delle valutazioni o delle presenze dei dirigenti e nemmeno delle consulenze.

Tra le tante cose sfuggite ai controllori attenti della Regione anche questa.

10/12/2010 9.02