Tangenti, in Italia 1 milione di persone ricorre alla 'bustarella'

Alessandro Biancardi

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MILANO. Tra i settori percepiti dai cittadini come quelli più corrotti ci sono la politica e i media.

In Italia oltre un milione di persone, pari al 3,8% della popolazione adulta, ha pagato tangenti o sono state coinvolte in episodi di corruzione.

E' quanto emerge dall'ultimo 'Barometro sulla corruzione' di Transparency International che ha misurato il fenomeno sulla base della percezione degli intervistati, oltre 90mila in tutto il mondo.

Ma perchè pagare una bustarella? Per ottenere permessi il 6,4%, per le utilities il 8,7%, per le imposte il 6,9%; un forte incremento si ha nelle transazioni immobiliari (12.9%) e doganali (13,9%). Di grande impatto sono infine i dati relativi al sistema sanitario (10%) e al sistema giudiziario, per cui le risposte affermative arrivano fino al 28,8%.

Ma i numeri italiani non differiscono in buona sostanza da quelli in Francia e nel Regno Unito, mentre il sondaggio rileva l'impennata negativa della Germania (di cui si è avuto difatti testimonianza nei recenti episodi concernenti imprese tedesche in Russia e in Cina).

Analoga similarità concerne la domanda relativa al ruolo del governo (ossia se opera con incisività o meno per contrastare la corruzione): la risposta è quasi sempre negativa, comprese la Finlandia e ancora la Germania (77%), oltre all’Italia (64%).

La “società civile” dà segni di presenza e di consapevolezza del proprio ruolo: l’85% degli intervistati sosterrebbero chi denuncia casi di corruzione o di abusi, e l'86% ritiene che i cittadini possono fare la differenza nel migliorare la situazione. Il livello di fiducia premia le organizzazioni non governative (15,3%), curiosamente il governo con 13,4%, dunque percepito probabilmente come “animato da buone intenzioni, ma con le mani legate”.

Le categorie percepite come più corrotte in Italia sono i media (voto 3,3 su 5), le imprese (3,7 su 5), il Parlamento (4 su 5) e il sistema giudiziario (3,4 su 5). Quelle meno corrotte sono le organizzazioni non governative, l’esercito, il sistema educazione e la polizia 31%.

«Il Global Corruption Barometer», spiega Maria Teresa Brassiolo, «è "la voce della gente" e va preso molto sul serio. Il dato sconfortante che emerge è l'aumento della sfiducia in Italia: il 40% non si fida di nessuna delle istituzioni prese in esame. Il costo della sfiducia è un costo altissimo nelle società e nelle economie. Anche a livello globale c’è una crescente generalizzata crisi di sfiducia». Brassiolo ha aggiunto peraltro che: «Questo dato è controbilanciato in Italia da due numeri di speranza. L’85% degli intervistati sosterrebbero chi denuncia casi di corruzione o di abusi: ciò conforta se si pensa all’opera di sostegno che stiamo conducendo per l’introduzione legislativa del cosiddetto whistleblowing, la protezione a chi denuncia reati all’interno delle organizzazioni. A noi piace usare l’espressione "vedette civiche" in senso più esteso, poiché si è convinti che solo da una diretta assunzione di responsabilità dei singoli cittadini il problema della corruzione potrà essere debellato nelle sue forme endemiche e pervasive che purtroppo si stanno diffondendo nel mondo intero. Infine, l'86 % dichiara che i cittadini possono fare la differenza: si tratta di un segnale forte che la società civile non è passiva. Transparency Italia ripone la sua fiducia in loro».

09/12/2010 17.16