Sanità. Nelle carte il buco da 360mln di euro c’era già due anni fa

Alessandro Biancardi

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CARLO MASCI

CARLO MASCI

ABRUZZO. Possibile che nessuno sapesse del debito extra da 360milioni euro nel bilancio della sanità?

Possibile che nessuno era tenuto a sapere le cifre esatte del disavanzo incredibile saltato fuori come un fulmine a ciel sereno sabato scorso? Qualche dubbio viene: se davvero nessuno sapeva c’è qualcosa che non va nella macchina amministrativa.

Per questo avanzano dubbi e voci tra le stanze della Regione secondo le quali la cosa era nota da tempo e si è cercato di premere sul coperchio fino a quando la pentola non è scoppiata. Oggi arriva persino la conferma dell’assessore regionale al bilancio. Nessuno ha però ritenuto opportuno informare i cittadini ed il tutto è rimasto chiuso tra le mura degli uffici.

«Chiodi ha tenuto le carte nascoste per quasi due anni, o non ha trovato il tempo per leggere i verbali e dunque per fare il suo lavoro di commissario alla sanità», dicono il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci ed il capogruppo in Consiglio regionale Camillo D’Alessandro, «evidentemente Chiodi ha voluto nascondere all’opinione pubblica il disastro in cui i suoi colleghi di partito e attuali colleghi di giunta hanno lasciato la sanità abruzzese, per questo è arrivato il momento, come diciamo ormai da mesi, che Chiodi la smetta di dire bugie agli abruzzesi e si assuma le sue responsabilità, che ogni giorno sono sempre più pesanti».

Secondo il Pd dei 230 milioni di euro relativi alle distrazioni avvenute negli anni 2004 e 2005, 170 erano già certificati al primo aprile 2009, 60 sono stati scoperti solo ora. Quanto alla distrazione complessiva del 2006 restano da recuperare 101 milioni: su questa somma, nel 2007 era stata prevista una corposa vendita immobiliare cui la giunta Chiodi ha rinunciato a dare seguito.

Ora, dicono i due esponenti del Pd, «Chiodi non può pensare di ripianare questo buco utilizzando i fondi Fas: il mix fra l’alta tassazione cui sono sottoposti gli abruzzesi e le minori risorse per lo sviluppo ucciderebbero definitivamente ogni speranza di ripresa. Piuttosto, Chiodi dia seguito alla vendita degli immobili – sottolineano Paolucci e D’Alessandro – e batta, per una volta, i pugni sul tavolo del governo Berlusconi: così come per Roma, Catania e altre Regioni, l’Abruzzo ha diritto ad almeno 300 milioni. E dopo tante chiacchiere inutili, riformi davvero gli enti regionali».

L’assessore al Bilancio Carlo Masci in qualche modo non smentisce, anzi certifica che le carte c’erano e parlavano chiaro.

«L'assessorato al Bilancio», ha detto Masci, «ha curato la verifica dei debiti pregressi della sanità con il massimo scrupolo, segnalando sempre tutte le anomalie riscontrate ai Commissari ed al tavolo di monitoraggio».

 In particolare, secondo Masci, l'assessorato, da lui presieduto, ha segnalato al Commissario Redigolo, sin dal febbraio 2009 (quindi a distanza di un solo mese dall'insediamento dell'attuale governo), l'esistenza delle passività 2004-2005-2006 non conteggiate, comunicate, poi, dallo stesso Redigolo al tavolo di monitoraggio nelle riunioni del 17 febbraio e del 1 aprile 2009.

«Il tavolo, come risulta dal verbale 1/4/2009, decise di soprassedere sulla questione, - ricorda Masci - sostenendo che si trattava di un problema coperto dal piano di rientro di cui ci si sarebbe occupati al termine del procedimento 'previa specifica ricognizione'. Oggi, a distanza di 20 mesi da quella data, il Ministero, dopo ulteriori approfondite verifiche ed in concomitanza con interventi che sta predisponendo per finanziare con mutui trentennali le Regioni in Piano di rientro, chiede alla Regione Abruzzo di sanare quella posizione debitoria degli anni 2004-2005-2006 non definita colpevolmente al momento della sottoscrizione del Piano di rientro datato marzo 2007».

 Dai documenti e dalla scansione temporale, secondo l'assessore al Bilancio «emergono, senza ombra di dubbio, precise responsabilità che risalgono agli anni 2004-2005-2006, a cui la Giunta Chiodi è assolutamente e indubitabilmente estranea. Così come risulta con altrettanta chiarezza che l'assessorato al Bilancio ha fatto pienamente il suo dovere, scoprendo il debito e comunicandone l'esistenza al tavolo di monitoraggio nelle prime riunioni utili dopo l'insediamento del nuovo governo tra il 17 febbraio e il 1° aprile 2009».

 07/12/2010 15.39