Inchiesta Stati, Pd e Idv: «Chiodi ci spieghi il ruolo di Tancredi»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Pd e Idv si scatenano e formulano la loro lista delle domande sulle ombre che avvolgono Abruzzo Engineering ed il socio di Chiodi, Tancredi.

Se l'ex assessore Daniela Stati l’altro ieri si è presentata in conferenza stampa per rassegnare le proprie dimissioni dal Pdl e il passaggio nel gruppo misto, dal Pd arrivano alcune richieste: «deve ancora chiarirci qualche passaggio».

Domande aperte ce ne sono ancora, non solo da rivolgere all'ex amministratrice pubblica, dimessasi in seguito alle notizie di una inchiesta sulle presunte regalie nell'ambito degli appalti per la ricostruzione post-terremoto all'Aquila, ma anche al presidente di Regione, che ha preferito tacere, soprattutto sulla questione del suo collega di studio, Carmine Tancredi, al quale l'assessore Stati faceva rapporto, pur non avendo ufficialmente cariche pubbliche.

Il capogruppo del Partito Democratico, Camillo D'Alessandro, assicura di non voler entrare nella vicenda giudiziaria («è materia esclusiva degli organi competenti») ma allo stesso tempo chiede che «sul piano politico» la Stati torni a parlare per «chiarire alcune partite»

«Avevamo chiesto un consiglio regionale straordinario prima della pausa estiva proprio per consentire all'ex assessore sia di precisare il proprio ruolo in questa vicenda sia il lavoro svolto da Abruzzo Engineering ed ogni altro aspetto utile per fare chiarezza da un punto di vista politico-istituzionale. Tutto questo ci è stato negato», incalza D’Alessandro che oggi si augura che alla ripresa si svolgerà un consiglio regionale straordinario che darà «a tutti l’opportunità di fare chiarezza».

Per il capogruppo del Pd «la Stati non ha mai chiarito come mai nell’esercizio delle sue funzioni riteneva di doversi rivolgere a Carmine Tancredi che non riveste alcun ruolo formale» e resterebbero da chiarire almeno tre aspetti: «quali sono le ragioni per cui un assessore regionale avverte il bisogno di avvalersi di un professionista? Vorremmo sapere se sia stato Chiodi ad indicare alla Stati il nome del suo socio, oppure se vi sono altre motivazioni non conosciute».

«Va chiarito», continua D'Alessandro, «se la Stati, nel rivolgersi a Tancredi, fosse a conoscenza dell’incarico di consulenza che lo stesso ha con Selex, la società che tramite Finmeccanica controlla quote per 7,50% di Abruzzo Engineering. Sarebbe il caso di capire la natura della consulenza del Tancredi e quando è iniziata».

Ma dal Pd si chiede di conoscere anche il ruolo politico di Chiodi che in questa vicenda viene chiamato in causa dallo stesso Tancredi, che intercettato telefonicamente, afferma che il Presidente è a conoscenza di tutto: «il tutto non è stato spiegato e quindi potrebbe essere la Stati a spiegarlo».

Chiede maggiore chiarezza anche il senatore dell'Idv, Alfonso Mascitelli: «siamo molto preoccupati sulle voci che circolano e vi sono molti lati oscuri da chiarire su alcuni comportamenti e sulla situazione debitoria di una società mista come Abruzzo Engineering, che aveva tutte le carte in regola per diventare un fiore all'occhiello della innovazione tecnologica della nostra Regione e che invece sta rischiando di trasformarsi in un contenitore vuoto e generatore di debiti».
La Selex services management socia al 30% del capitale è una società che fa capo a Finemeccanica, a sua volta controllata per il 30% dal Ministero dell'Economia. Per questo, sostiene Mascitelli, «se dovessero risultare vere le notizie di un credito di oltre 20 milioni vantato da Selex nei confronti di Abruzzo Engineering, il Ministro dell'Economia ha il dovere di informare il Parlamento».
Stessi dubbi del Pd anche per l'Idv sul ruolo di Tancredi: «avrebbe potuto benissimo farlo in modo del tutto pubblico e trasparente attraverso i canali ufficiali della Regione, socia di maggioranza; così come non ci sono chiare le ragioni per cui l'ex assessore Stati, caduta proprio sul caso di Abruzzo Engineering, è stata politicamente abbandonata al suo destino dai vertici del suo ex partito. Cosa si vuole coprire? Quali e quante risorse pubbliche sono state gestite da Abruzzo Engineering? Dove sono andate realmente a finire? E come, in meno di due anni e mezzo, si è potuto maturare un presunto credito di 20 milioni di euro da parte di Selex? Per farci cosa?»

04/09/2010 9.38