Sanità e l’Abruzzo in ginocchio: il debito "imprevisto" è di altri 360 milioni

Alessandro Biancardi

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CHIODI BARALDI

CHIODI BARALDI

ABRUZZO. Ammonta a 360 milioni di euro il nuovo buco della sanità scoperto dal tavolo di monitoraggio del Governo.IL DOCUMENTO. PD«LE RESPONSABILITA’? DELLA GIUNTA CHIODI»

Una voragine improvvisa che si allarga sotto i piedi già malfermi della Regione Abruzzo, costretta ora in tempi brevi a trovare risorse per appianare questo passivo che è maturato negli anni 2004, 2005 e 2006, con un’aggiunta già nota di 101 milioni del 2007.

Colpe? Di nessuno in particolare, secondo Chiodi, né degli assessori regionali al bilancio di quegli anni, né dei revisori dei conti, né della Kpmg, advisor della Regione, che pure hanno maneggiato i bilanci. Ci sarebbe, invece, una colpa – se così si può dire – nel mancato collegamento tra gli uffici del Bilancio e quelli della sanità che non colloquiavano, ma ora questa incomunicabilità «è stata rimossa».

 Le cause vere di questo pauroso disavanzo sono almeno due. La prima è politica ed è riferibile alla responsabilità (meglio chiamarla irresponsabilità) delle classi dirigenti di quegli anni che hanno distolto parte dei soldi del Fondo sanitario nazionale erogato all’Abruzzo per devolverli alle porchette, alle proloco, alle associazioni, insomma a tutte quelle spese (clientelari e non) che magari avranno pure operato bene in qualche caso ma che non dovevano essere finanziate con i soldi della salute. Un meccanismo usato indifferentemente da centrodestra e centrosinistra per quella che veniva definita la “lista delle spesa” degli assessori per finanziare i loro collegi elettorali.

«Questa lista non ci sarà più – ha dichiarato Chiodi – e noi saremo la Giunta regionale che quando andrà a casa lascerà sicuramente meno debiti di quelli che ha trovato».CHIODI BARALDI CARPINETA

«Cercheremo di non imporre nuove tasse – ha poi aggiunto il presidente Chiodi al momento della comunicazione ufficiale del nuovo debito – adesso incontrerò le parti sociali e poi chiederò anche all’opposizione di collaborare responsabilmente alla soluzione di questa che è un’emergenza drammatica per i cittadini abruzzesi, colpevoli solo di aver scelto classi dirigenti inadeguate. Abbiamo già fatto tanti tagli, ora dovremo raschiare il fondo del barile».

 La seconda causa, quella tecnica, spiega anche perché fino ad oggi nessuno si era accorto del buco. Prima si faceva riferimento solo ai conti economici della sanità, oggi è obbligatorio mettere sotto esame lo stato patrimoniale del consolidato della sanità. Partendo dal 2000 è emerso che per il 2001, 2002 e 2003 non c’erano irregolarità, così come non ci sono per il 2008 e per il 2009, e quasi sicuramente per il 2010. Gravi irregolarità invece nel 2004 (buco di 95 milioni), nel 2005 (135 milioni), 2006 (197) più i 101 milioni del 2007, già noti.

Totale dei debiti: 528 milioni, meno le coperture già individuate che sono 168, restano da coprire 360 milioni. Insomma una situazione drammatica per l’economia abruzzese che sarà paralizzata per anni in ogni altra attività dovendo ricoprire debiti così ingenti. L’annuncio fatto da Chiodi con voce grave è caduto su una platea attonita di giornalisti e di addetti ai lavori, convocati alla Regione. In silenzio, attorno a Chiodi gli assessori Carpineta, Castiglione, Gatti, Febbo e Di Paolo ed il sub commissario Baraldi, il cui lavoro «è stato promosso dal Tavolo di monitoraggio che ha trovato esaustivi i documenti presentati così come ha promosso il Piano operativo ed i tagli dei primari», ha commentato Chiodi. La sfida ora è trovare in tempi brevi questi 360 milioni. Che forse non saranno tasse – forse – ma che toglieranno altro ossigeno alla già asfittica economia regionale. Insomma il de profundis totale della finanza creativa, delle incursioni nei giochetti dei bilanci e di tutte quelle operazioni tossiche che hanno avvelenato i pozzi della politica e della vita amministrativa non solo della Regione ma anche dei Comuni, delle Province e di tutti gli organismi che utilizzano soldi pubblici.

Sebastiano Calella  04/12/2010 14.25

DISTRATTI 528MILIONI DI EURO DAL FONDO SANITARIO REGIONALE

E' pari a 528 milioni di euro la somma complessiva del Fondo Sanitario nazionale che, dal 2004 al 2007, è stata distratta dal sistema sanitario regionale.

Il dato emerge dalla situazione dei disavanzi pregressi della sanità abruzzese, certificata dal Tavolo di monitoraggio composto dai Ministeri dell'Economia e della Salute e dal sistema delle Regioni. Quello dei 360 milioni di euro è «un dato ufficiale ed inconfutabile» poiché risulta dal verbale del Tavolo di monitoraggio.

Secondo questo documento «la Regione Abruzzo ha, a suo tempo distolto, risorse del Servizio sanitario regionale per finanziare la spesa corrente con riferimento agli anni 2004, 2005, 2006 per complessivi 427 milioni di euro. Pertanto, non risultano irregolarità per le gestioni relative agli anni 2001, 2002, 2003 e poi per il 2008, 2009 e 2010. Inoltre, ha distolto risorse a copertura del disavanzo sanitario 2006, che ovviamente doveva essere fatto nel 2007, per 101 milioni di euro».

Nelle valutazioni del Tavolo di monitoraggio «viene confermato il giudizio positivo sull'operato attuale della Giunta regionale abruzzese», dice Chiodi, «con una raccomandazione sul contenimento del numero dei primari. Nonostante i tanti tagli recentemente effettuati l'Abruzzo è, infatti, ancora tra le Regioni italiane che contano il maggior numero di Unità Operative Complesse (UOC)».

 Il Commissario Chiodi ha chiarito che «per l'anno 2010 si profila un disavanzo di cinque milioni di euro che, considerando, gli ammortamenti, si presume possa arrivare a circa venti milioni di euro. Il rischio, nell'eventualità non si riuscisse a ridurre la situazione debitoria, a questo punto, è lo scatto dell'aumento delle tasse per i cittadini abruzzesi».

04/12/2010 15.18

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IL DOCUMENTO. PD«LE RESPONSABILITA’? DELLA GIUNTA CHIODI»

 ABRUZZO. In tre sedute tra maggio e luglio di quest’anno i due massimi organismi che vigilano sulla sanità abruzzese, e cioè il Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali e il Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza, hanno analizzato lo stato patrimoniale e i risultati di gestione della sanità abruzzese. Relativamente alla vicenda dei 101 milioni di euro, nel verbale si legge: «Tavolo e Comitato non possono non evidenziare come la Regione Abruzzo abbia violato quanto disposto da una propria legge regionale e tutto ciò in piena vigenza di un piano di rientro».

«Chiodi è disperato perché sente crollare il consenso attorno a sé, e mente sapendo di mentire», commenta Silvio Paolucci, segretario regionale Pd, «tira fuori solo oggi le carte e spera di addossare le colpe sul centrosinistra, ma la verità è un’altra: sui 260 milioni di buco chieda spiegazioni ai suoi colleghi di giunta e di partito, visto che i responsabili sono il suo attuale vicepresidente Alfredo Castiglione, al tempo assessore al bilancio di Giovanni Pace, Fabrizio Di Stefano nelle vesti di presidente della commissione Sanità, Paolo Tancredi in quelle di presidente della commissione Bilancio. Sulla mancata copertura dei restanti 101 milioni spieghi egli stesso cosa è successo, visto che i tecnici romani accusano questa giunta regionale, e lo scrivono nero su bianco nei verbali. È finito per Chiodi il tempo di dire bugie agli abruzzesi».

«Chiodi governa da due anni e da commissario ha pieni poteri sulla sanità», ricorda Paolucci, «ma dopo due anni scopre un ulteriore buco lasciato dai suoi amici, avendo nascosto i numeri veri ai cittadini ed alle parti sociali. Ora – sottolinea Paolucci – gli stessi tecnici del ministero che elogiano la riduzione del 20 per cento del tasso di ospedalizzazione (grazie alla legge 20 varata dal centrosinistra), lanciano pesanti accuse proprio sull’operato, anzi sul mancato operato, di Gianni Chiodi».

«Dunque – sottolinea Paolucci – Chiodi non può cavarsela accusando altri. Chieda spiegazione ai suoi colleghi di giunta e di partito sulla gestione folle che ha portato l’Abruzzo nel baratro, e spieghi agli abruzzesi perché sui 101 milioni di euro ha violato le leggi regionali. E già che c’è, dica anche perché in questa situazione continua a graziare le cliniche private e perché vuole scaricare i debiti lasciati dai suoi amici sui fondi Fas che invece devono servire per lo sviluppo e per rilanciare l’economia».

04/12/2010 15.04