Abruzzo Engineering: è liquidazione. Il perché rimane un mistero

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5335

   Abruzzo Engineering: è liquidazione. Il perché rimane un mistero
ABRUZZO. Abruzzo Engineering è in liquidazione e 193 dipendenti rischiano di ritrovarsi per strada, se non saranno riassorbiti in una nuova società.

La decisione è stata presa dall’assemblea dei soci dell’altra sera dopo una lunga riunione tenutasi a Roma, lontano da occhi e orecchie indiscreti ed ha deciso all’unanimità di mettere “in liquidazione volontaria” la società mista pubblico-privata.

La volontà di Gianni Chiodi, presidente della Regione e socio di maggioranza, presente al vertice ha deciso per tutti con una liquidazione indicandola come una strada possibile e scatenando le proteste dei 193 dipendenti, da mesi in mobilitazione.

Dal vertice sono stati nominati quattro liquidatori della società: i tre consiglieri di amministrazione, il presidente, Francesco Carli, e i due componenti Luigi D’Eramo e Vincenzo Genovese, e Luigi Puzzovivo che si riuniranno mercoledì prossimo. L'idea, come anticipato nelle scorse settimane, è quella di creare una società nuova con nuovi contratti limitati, con una new company che riassorbirebbe subito gli ex Lsu e i livelli bassi e poi forse una parte dei rami secchi d’azienda a contratti extra tagliati.

Tra i 193 dipendenti di recente si è creata una profonda spaccatura che potrebbe essere in qualche modo semplificata così: da una parte gli ex Lsu provenienti da Protezione civile e Ater (che dovevano essere stabilizzati impiegando un finanziamento di diversi miliardi di vecchie lire), l’altra metà fatta di «raccomandati» come li ha definiti il presidente Chiodi e spinti «da tutti i partiti», ognuno ci ha messo il suo ed infatti anche in questo caso si trovano parenti, mogli e figli di amministratori ben noti.

Abruzzo Engineering è controllata al 60% dalla Regione Abruzzo, al 30% da Finmeccanica, attraverso Selex Service Management, e al 10 dalla Provincia dell'Aquila.

Il problema che si è aperto di recente -ma solo in seguito alle inchieste giudiziarie che hanno sparso il virus della paura nelle stanze della Regione- è quello dell’affidamento diretto di centinaia di milioni di euro di appalti girati senza gara pubblica dalla Regione ad Ae e da questa a Selex. Si parla di una stima approssimativa di circa 300milioni di euro di lavori tra l’altro in gran parte nemmeno ultimati.

Chi ha deciso di affidare direttamente gli appalti? Chi non ha controllato il buon esito dei lavori? Perché il fiore all’occhiello di Abruzzo Engineering, la banda larga, è un concetto più teorico che pratico se è vero che il wifi e l’adsl non esiste nella maggior parte dei comuni interni come era stato promesso?

La paura c’è e solo così si può spiegare il silenzio generale che è imposto dai vertici della Regione sull’argomento Abruzzo Engineering. Il resto della politica ha tutto il vantaggio di non rilasciare dichiarazioni.

Chiodi non ne parla, non vuole parlarne e non vuole che se ne parli e così le notizie di incontri romani trapelano solo filtrate.

Perché Chiodi non esulta per la liquidazione di Abruzzo Engineering, non era questa la sua volontà? Non è una vittoria questa per lui che è riuscito a far prevalere apparentemente anche la volontà bipartisan di salvare Ae?

Apparentemente proprio perché l’idea è quella di ricreare una nuova società e magari ricominciare tutto da capo con un “copia e incolla”. Ma questa è una storia tutta da scrivere.

Ora l’attenzione è sulle inchieste giudiziarie davvero incontrollabili e spesso lontane dai centri di interesse e di potere aquilani che hanno sfiorato pericolosamente la società della Regione e su questa si sarebbero focalizzate facendo scoperte incredibili di una «diffusa illegalità». C’è traccia di una serie di operazioni che avrebbero avuto lo scopo di drenare soldi pubblici, e distrarre ingenti somme e più di una procura sospetta che si tratti di tangenti. Il tutto si intreccia con le altre inchieste su Finmeccanica, i fondi neri all’estero e appalti diretti a società che le procure dicono fossero vicine ad uomini della stessa Finmeccanica.

Sul perché del declino così rapido di Abruzzo Engineering il mistero è fitto. Denso il silenzio volto a proteggere chi evidentemente è stato un controllore distratto.

C’è una data però che si può indicare come netto spartiacque: il 6 aprile 2009. Con il terremoto aquilano tutto è cambiato. Partendo dai danni alle sedi si sono rincorse fin dai primi giorni dopo il sisma dichiarazioni che preparavano un dissesto sempre più grave.

Peccato che solo pochi mesi prima tutto era rose e fiori. Poco prima di essere arrestato Lamberto Quarta, voluto alla guida di Abruzzo Engineering da Ottaviano Del Turco, continuava a decantare i grandi risultati di Ae. Con l’arresto la società è entrata in stand by. Del Turco dall’isolamento del carcere aveva persino invitato i suoi a continuare le belle cose fatte dal gioiello Abruzzo Engineering. Altra tappa fondamentale è stato poi il cambio di amministrazione in Regione e l’arrivo del centrodestra.

Anche in questo caso c’è stato più di uno che ha rassicurato tutti: sarà proseguito il lavoro iniziato con la giunta Del Turco. Poi le inchieste, la paura e la consulenza fantasma di Carmine Tancredi, socio di studio di Chiodi, che per la Regione ha dovuto controllare i conti di Ae. Dopo sei mesi di polemiche il contratto di consulenza ed i documenti che certificano questo impegno non sono saltati fuori. Chiodi non risponde alle interrogazioni e nemmeno si conoscono gli esiti pure interessanti della relazione finale del consulente speciale.

Ad ottobre 2008 un mese prima delle elezioni regionali Raffaele Marola subentrato a Lamberto Quarta è chiaro: «Non possiamo concederci ulteriori ritardi che rischierebbero di compromettere il rapporto con Finmeccanica», disse quando nessuno sapeva a quali ritardi si riferisse e causati da cosa. Poi aggiunse:«per conseguire questi risultati opereremo attraverso una reingegnerizzazione aziendale e di incremento delle competenze, un rafforzamento del rapporto con Finmeccanica partner tecnologico strategico, oltre all'auspicata entrata nel capitale sociale di tutte e quattro le province», ha proseguito Marola, «il nostro compito è attuare lo "scopo pubblico societario", ispirato ad importanti obiettivi di valorizzazione del territorio, miglioramento della qualità della vita e aumento della competitività della regione Abruzzo nel suo insieme».

Parole forse un po’ fumose per i più ma che per gli addetti ai lavori erano messaggi chiari. E poi quella «reingegnerizzazione aziendale» di cui parla Marola non è per caso la stessa operazione denunciata da Chiodi come truffaldina e che ha contribuito a far lievitare l’esposizione di Ae nei confronti di Selex?

LA “GEOPOLITICA” DI ABRUZZO ENGINEERING

 Dal blog Un Marziano a Pescara  pubblichiamo di seguito un vecchio post nel quale sono contenute informazioni interessanti.

Qualche dato su Abruzzo Engineering:

  • il capitale sociale dichiarato sul modello con cui e’ stato depositato l’elenco soci: 1.100.000,00 Euro;
  • la proprietà è ripartita fra Regione Abruzzo (60% – 6.600 azioni ordinarie, valore nominale 660.000,00 Euro), Selex Service Management S.p.a. (30% – 3.300 azioni ordinarie, valore nominale 330.000,00 Euro), EUROSERVIZI.PROV.AQ – S.P.A. (10% – 1.100 azioni ordinarie, valore nominale 110.000,00 Euro).

Il consiglio di amministrazione è composto da:

  • Lamberto QUARTA (CH), presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato,
  • Carlo BENEDETTI (Rocca di mezzo – AQ), consigliere,
  • Sabatino STORNELLI (Avezzano – AQ), consigliere,
  • Paolo FEDERICO (AQ), consigliere,
  • Lorenzo FIORI (MI), consigliere,
  • Rinaldo MARIANI (S. Benedetto dei Marsi – AQ), consigliere,
  • Enio DI PERSIO (RM), consigliere,
  • Vittorio RICCIARDI (Larino – CB), consigliere.

Il collegio sindacale è composto da:

  • Luigi PUZZOVIO (LE – residente a Roma), presidente;
  • Elena POSTIGLIONE (AQ), sindaco supplente;
  • Remo BELLO (Atessa – CH), sindaco effettivo;
  • Emilio MARZETTI (AP – residente a Pescara), sindaco effettivo;
  • Paolo BADIA (AQ), revisore dei conti

L’assetto attuale è stato definito fra il gennaio e il febbraio 2007 quando:

  • Vittorio RICCIARDI cede la carica di amministratore delegato;
  • Paolo BADIA viene riconfermato revisore dei conti;
  • Elena POSTIGLIONE viene riconfermata sindaco supplente;
  • Maria Vittoria BRESSAN cessa dalla carica di consigliere;
  • Martorano DI CESARE cessa dalla carica di vicepresidente del consiglio di amministrazione;
  • Nicola IANNARELLI cessa dalla carica di consigliere;
  • Carlo Giovanni GIOLITTO cessa dalla carica di consigliere;
  • Lucia MORO cessa dalla carica di sindaco effettivo;
  • Isabella SALSICCIA cessa dalla carica di sindaco effettivo;
  • Marcello DE CAROLIS cessa dalla carica di sindaco supplente;
  • Carlo BENEDETTI cede la carica di presidente del consiglio di amministrazione, assume quella di consigliere;
  • Carla MASTRACCI cede la carica di presidente del collegio sindacale e assume quella di sindaco effettivo;
  • Lamberto QUARTA assume la carica di presidente del consiglio di amministrazione;
  • Sabatino STORNELLI assume la carica di consigliere;
  • Paolo FEDERICO assume la carica di consigliere;
  • Lorenzo FIORI assume la carica di consigliere;
  • Rinaldo MARIANI assume la carica di consigliere;
  • Enio DI PERSIO assume la carica di consigliere;
  • Luigi PUZZOVIO assume la carica di presidente del collegio sindacale;
  • Remo BELLO assume la carica di sindaco effettivo;
  • Emilio MARZETTI assume la carica di sindaco supplente.

 

04/12/2010 9.05