Sentori di cricca all’Expo di Shanghai: le coincidenze abruzzesi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un 'sistema Balducci' anche all'Expo di Shanghai? Lo scrive oggi il quotidiano Repubblica che avrebbe avuto la possibilità di consultare documenti riservati e raccogliere testimonianza tra l'Italia e la Cina.

L'appalto per la ristorazione del padiglione italiano se lo è aggiudicato la società Relais le Jardin della famiglia Ottaviani e del genero del sottosegretario abruzzese del Consiglio dei Ministri Gianni Letta.

La stessa che negli anni scorsi aveva curato anche il catering per i grandi della terra (per un milione e sessantacinquemila euro) in occasione del G8 aquilano ottenendo il punteggio complessivo di 82,38 punti su 100, contro i 63 punti su 100 del secondo classificato. 

Era sfumato per un soffio, invece, sempre nello stesso periodo, l'appalto per la gestione del catering di un altro evento importante per l'Abruzzo, quello dei Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009.

L’affare in questo secondo caso non andò in porto e la ditta esclusa propose ricorso bloccando di fatto per qualche settimana l’organizzazione, gettando nello sconforto il comitato organizzatore che nei mesi ha avuto diverse gatte da pelare su vari fronti. Ma quella volta no, non ci fu verso per Ottaviani ed i suoi.

Per l'azienda laziale leader nella ristorazione c'è stato comunque il riscatto con l'evento ben più noto dell'Expò. L'appalto andato a buon fine, sostiene sempre Repubblica, era «scritto su misura per l'azienda, da sempre asso pigliatutto nelle gare della Protezione Civile». La stessa Protezione Civile che in occasione del summit aquilano aveva precisato che tutto si era svolto secondo una procedura più che corretta.

Per il servizio di hostess ad Expò 2010 la spunta invece la "Nexxi", «società italo-giapponese», rivela il quotidiano, «che in Cina non ha mai messo piede ma creata ad hoc dal gruppo "Triumph" di Maria Criscuolo, madrina del figlio di Roberto Ottaviani. L'Ottaviani di "Relais le Jardin", con cui la Triumph divide normalmente la torta degli appalti per i Grandi Eventi».

La Triumph? Ha fornito la «consulenza organizzativa» e gadget a giornalisti e delegati sempre al G8 de L’Aquila per un costo totale di 614.460 euro. Inoltre ha curato anche il servizio di interpretariato (altri 112 mila euro).

Nella fitta ragnatela di intrecci e nomi di professionisti e collaboratori che hanno lavorato per l'Expò cinese e nella quale cerca di districarsi Repubblica, ricorrono anche alcuni nomi emersi nei mesi scorsi nell'ambito dell'inchiesta sulla 'cricca Balducci', l'uomo chiave, sostengono gli inquirenti di mezza Italia, dei grandi appalti della penisola e arrestato in febbraio per corruzione.

A vincere il concorso di idee per la progettazione del Padiglione italiano, per esempio, è stato l'architetto Giampaolo Imbrighi. «Come documentano gli atti dell'inchiesta sui Grandi Appalti», scrive il quotidiano, Imbrighi «ha un solido legame con l'ex presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Angelo Balducci ed è stato responsabile del progetto della piscina di Valco San Paolo per i Mondiali di Nuoto di Roma del 2008» ovvero quell'opera che non è mai stata inaugurata e che oggi è ancora sotto sotto sequestro.

Ma il nome di Imbrighi compare anche nella lista dei beneficiati dal costruttore Diego Anemone e la sua firma compare nella perizia tecnica che, a Firenze, riconosce alla Btp di Riccardo Fusi 34 milioni di euro di indennizzo per l'esclusione dall'appalto della scuola dei Marescialli.

Quello stesso Fusi su cui indaga anche la procura dell'Aquila nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti del post terremoto e che è stato iscritto nel registro degli indagati insieme a Denis Verdini e Ettore Barattelli, presidente del Consozio Federico II.

Tornando all'Expò, Repubblica spiega che nella "commissione giudicatrice" che, nel dicembre 2008, sceglie l'impresa di costruzioni che realizzerà il padiglione, c'è anche Raniero Fabrizi, ingegnere, direttore generale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, coordinatore della Struttura di Missione per i 150 anni dell'Unità d'Italia.

«La sua voce», ricorda ancora il quotidiano, è stata più volte intercettata mentre parla con Fabio De Santis (ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana, arrestato per corruzione).

Quello stesso De Santis indagato anche a Pescara dallo scorso 19 aprile, nell'ambito dell'inchiesta sulla Mare-Monti e finito in carcere nei mesi scorsi a Firenze nell'ambito dell'inchiesta sul G8 della Maddalena dove si contesta il sistema gelatinoso di Balducci e dei suoi uomini. E si torna a bomba.

Ma nell'articolo di Repubblica si spiega anche che ad un certo punto il Commissario straordinario Beniamino Quintieri («la cui figlia lavora alla comunicazione e agli eventi nel Padiglione italiano») abbia messo a punto «una mossa» che avrebbe fatto lievitare i costi di allestimento degli stands a carico delle Regioni e fatto così registrate «il prezzo più alto a metro quadro di tutti i padiglioni dell'Expò».

Ma due amministrazioni regionali (si cita solo la Toscana l'altra non viene rivelata) decideranno di fare da sole. Diranno quindi sì solo 9 regioni e 2 dei 3 comuni espositori.

Ma perchè il prezzo sale? Perchè non c'è più a disposizione l'allestitore che era Fiera Milano ma gli enti si dovevano relazionare con il Commissario che aveva scelto un allestitore ufficiale: Eurostand, spiega Repubblica. «Ci arrivò un preventivo», racconta al quotidiano Silvia Burzagli, vicedirettore di 'Toscana Promozione' «e i prezzi, sinceramente, sono troppo alti. 230mila euro per tutto l'allestimento, che però non è in linea con quello che vogliamo fare. Allora, guardo i prezzi da capitolato del nostro allestitore, che individuiamo ogni tre anni con gara europea. Il prezzo era di almeno 50 mila euro più basso».

La Regione Abruzzo, presente alla fiera con un proprio stand visitato da oltre 700 mila persone, come si sarà regolata?

a.l.  03/12/2010 10.59

 * L'ARTICOLO INTEGRALE DI REPUBBLICA