Sanità. Per Natale altri 150 milioni di debiti in regalo?

Alessandro Biancardi

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GIANNI CHIODI

GIANNI CHIODI

ABRUZZO. Scoperti altri debiti – e che debiti – nei conti della sanità? L’allarme lo ha lanciato ieri nel pomeriggio il Pd con il capogruppo Camillo D’Alessandro, raccogliendo voci che circolano in Regione.

«Chiodi faccia chiarezza una volta per tutte – ha detto D’Alessandro - pare che l’Abruzzo sotto l’albero di Natale  invece di trovare qualche pacco regalo, troverà un altro pacco, ma di debiti. La responsabilità, da attribuire alle gestioni passate, ci consegna oggi un debito che pare attestarsi intorno ai 150 milioni che si aggiungono ai 100 milioni della gestione 2010».

 Sono numeri in libertà o c’è qualcosa di vero? Sono 150 milioni in più da ricoprire e ci fermiamo qui, oppure la cifra è destinata a lievitare? Difficile verificare la fondatezza della notizia, visto che il sub commissario Giovanna Baraldi non parla con la stampa, soprattutto con PrimaDaNoi.it che ha chiesto più volte un “contatto” («che gli debbo dire a quello?» ha detto nell’audizione alla quinta commissione). Non resta che la via del sindacato, di solito bene informato. E dal sindacato arriva la conferma: la notizia circola veramente e sembra che la scoperta di questa ulteriore voragine sia stata fatta dal Ministero a Roma. Addirittura qualcuno azzarda l’ipotesi che la Baraldi sia stata convocata la tavolo del monitoraggio. Possibile che nessuno fino ad oggi si sia accorto di questo buco colossale: né la struttura regionale del Bilancio, né la Kpmg, né il commissario Gino Redigolo, né quello di oggi (cioè Chiodi), né l’assessore alla sanità?

 E nemmeno, se fosse vero, i vari Revisori dei conti di tutte le Asl che hanno portato i Bilanci all’approvazione con i vecchi deficit, ora da aggiornare? La notizia, se vera, sarebbe così grave da mandare all’aria tutto il Piano operativo fin qui adottato, costringerebbe alla chiusura altri ospedali, limiterebbe il numero dei reparti, avrebbe ripercussioni molto negative sul personale da ridurre, sui reparti da accorpare, sui servizi da tagliare. Soprattutto metterebbe in ginocchio definitivamente l’economia abruzzese perché non ci sarebbe più un euro da investire in altri settori. Forse è il caso di una verifica ulteriore.

 RUFFINI, PD:«CONFERMO L’INDISCREZIONE. E I DEBITI SEMBRANO ANCORA DI PIÙ»

 «Sì confermo  - spiega preoccupato il consigliere regionale Pd Claudio Ruffini, politico di lungo corso– la notizia del debito è sufficientemente fondata e nelle ultime ore si parla anche di cifre più grosse. Non vorrei che fosse proprio questa consapevolezza la causa delle accuse di Chiodi ieri in commissione. Prima dell’incontro con noi ha ricevuto alcuni funzionari del Bilancio, una cosa irrituale e inusuale. Da quel colloquio è uscito visibilmente turbato e poi è venuto in commissione e gli sono saltati i nervi. Io lo conosco da tempo e quelle uscite offensive non sono nel suo stile. Gliel’ho pure detto, prima di uscire per protesta. Ma se era nervoso per queste novità, lo capisco».

«Vogliamo sapere come si è generato questo debito, chi lo ha generato e per quali motivi Chiodi non ne rende ancora conto agli abruzzesi – chiede D’Alessandro - Molte sono le chiacchiere che circolano su questo debito e per questo pretendiamo che ci vengano fornite risposte certe. E siccome non riusciamo a saperlo nelle sedi opportune, lo chiediamo al Presidente pubblicamente». Il riferimento è alla recente audizione in Commissione regionale sanità, quando il Pd ha abbandonato i lavori perché si è sentito offeso dalle dichiarazioni di Chiodi che chiedeva un confronto “nobile” e non su scelte clientelari, attribuite tutte al centrosinistra, così come i debiti. «E invece - chiede D’Alessandro - è vero che nel periodo 2004-2005 (Giunta Pace e senatore Di Stefano presidente della quinta Commissione Sanità), si sono generati altri 150 milioni di debito in più rispetto a quelli noti? Se così fosse, sarebbe la certificazione, con nome, cognome e responsabilità politiche ben chiare, di chi ha indebitato l’Abruzzo facendolo sprofondare in uno stato comatoso rispetto al quale noi approvammo un Piano di Risanamento».

 Perciò Chiodi, conclude D’Alessandro, prima di avviare la discussione sulla finanziaria e sul bilancio regionale, «riferisca in Consiglio sia sull’eventuale disavanzo 2010 nella gestione della sanità sia sui debiti pregressi».

 Sebastiano Calella  03/12/2010 9.14