Finanziaria, Mascitelli (Idv): «per l'Abruzzo brutte notizie su sanità e terremoto»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La legge di stabilità, ovvero la vecchia Finanziaria del passato, che verrà discussa e votata nell'aula del Senato all'inizio della prossima settimana, riserva per l'Abruzzo due spiacevoli sorprese.

Lo ha spiegato il senatore Alfonso Mascitelli, segretario regionale dell'Idv Abruzzo e capogruppo in commissione bilancio, ieri mattina al termine dei lavori della commissione in cui il senatore ha dichiarato con il suo voto la netta contrarietà ai contenuti di questo importante atto programmatorio.

«La prima sorpresa è sulla sanità», annuncia l'esponente dell'Idv: «il comma 50, infatti, prevede che la copertura del disavanzo sanitario relativo all'esercizio dell'anno 2010 avverrà mediante risorse di bilancio regionale sottratte ovviamente ad altri capitoli e da adottare entro fine anno».

Il problema, però, spiega il senatore è che il commissario Chiodi avrebbe dovuto provvedere entro il mese di giugno, in conformità del decreto legge n. 78, alla conclusione della procedura di ricognizione dei debiti, predisponendo un piano che individui modalità e tempi di pagamento.

«Nulla di tutto questo è stato fatto», denuncia Mascitelli.

«Ad oggi le cifre dei nostri deficit sanitari sono sconosciute o quantomeno incerte e contraddittorie, tra quanto dichiara Chiodi in Abruzzo, e quanto dice la Baraldi a Roma, mettendo a rischio per la nostra regione, l'attribuzione in via definitiva delle risorse finanziarie legate al fondo sanitario nazionale. Tutto questo dimostra, contravvenendo a leggi nazionali, la libera interpretazione che Chiodi dà del suo ruolo di commissario: non trasparente esecutore di disposizioni di leggi nazionali e regionali, ma inventore e fantasista di piani sanitari e di conti taroccati e tenuti segreti».

La seconda sorpresa riguarda la ricostruzione dell'Aquila e dei comuni del cratere sismico. Il comma 101 della legge di stabilità infatti prevede che i comuni della provincia dell'Aquila possono derogare dai vincoli di spesa del patto di stabilità soltanto se sono in stato di dissesto e se hanno deliberato gli investimenti in conto capitale entro il 31 dicembre 2010 fino ad un massimo di 2,5 milioni di euro annui. «Se il commissario Chiodi dichiara di avere a disposizione per la ricostruzione 14 miliardi di euro», si domanda Mascitelli, «come potranno i comuni colpiti dal sisma utilizzarli effettivamente se per loro permangono gli stessi vincoli imposti dalla contabilità pubblica agli altri comuni d'Italia? Delle due cose, l'una: o i miliardi promessi, ancora una volta, sono solo fittizi, oppure, di fatto, potranno essere utilizzati solo nel corso di un ventennio: comunque il risultato finale resta sempre lo stesso. Resta comunque l'amarezza che mentre accade tutto questo a livello delle decisioni nazionali prese dal centro-destra, in Abruzzo si fa credere di restare con il fiato sospeso, aspettando i nomi dei nuovi assessori della Giunta regionale, o di conoscere se i finiani restano in maggioranza».

03/12/2010 9.05