Trasporti, l'odissea dei pendolari in una lettera a Morra: «situazione vergognosa»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Una situazione sempre più difficile per i pendolari abruzzesi che lavorano al nord Italia e si spostano con il treno.

Dal prossimo 12 dicembre, infatti, saranno cancellati due Eurostar City verso Milano e sarà dunque possibile partire e arrivare solo a Pescara o Ancona.

La storia la racconta il signor Franco Lepidi che nei giorni scorsi ha scritto una lettera all'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, per chiedere soluzioni e spiegazioni.

Lepidi dopo il sisma aquilano è stato trasferito (lavorativamente parlando) a Milano. Due volte a settimana per esigenze personali fa la spola tra Giulianova (dove vive da dopo il 6 aprile 2009) e il capoluogo milanese, dove lavora.

«Lo scorso anno», racconta, «Trenitalia ha abolito la fermata a S.Benedetto del Tronto dei treni Eurostar City provenienti da Milano, costringendomi a dover arrivare fino a Pescara (aumentando tempo e costo del viaggio) e dovendomi fare altri 50 Km per tornare a casa». 

La decisione ha sollevato, a suo tempo, una miriade di proteste da parte di tutti coloro che si servivano di quel treno, delle province di Teramo, L'Aquila e Ascoli Piceno. Vane le proteste contro Trenitalia, ma gli utenti erano comunque speranzosi nell'intervento degli assessori ai trasporti delle due regioni che avevano promesso interventi risolutivi per ripristinare lo status quo. 

Qualche giorno fa, però, controllando il nuovo orario Trenitalia che entrerà in vigore dal 12 dicembre prossimo, Lepidi ha fatto l'amara scoperta: «sperando di trovare la situazione che migliaia di pendolari auspicavano» si è invece accorto che «non solo non sono state ripristinate le fermate in direzione sud, ma sono stati addirittura cancellati due Eurostar City verso Milano, costringendo ognuno di quei pendolari a servirsi esclusivamente delle stazioni di Pescara o di Ancona. L'inefficacia della vostra azione (se mai ci sia stata) è palese e incontrovertibile», si legge nella lettera inviata a Morra, «ma, mi domando, qualora non siate stati voi in prima persona ad occuparvene, quale livello di inettitudine e idiozia siano richiesti per sedersi al tavolo delle trattative con Trenitalia. Perchè, se così fosse, dato che il mondo è pieno di idioti, potremmo mandarcene a centinaia (si sa, l'unione fa la forza!) a combattere con i monopolisti di Trenitalia».

Lepidi confessa «un profondo senso di sfiducia verso l'assessorato ai trasporti, che, purtroppo, si trasformerà, come già in tanti altri casi è successo, in un frustrante senso di rassegnazione» e auspica un intervento risolutivo da parte dell'amministrazione abruzzese «che ponga fine a questa vergogna».

«Le auguro, altresì», si legge nella missiva, «e questo glielo dico col cuore (perchè so a cosa andrebbe incontro...) di non doversi mai servire di Trenitalia per i suoi spostamenti da e per la sua terra». 

02/12/2010 9.51