Pubblicità istituzionale: interrogazione sulle spese di promozione dell’agricoltura

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si parla in Consiglio regionale dei soldi pubblici impiegati nella promozione istituzionale. Il consigliere Pd Camillo D’Alessandro prende di mira l’assessorato regionale e Mauro Febbo.

L’interrogazione presentata lo scorso 27 maggio 2010 prende spunto dalla pubblicità istituzionale che l’assessorato attraverso l’Arssa ha commissionato ad alcuni media compreso PrimaDaNoi.it alla quale la interrogazione si riferiva.

D’Alessandro ha chiesto di sapere a quanto ammontano le spese per l’esdizione 2010 del Vinitaly e del Cibus, quanto è stato l’ammontare dei contratti con media e agenzie pubblicitarie anche per il periodo successivo, le spese per lo svolgimento della manifestazione e quelle in Abruzzo e all’estero.

«Contesto il fatto», ha spiegato D’Alessandro, «che i soldi per la promozione di questo tipo potrebbero essere spese per altro per ottenere migliori risultati».

Lunga e articolata (anche accalorata) la risposta dell’assessore Mauro Febbo che ha sciorinato numeri e percentuali per dimostrare che i prodotti abruzzesi sono poco consumati specialmente in regione («solo il 57% degli abruzzesi consuma pasta prodotta in regione, il 37% ortaggi locali, 52% l’olio abruzzese»).

Febbo ha poi spiegato che il centrodestra «ha speso molto meno ed ottenuto di più, per esempio nella superficie occupata alle fiere dai nostri stand». Ma è stata l’occasione anche per ricordare le spese del centrosinistra per «missioni all’estero»: Madrid 10mila, Cuba 10mila, Venezuela 10mila, Uruguay 10mila, Guatemala 10mila Lituania-Estonia-Lettonia 30mila, Brasile 50mila euro.

«In totale per la promozione nel 2008 sono stati spesi 8 milioni di euro», ha spiegato Mauro Febbo che ovviamente si riferisce esclusivamente al suo assessorato, «il vostro Vinitaly è costato nel 2008 1.260.000 euro, noi 1.254.000 ma abbiamo ottenuto più spazio. Voi prima che si votasse per le elezioni regionali la domenica prima avete speso 93.047 euro e 13mila euro per il testimonial, noi 51.000 eruo ed il testimonial è venuto gratis. Nel 2008 avete ricevuto contributi dai privati per 174.000 euro e noi di centrodestra anche grazie alle Camera di commercio 458.000. in pratica abbiamo speso il 50% in meno rispetto al 2008».

Meno dati e cifre invece l’assessore ha riferito nel merito della pubblicità istituzionale girata a giornali e tv e sui risultati raggiunti.

D’Alessandro nella sua controreplica è stato molto duro: «Febbo non dice tutta la verità» e poi ha spiegato che alle fiere del Vinitaly e Cibus ci va sempre e c’era anche quest’anno quando una troupe televisiva locale «mi ha fatto capire che non era il caso di essere intervistato perché il palcoscenico doveva essere tutto dell’assessore».

«Contesto questa idea proprietaria di quella manifestazione immaginando che mettendoci il cappello ne abbiate un tornaconto politico», ha detto D’Alessandro, «purtroppo la verità non è la favola che ha raccontato, caro assessore. Per quello che mi riguarda non ho visto l’entusiasmo che dice. Non consentiremo di occupare l’agricoltura in modo militare come ritiene di fare».

 LA PRECISAZIONE: LA PUBBLICITA’ SU PRIMADANOI.IT

 Il nostro quotidiano ha ospitato la pubblicità (banner più una pagina di contenuti multimediali) del Cibus e del Vinitaly commisionata dall’Arssa. La pubblicità è servita per lanciare l’iniziativa e per dare visibilità alle aziende che vi hanno partecipato con nomi, siti internet, link, email e riferimenti vari. Le aziende hanno così avuto una enorme visibilità che altrimenti non si sarebbero potuti permettere. Quanto enorme?

Le visite totali nel periodo di sponsorizzazione sono state circa 1.200.000, gli utenti unici oltre 450.000, le pagine visualizzate 3.800.000, il tempo di permanenza medio sulle pagine di oltre 2 minuti e mezzo, la distribuzione geografica (53% dall’Abruzzo e 47% dalle altre regioni+ estero).

D’Alessandro forse dimentica che un quotidiano on line è visibile in tutto il mondo e non solo in Abruzzo.

Mi permetto di far notare solo qualche punto a beneficio di tutti.

1) Noi i dati di diffusione li forniamo sempre perché possiamo farlo e così capiamo di quali volumi parliamo in relazione al prezzo pagato dall’ente pubblico. Gli altri media come fanno?

2) E’ interessante che D’Alessandro noti una delle tre pubblicità istituzionali che arrivano sul nostro quotidiano (segno che la pubblicità funziona) ma non si sia mai chiesto come mai soltanto tre enti pubblici hanno ritenuto utile ed economicamente vantaggiosi i nostri prezzi in relazione alla diffusione certificata. Peccato che non si sia chiesto nemmeno se per caso la pubblicità serva in alcuni casi per distorcere l’informazione.

3) Credo sia utile che D’Alessandro racconti nel dettaglio  l’episodio della tv che gli avrebbe riferito dell’inopportunità di una sua intervista al Vinitaly. Una intervista infondo non è pubblicità, è informazione. Oppure no?

La verità che emerge è che un solo assessorato spende in un anno 8 milioni di euro per pubblicità istituzionale. Si capisce, dunque, che si parla di centinaia di milioni di euro all’anno solo per l’ente  Regione (alla quale bisogna poi aggiungere Comuni e Province). Cifre affidate il più delle volte direttamente (anche per tramite di poche agenzie pubblicitarie) con i criteri della simpatia (e dunque anche della antipatia), altrimenti non si spiegherebbe per quale ragione PrimaDaNoi.it in cinque anni ha ricevuto  richieste di preventivi dai soli tre enti pubblici che poi hanno comprato pubblicità. Per esperienza possiamo certificare che in questo campo destra e sinistra sono perfettamente identici nel modo di operare.

Comunque ottimo argomento consigliere D’Alessandro, vada a fondo, come sa quando si tratta di trasparenza con noi sfonda una porta aperta.

a.b.  30/11/2010 14.24

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA CAMILLO D'ALESSANDRO

 Prima da Noi non ha potuto non notare la politicizzaizone della manifestazione del Vinitaly da parte di Febbo con la presenza, in quei giorni, del Senatore di Stefano che presenziava ad ogni brindisi che contava, puntualmente ripreso dalle telivisioni.(cosa c'entrava ?). Se lo raccontasse darebbe un contributo alla verità.
Prima da Noi non ha potuto non notare che per giorni e giorni sulle emittenti locali, quasi per mesi dopo la conclusione del Vinitaly, sono andate in onda le immagini delle passerelle mediatiche di Febbo ed amici vari, che nulla c'entrano con la promozione, salvo quella personale di Febbo. A tal proposito mi spieghi Prima da noi se le emittenti locali sono viste in tutte il mondo o, se va bene, nel solo Abruzzo.
Per quanto riguarda Prima da noi preciso che il Gruppo regionale del PD in una occasione ed il gruppo parlamentare nazionale del PD recentemente  ha utilizzato il vostro sito per promuovere prorpie iniziative, quindi siamo perfettemente consapevoli dell'importanza di utilizzare il vostro sito, ma Prima da noi oggi è stata chiamata in causa da Febbo e non certo da me. Infatti l'Assessore all'Agrcoltura, rispondendomi oggi all'interrogazione, ha riferito che per quanto riguarda un sito internet la pubblicità mandata in onda dopo la conclusione del Vinitaly non era prevista in contratto, ma è stata una scelta libero del sito internet, non meglio precisato.
Mi chiedo: siete così generosi con l'Assessore all'Agricoltura da regalargli giorni o forse mesi di pubblicità gratuita ? In questo caso sarebbe generosità o aiuto o ringraziamento per aver ricevuto pubblicità ? Io non ci credo ma questo ha riferito Febbo.
Concludo con una ultima riflessione: con le poche risorse che ci sono l'Assessore Febbo invece di promuovere i nostri prodotti fuori la Regione spende soldi per una pubblicità tutta interna all'Abruzzo (infatti non ha risposto sulla domada specifica: quante risorse sono state impegnate per promuovere i nostri prodotti fuori Regione, risposta non pervenuta) con la speranza di convincere qualche centinaio o migliaio di consumatori in più, cioè il nulla in termini di consumi per risollevare l'economia agricola abruzzese. Le Marche, la Toscana, l'Umbria, per fare alcuni esempi, fanno così? La risposta è no.
Il fatto che in passato si sia sbagliato, ma bisogna andare a fondo su ogni questione sollevata, non significa che si abbia il dirittto di continuare a sbagliare.
Anche Prima da Noi, sull'altare del sul legittimo lavoro, non riduca ad una questione personale l'oggetto della mia interrogazione ed offensiva nei riguardi di questa Giunta e dell'Assessore che non si fermerà qui.
 
Il Capogruppo del pD in regione
Camillo D'Alessandro

 

Il consigliere D’Alessandro ha ricevuto tutte le risposte in privato. La pubblicità su PrimaDaNoi.it si paga.  

Per quanto riguarda la gestione di milioni di euro di fondi pubblici per pubblicità istituzionale ci riserviamo di parlarne nei prossimi giorni visto che finora non lo abbiamo fatto per una questione di stile ed eleganza.

a.b.