Università. Atenei abruzzesi occupati. A Teramo veglia funebre

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Facoltà occupate a Chieti e L'Aquila. Oggi mobilitazione degli studenti pescaresi.*GELMINI: «DDL CONTRO SPRECHI, 'PARENTOPOLI' E RETTORI A VITA»

ABRUZZO. Facoltà occupate a Chieti e L'Aquila. Oggi mobilitazione degli studenti pescaresi.

*GELMINI: «DDL CONTRO SPRECHI, 'PARENTOPOLI' E RETTORI A VITA»

Contro i tagli alla scuola pubblica e all’università, l’Unione degli Studenti Pescara, sulla scia delle iniziative portate avanti in tutta Italia in queste settimane, ha organizzato un presidio nel piazzale della “Madonnina”, vicino al Ponte del mare. I giovani si sono ritrovati lì a partire dalle ore 15 di oggi per far sentire la propria voce. Per il momento niente occupazione, quindi, ma una manifestazione di protesta che resta fuori dalle aule didattiche.

«Chiediamo», dicono i promotori dell'iniziativa, «che ci venga riconosciuto il diritto di studiare come condizione essenziale del nostro essere cittadini, consapevoli, informati e liberi. Diritto allo studio come diritto al nostro domani, per non essere comparse ricattabili nell’immenso show di questa Italia che non ci piace e che vogliamo cambiare».

In queste ore anche l'Udu di Teramo si sta mobilitando. In concomitanza con la discussione del DDL Gelmini alla Camera dei Deputati, ha deciso di dichiarare lo stato di agitazione all’interno dell’ateneo teramano.

Questa mattina l'associazione ha deciso di informare, aula per aula, gli studenti dei rischi della riforma. Alle ore 12.00, presso i corridoi della Facoltà di Giurisprudenza, si svolgerà un’assemblea per discutere, tutti insieme, del disegno di legge ma anche della situazione dell' ateneo teramano, sia in relazione alle norme statali sia alla luce dell’apertura dell’università telematica Uni Adriatica nella provincia.

L’Udu Teramo, inoltre, ha deciso di occupare i locali di Radio Frequenza, la radio dell’università di Teramo, e di creare una programmazione ad hoc per seguire la situazione in parlamento e negli atenei italiani. Nel pomeriggio non sono escluse nuove iniziative.

Alla D'Annunzio a Chieti, invece, nel pomeriggio di ieri, gli studenti hanno occupato il Polo della Facoltà di Lettere e Filosofia.

Appeso ad un balcone un lungo striscione bianco con la scritta ''occupiamoci del nostro futuro''. Molto numerosa la partecipazione.

 «A nostro avviso questo disegno di legge ha solo il fine di regalare l’università a pochi eletti», afferma l’associazione studentesca 360 gradi, «eliminando i luoghi istituzionali di confronto e rappresentanza tra studenti, docenti e istituzioni universitarie». Per i ragazzi di 360 gradi, il ddl «disintegrerebbe il diritto allo studio» e contribuirebbe a creare ulteriori precari tra i ricercatori.

Ed è andata avanti tutta notte anche l'occupazione dei ragazzi de L'Aquila che già ieri mattina, poco prima delle 11, avevano preso possesso del plesso di Coppito dove c'è la facoltà di Scienze.

Poco dopo è partito il corteo spontaneo da Scienze della Formazione verso il centro storico, alle 12 i ragazzi hanno sfondato la zona rossa per poi fare un blitz all’interno di Palazzo Caponeschi, sede storica della Facoltà di Lettere. Alle 12.50 sono state ccupate alcune aulee della Facoltà di Ingegneria e alle 17 è stata la volta della facoltà di Lettere e Filosofia di Bazzano.

Gli aggiornamenti di quello che è avvenuto sono stati pubblicati in tempo reale anche su Facebook: «ore 22.35 la Optimes occupata da circa 250 studenti». E ancora «ore 2.30 occupazione di ingegneria a gonfie vele».

Nel pomeriggio gli studenti avevano deciso che avrebbero seguito tutti insieme la trasmissione Vieni Via Con me che si è occupata anche del terremoto aquilano e delle storie degli 8 giovani morti nella Casa dello Studente. Per problemi tecnici, poi, l'iniziativa è sfumata ma è stato proiettato il film I cento passi.

«Notte fredda a L'Aquila», si legge adesso sui siti gestiti dagli organizzatori. E sono tutti pronti a partire con il secondo giorno di protesta.  

30/11/2010 9.42

A PESCARA PRESIDIO SUL PONTE DEL MARE

Nel pomeriggio circa 200 persone, tra studenti universitari e delle scuole superiori, hanno occupato, un'aula della facoltà di Architettura dell'università "D'Annunzio". Il corteo, partito dal piazzale della "Madonnina", nei pressi del porto del capoluogo adriatico, ha attraversato il "ponte del mare", per poi percorrere viale Pindaro ed arrivare all'ateneo. I manifestanti hanno interrotto le lezioni in corso ed hanno organizzato un'assemblea per discutere sulle forme di protesta da portare avanti nei prossimi giorni. Nel corso del dibattito verrà anche deciso se occupare le scuole della città. Già in mattinata gli studenti universitari avevano manifestato con un sit-in nella sede della facoltà di Architettura ed un corteo in viale Pindaro.

A TERAMO VEGLIA FUNEBRE DAVANTI A RETTORATO

Una veglia funebre, in serata, davanti al Rettorato per protestare contro il Ddl Gelmini: è questa l'ultima iniziativa degli studenti dell'Università di Teramo che, nel pomeriggio, hanno occupato due aule, una nella facoltà di Giurisprudenza e una in quella di Scienze politiche.

La singolare protesta avrà inizio alle 20 davanti alla sede degli uffici dell'università, in via Crucioli. «L'università è scollegata dal resto della città - fanno sapere i promotori - e proprio per questo abbiamo deciso di manifestare davanti al rettorato, che invece è in centro. In questo modo i cittadini potranno ascoltare le nostre ragioni».

A L'AQUILA STUDENTI FACOLTA' OCCUPATE CONVERGONO A COPPITO

Un'assemblea congiunta a cui partecipano gli studenti di tutte le facoltà aquilane, anche quelli delle facoltà occupate di Ingegneria e Coppito è in programma questa sera nell'atrio di Scienze a Coppito, per seguire in diretta le operazioni di voto sul Ddl e la votazione finale, prevista a partire dalle 20. All'esito delle votazioni, gli studenti decideranno se continuare o meno le occupazioni o proseguire con altre forme di mobilitazione.  

Nel pomeriggio gli studenti hanno compiuto dei blitz con striscioni e slogan presso le “Scatole Vuote” presenti nel Polo Universitario di Coppito. Le 5 “Scatole-Vuote” sono strutture esistenti, ma tuttora inutilizzate. Gli studenti ne chiedono l’utilizzo. C'è la struttura Polifunzionale di Coppito, danneggiata dal Sisma e mai ristrutturata dalla Regione Abruzzo; il container mensa e bar “Algeco” ultimati, ma mai messi in funzione; la struttura costruita con Fondi del Canada, inaugurata ad ottobre e mai aperta; la struttura ex-Crab-Sud, rimasta incompiuta da oltre 10 anni e “Casale Marinangeli”, struttura mai ultimata né utilizzata.

L’Udu chiede al Presidente Chiodi cos’altro devono fare gli universitari per ottenere risposte concrete 

30/11/2010 19.24


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GELMINI: «DDL CONTRO SPRECHI, 'PARENTOPOLI' E RETTORI A VITA»

ROMA. Mentre gli studenti di tutta Italia manifestano e contestano il suo disegno di legge il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini va dritta per la sua via.

«E' il primo provvedimento organico che riforma l'intero sistema universitario», ha detto ieri del Ddl oggi all'esame della Camera.

«Il ddl – ha spiegato - afferma il principio che l'autonomia delle università deve essere coniugata con una forte responsabilità finanziaria, scientifica, didattica. Le università sono autonome ma risponderanno delle loro azioni. Se saranno gestite male riceveranno meno finanziamenti. Soldi solo in base alla qualità. Fine dei finanziamenti a pioggia».

 Ecco le novità

 ARRIVA IL CODICE ETICO: per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele. Alle università che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti del Ministero.

STOP AI RETTORI DI PROFESSIONE: tetto massimo complessivo di 6 anni al mandato dei rettori, inclusi quelli già trascorsi prima della riforma. Un rettore potrà rimanere in carica un solo mandato.

DISTINZIONE NETTA DI FUNZIONI TRA SENATO E CDA: il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il CdA ad avere la responsabilità chiara delle assunzioni e delle spese, anche delle sedi distaccate.

IL CDA: non sarà elettivo ma fortemente responsabilizzato e competente, con il 40% di membri esterni. Il presidente del CdA potrà essere esterno. Presenza qualificata degli studenti negli organi di governo.

DIRETTORE GENERALE AL POSTO DEL DIRETTORE AMMINISTRATIVO: il direttore generale avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come un vero e proprio manager dell'ateneo.

 NUCLEO DI VALUTAZIONE D'ATENEO A MAGGIORANZA ESTERNA: dovrà avere una maggiore presenza di membri esterni per garantire una valutazione oggettiva e imparziale.

GLI STUDENTI VALUTERANNO I PROFESSORI: e questa valutazione sarà determinante per l'attribuzione dei fondi alle università da parte del Ministero.

FUSIONI ATENEI: ci sarà la possibilità di unire o federare università vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, di norma in ambito regionale, per abbattere costi e aumentare la qualità di didattica e ricerca.

RIDUZIONE DEI SETTORI: scientifico-disciplinari, dagli attuali 370 alla metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore). Saranno ridotti per evitare che si formino micro-settori che danneggiano la circolazione delle idee e danno troppo potere a cordate ristrette.

RIORGANIZZAZIONE INTERNA DEGLI ATENEI: riduzione molto forte delle facoltà che potranno essere al massimo 12 per ateneo. Questo per evitare la moltiplicazione di facoltà inutili o non richieste dal mondo del lavoro.

RECLUTAMENTO DI GIOVANI STUDIOSI: il ddl introduce l'abilitazione nazionale come condizione per l'accesso all'associazione e all'ordinariato. L'abilitazione è attribuita da una commissione nazionale sulla base di specifici parametri di qualità. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole università, cui potranno accedere solo gli abilitati.

ACCESSO DI GIOVANI STUDIOSI: Il ddl introduce interventi volti a favorire la formazione e l'accesso dei giovani studiosi alla carriera accademica. Tra i punti salienti: revisione e semplificazione della struttura stipendiale del personale accademico per eliminare le penalizzazioni a danno dei docenti più giovani; revisione degli assegni di ricerca per introdurre maggiori tutele, con aumento degli importi; abolizione delle borse post-dottorali, sottopagate e senza diritti; nuova normativa sulla docenza a contratto: riforma del reclutamento.

GESTIONE FINANZIARIA: Introduzione della contabilità economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra MIUR e Tesoro: i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza.

COMMISSARIAMENTO: e tolleranza zero per gli atenei in dissesto finanziario.

VALUTAZIONE DEGLI ATENEI: Le risorse saranno trasferite dal ministero in base alla qualità della ricerca e della didattica. Fine della distribuzione dei fondi a pioggia. Obbligo di accreditamento, quindi di verifica da parte del ministero, e valutazione dell'efficienza dei risultati da parte dell'Anvur.

OBBLIGO PRESENZA DOCENTI A LEZIONE: avranno l'obbligo di certificare la loro presenza a lezione. Questo per evitare che si riproponga senza una soluzione il problema delle assenze dei professori negli atenei. Viene per la prima volta stabilito inoltre un riferimento uniforme per l'impegno dei professori a tempo pieno per il complesso delle attività didattiche, di ricerca e di gestione, fissato in 1500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio.

SCATTI STIPENDIALI: solo ai professori migliori. Si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione dell'attività di ricerca dei docenti. In caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi.

DIRITTO ALLO STUDIO E AIUTI AGLI STUDENTI MERITEVOLI: delega al governo per riformare organicamente la legge 390/1991, in accordo con le Regioni per spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi universitari e mobilità. Inoltre sarà costituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di merito e di gestire su base uniforme, con tassi bassissimi, i prestiti d'onore.

MOBILITA' DEL PERSONALE: sarà favorita la mobilità all'interno degli atenei, perché un sistema senza mobilità interna non è un sistema moderno e dinamico. Possibilità per chi lavora in università di prendere 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto.   

30/11/2010 10.10