Vertenza Lavoro, mercoledì manifestazione Uil a Pescara

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Delegazioni delle realtà industriali abruzzesi effettueranno un presidio a Piazza Unione, sotto la sede del Consiglio Regionale a Pescara, mercoledì 1 dicembre, a partire dalle ore 10.

Ci saranno rappresentanze delle realtà in crisi e delle aziende che stanno riprendendosi. «Bisogna affrontare le crisi industriali», commenta Roberto Campo (Uil) «e bisogna avere una politica industriale regionale per valorizzare le eccellenze: radicare i grandi gruppi industriali presenti in Abruzzo e favorire l’alleanza tra la grande e la piccola impresa, completando il lavoro avviato dall’Assessorato alle Attività Produttive con l’istituzione dei Poli di Innovazione».

La differenza maggiore tra la recessione 2002-2004 e quella attuale, cominciata nel 2008, analizza Campo, è che oggi il tasso di disoccupazione è tornato sopra la media nazionale. Nel 2009, l’Italia ha perso l’1,6% dei posti di lavoro, l’Abruzzo il 4,6%. Nel triennio 2008-2010, sono venuti a mancare in Abruzzo 33.000 posti di lavoro. Oltre 12.000 lavoratori sono in cassa integrazione. Si è, inoltre, ridotto il tasso di occupazione e di attività. La dimensione acuta del problema occupazionale dell’Abruzzo è, dunque, almeno tra i 45.000 e i 50.000 posti di lavoro, tra quelli che mancano e quelli a rischio.

Tra le rivendicazioni al centro della manifestazione: l’istituzione immediata di una Tavolo Regionale Anti-Crisi, lo sblocco delle risorse nazionali per lo sviluppo, il recupero di una unità della programmazione, la fine del conflitto tra ricostruzione e sviluppo, il ripristino dell’aggiuntività delle risorse della programmazione 2007-2013, la correzione dell’eccessiva frammentazione degli interventi».

«Chiediamo alle Istituzioni, alla Giunta Regionale, al Consiglio Regionale», chiude Campo, «che si produca uno sforzo unitario per indurre il Governo Nazionale a rispondere positivamente alle istanze della vertenza Abruzzo e ci sia un’azione incisiva a livello regionale di sostegno allo sviluppo, come chiesto da tutte le parti sociali, organizzazioni rappresentative del Lavoro e dell’Impresa».

30/11/2010 9.25