Via al piano di ricostruzione per Tempera. Inizio lavori a gennaio 2011?

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La frazione di Tempera avrà entro l’anno un suo piano di ricostruzione ed uno di sviluppo, con i relativi piani finanziari, da proporre al Comune dell’Aquila.«ENTRO AGOSTO RIMOZIONE MACERIE DELLA CATTEDRALE»

Solo a quel punto si potrà giungere a promuovere l’intesa con il Commissario Delegato per la Ricostruzione, Presidente della Regione Abruzzo ed approvare definitivamente il citato piano di ricostruzione.

Il compito di realizzarlo lo ha assunto a febbraio 2010 la facoltà di Architettura dell’Università di Camerino
(Macerata), facoltà che ha la sua sede ad Ascoli Piceno, sottoscrivendo una convenzione, con l’amministrazione Separata di Tempera, dal titolo” Studio Preliminare per la redazione di un piano di
ricostruzione e sviluppo di Tempera”.
Questa mattina il preside Umberto Cao, il docente coordinatore tecnico per la Scuola di Design e Architettura, Marco D’Annuntiis e il responsabile scientifico del progetto, Sergio Iovenitti, consegneranno al sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, le linee guida del piano: un primo passo, anche se si tratta di qualcosa che va oltre le semplici linee guida. Il piano completo, invece, sarà consegnato a Novembre.
«Se riusciremo a rispettare questi tempi», spiega Iovenitti, «ed il Comune dell’Aquila, insieme al commissario delegato faranno la loro parte, i professionisti locali, scelti dai proprietari degli immobili, potranno iniziare a lavorare sugli esecutivi all’inizio dell’anno 2011».
Nel pomeriggio di oggi a Tempera verrà effettuato un sopralluogo dai quattro gruppi di studio, organizzati dalla facoltà di Camerino, per approfondire la conoscenza dei relativi ambiti oggetto di progettazione ed avviare la fase di confronto con la popolazione.
«A Tempera», continua il responsabile scientifico del progetto, «si sono già compiuti passi avanti importanti per velocizzare quanto più possibile un processo di ricostruzione che sarà comunque lento anche per l’enorme quantità di macerie presenti nel centro storico».
E per contribuire alla soluzione del problema, gli abitanti della frazione di Tempera provvederanno, a loro
carico, a redigere un piano di smaltimento delle macerie derivanti da crolli o demolizioni con ordinanza e di quelle che deriveranno dalle ristrutturazioni e dalle demolizioni previste dal piano di ricostruzione (rifiuti speciali) correlato di piano finanziario e vademecum operativo.
Il “piano di smaltimento macerie” sarà poi proposto al Comune dell’Aquila, perchè, promuova il raggiungimento di un intesa con l’architetto Fontana per assicurare all’intervento certezza dei mezzi finanziari e garanzie tecniche sull’iter procedurale che il Comune intenderà seguire.
Altro tema scottante per la ricostruzione della frazione riguarda la realizzazione dei sottoservizi perchè con
l’approvazione dei piani di ricostruzione, con la costituzione dei Consorzi, e l’ammissione al contributo,
l’inizio dei lavori sugli immobili è, ovviamente, legato ai servizi essenziali come: illuminazione pubblica e
privata, rete idrica, fognaria, telefonica, viabilità e gas .
«Sarebbe quindi opportuno», spiega Iovenitti, «che la Struttura Tecnica di Missione, il commissario o il vice commissario delegati per la ricostruzione facesseroo chiarezza. Gli aquilani hanno il diritto di conoscere, oggi e non tra un anno o due, l’iter procedurale che sarà adottato nei casi in cui l’urbanizzazione (es. rete idrica, fognaria, luce, gas e telefono) sia particolarmente compromessa».

«ENTRO AGOSTO RIMOZIONE MACERIE DELLA CATTEDRALE»

L'AQUILA. Entro fine estate inizierà la rimozione delle macerie della Cattedrale di San Massimo.
Lo ha reso noto il vice commissario alla messa in sicurezza dei beni culturali, Luciano Marchetti, a margine della presentazione della mostra "Le macerie rivelano", in programma a palazzo Silone da fine luglio.
«Prima di avviare le operazioni di rimozione - ha spiegato Marchetti - bisogna completare la messa in sicurezza della struttura che, insieme al complesso arcivescovile, ha prodotto un intervento quantificabile in circa tre milioni di euro».
Marchetti ha comunque sottolineato che «azioni di questo tipo sono propedeutiche ai lavori di ristrutturazione finale degli edifici, quando si utilizzano dei tiranti fatti in un certo modo».
Alla domanda sulla possibilità che le macerie della basilica nascondano alcune reliquie di San Massimo, il vice-commissario ha assicurato: «se sono veramente lì, verranno trovate».
Intanto ieri è rientrata la protesta della signora Marisa Ferrauti, residente nel comune di Ocre, che lunedì si era incatenata ai tubi di allaccio di un terreno agricolo dove sarà realizzata una casa, per protestare «contro l'ordinanza del sindaco, Fausto Fracassi, che consente ai cittadini del cratere del terremoto di acquistare un terreno agricolo nel comune dell'Aquilano e di costruirci una casa con una autorizzazione provvisoria». 
La donna che si è mobilitata per evitare che «il bellissimo territorio sia cementificato e diventi uno scempio», ha sospeso la protesta perchè il sindaco ha ordinato alle ruspe di ripristinare il divieto di accesso al terreno, dove pur non essendoci un passaggio, si stava - secondo la Ferrauti - per costruire una casa usufruendo dell'accesso dei Map e poi dell'ordinanza sindacale. 
«I tubi non sono stati tolti, ma è stato chiuso l'accesso - ha spiegato la Ferrauti -; sospendo la protesta, ma andrò avanti con il Tar e la procura della Repubblica. L'ordinanza deve essere annullata perchè questo stipendio territorio deve essere preservato dall'invasione delle case. La battaglie deve essere fatta anche per gli altri comuni».
A partire da ieri, invece, i cittadini alloggiati nei moduli abitativi provvisori (Map) di tutti i comuni del “cratere” possono segnalare eventuali interventi di riparazione all’interno dei Map esclusivamente al numero verde 800.155.300 di Linea Amica Abruzzo.
Il numero, gratuito anche da cellulare, è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 18.00, e il sabato mattina dalle 9.00 alle 14.00.
Non saranno più prese in considerazione le richieste d’intervento fatte tramite fax, raccomandata o posta elettronica.
Per pianificare in maniera tempestiva gli interventi di riparazione, i cittadini devono fare richiesta d’intervento solo ed esclusivamente al numero verde, sarà poi il personale di Linea Amica a mettersi in contatto con la Direzione lavori dei MAP presso il Dipartimento della Protezione Civile, per risolvere al più presto i guasti segnalati. 

28/07/2010 8.36