Università L'Aquila, scattata occupazione. Studenti in zona rossa e blocchi al traffico

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3544

L'AQUILA. Questa mattina l'Udu L'Aquila ha tenuto, in contemporanea con la mobilitazione in tutta Italia, assemblee negli atri delle facoltà . Poi è scattata l'occupazione ed è stata varcata anche la zona rossa del centro storico aquilano. (Foto di Udu Aq). NEL POMERIGGIO OCCUPAZIONE ANCHE A CHIETI

L'AQUILA. Questa mattina l'Udu L'Aquila ha tenuto, in contemporanea con la mobilitazione in tutta Italia, assemblee negli atri delle facoltà . Poi è scattata l'occupazione ed è stata varcata anche la zona rossa del centro storico aquilano. (Foto di Udu Aq). 

NEL POMERIGGIO OCCUPAZIONE ANCHE A CHIETI

Continua così la mobilitazione che va avanti ininterrottamente da oltre dieci giorni. Questa mattina si discuterà degli «effetti disastrosi» del Ddl Gelmini, «che attenta all'Università Pubblica e al Diritto allo Studio».
A partire dalle 9:30, le assemblee partiranno nel polo di Coppito, al polo Ex-Optimes dove c'è la Facoltà di Ingegneria, alla Reiss Romoli (Economia), al polo didattico Di Vincenso, a Bazzano (Lettere e Filosofia).

Dopo le assemblee gli studenti si sposteranno alle 11:30 in Piazza Duomo, dove si terrà un sit-in universitario contro il Ddl.

Nei giorni scorsi un gran numero di studenti ha partecipato alla Facoltà di Scienze, Medicina, Lettere e presso il Salone dello Studente alle assemblee dove non sono mancati striscioni per chiedere il ritiro immediato del disegno di legge che, «insieme ai tagli della Legge 133», dicono gli studenti, «stravolge completamente gli organi di governo assegnandotutti i poteri ai Consigli di Amministrazione e ai Rettori, distrugge il diritto allo studio e rende precaria la figura dei ricercatori universitari».

PERCHE' GLI STUDENTI PROTESTANO

Secondo gli studenti che scendono in strada e salgono sui tetti delle Università di tutta Italia con la riforma Gelmini i danni sarebbero irreparabili.

Nei Consigli di Amministrazione saranno presenti tra 2 e 3 componenti esterni (aziende, enti locali, politici) che potranno così incidere sulle scelte didattiche e di ricerca e sulle tasse universitarie. «Si completa il modello di privatizzazione previsto dalla Legge 133», contesta l'Udu aquilana.

«Il Consiglio di Amministrazione diventa l’unico organo con tutti i poteri decisionali sul bilancio, la programmazione didattica , l’attivazione e la chiusura dei corsi di laurea. Il Senato Accademico viene privato di tutti i poteri e diventa solo organo consultivo, anche sulla didattica e sulla ricerca. Viene così cancellato l’organo di auto-governo della comunità accademica. Vengono aumentati i poteri dei Rettori, che potranno essere appartenenti ad un ateneo diverso da quello nel quale svolgono l’incarico. La tempistica della riforma produce la proroga dei mandati dei Rettori».

Nel Ddl è contenuta una delega al Governo per riformare il sistema del diritto allo studio. «Contestiamo», dice l'Unione aquilana, «l’utilizzo di uno strumento che di fatto è una delega in bianco per riformare un sistema così importante per noi studenti. Conoscendo le precedenti proposte del Governo – aumentare i criteri di merito per le borse e i tagli al Fondo per il Diritto allo Studio – non ci possiamo aspettare nulla di buono dalla delega. Viene istituito il Fondo per il merito per assegnare premi e buoni studio da restituire (cioè prestiti). Contestiamo questo strumento perché non possiamo accettare che il diritto allo studio si trasformi da diritto sociale a “premio”, senza considerare inoltre il reddito degli studenti».

29/11/2010 9.32



COPPITO OCCUPATA, A MEDICINA ESAMI IN CORSO

Come annunciato dagli studenti questa mattina è scattata l'occupazione nell'Università dell'Aquila, plesso di Coppito, per protestare contro il Ddl Gelmini.

Al momento sono interrotte le attività didattiche di Scienze, Medicina, Biotecnologie, Psicologia, Scienze della Formazione, Lettere. Gli studenti della Facoltà di Ingegneria sono riuniti in assemblea. Al momento tutto regolare, invece, presso la Facoltà di Medicina, non ancora occupata, perchè si stanno svolgendo gli esami di stato di infermieristica. Alla loro conclusione gli studenti decideranno come procedere.

29/11/10 11.27

STUDENTI NELLA ZONA ROSSA

Hanno varcato anche i confini della zona rossa del capoluogo di regione distrutto dal terremoto del 6 aprile 2009. L'annunciato sit-in in piazza Duomo in una delle poche aree agibili del centro, ha visto la partecipazione di circa 300 persone. Tra loro molti studenti della Facoltà di Lettere che hanno deciso di varcare le transenne e tornare a fare simbolicamente una lezione all'aperto davanti a Palazzo Camponeschi, uno degli edifici più lesionati.

Davanti l'ingresso della vecchia Facoltà gli studenti hanno esposto lo stesso striscione "Contro la riforma salviamo l'Univaq" che due giorni fa era stato esposto sul tetto della sede provvisoria nel polo industriale di Bazzano, zona ovest della città, mentre alcuni giovani, hanno sfidato il rischio di entrare in una struttura pericolante per salire al piano superiore dell'edificio e appendere anche altri striscioni con scritto "L'Aquila monumento studentesco al Ddl" e "Università pericolante".  

Alla mobilitazione, che al momento non ha registrato incidenti, sono intervenuti anche presidi di Facoltà, prorettori universitari e ricercatori. Contemporaneamente continuano le assemblee in tutte le Facoltà dell'Aquila.

OCCUPAZIONE ANCHE A CHIETI

Anche gli studenti dell'Ateneo D'Annunzio, da questo pomeriggio, occuperanno il Polo didattico di Lettere in contemporanea con tutte le università d'Italia per protestare unitamente contro il ddl Gelmini in prossima votazione alla Camera dei Deputati.

«A nostro avviso», dicono dall'associazione studentesca 360 Gradi, «questo disegno di legge ha il solo fine di regalare l'Università a pochi "eletti" , eliminando i luoghi istituzionali di confronto e rappresentanza tra studenti, docenti e istituzioni universitarie, disintegrando il diritto allo studio, precarizzando i ricercatori ed inoltre minando l'autonomia delle università stesse sancita dalla costituzione.

Come mai una protesta così plateale? «Perchè chiediamo una sede di confronto "reale" per contribuire a riscrivere completamente una degna riforma universitaria. Chiediamo pertanto il ritiro del DDL Gelmini senza condizioni alcune».

29/10/2010 14.10 

BLOCCHI STRADALI

Alle 12.15 è stato raggiunto Palazzo Camponeschi.

Il Palazzo, sede storica della Facoltà di Lettere e Filosofia è stato “abbracciato” dal pacifico corteo e una delegazione di studenti dell’Udu ha effettuato un blitz interno al Palazzo Camponeschi, riuscendo ad appendere dalla storica aula F lo striscione “L’Aquila Monumento Studentesco – No al DDL Gelmini” e la bandiera dell’Udu, come avveniva spesso nel pre-terremoto.

Nel pomeriggio sono state indette assemblee pomeridiane nelle sedi occupate di Coppito1 e Ex-Optimes per stilare documenti sui temi riguardanti il DDL, il diritto allo studio, la cittadinanza studentesca e “L’Aquila città Universitaria”.
«Le mobilitazioni in ogni caso garantiranno lo svolgimento degli esami, delle lauree e degli esami di Stato programmati nelle varie Facoltà», assicurano dall'Udu che chiede di comprendere i disagi provocati, «ma considerata la gravità delle prospettive derivanti dall’approvazione del DDL Gelmini era indispensabile una protesta forte, partecipata, improvvisa e fortemente simbolica per evidenziare il profondissimo disagio».

Adesso gli studenti di Ingegneria stanno attuando dei blocchi stradali nella zona Ovest della citta'. Il corteo improvviso uscito dalle Facolta', tornera' poi nella ex-Optimes occupata.

29/10/2010 14.10

* TUTTE LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE