Lavoro, sabato la manifestazione Cgil a Roma. 60 autobus dall'Abruzzo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Saranno oltre 60 gli autobus prenotati dalla Cgil che sabato mattina partiranno per arrivare a Roma.

Migliaia di lavoratori, giovani e pensionati abruzzesi parteciperanno alla manifestazione nazionale che la Cgil ha organizzato nella capitale sotto il titolo “Il futuro è dei giovani e del lavoro-Diritti e più democrazia”.

Al governo la Cgil chiede dunque di cambiare la politica economica, le scelte che nei prossimi anni danneggeranno le regioni più deboli come l’Abruzzo «più di quanto abbiano fatto nel recente passato, aggravando i tanti problemi che le famiglie e le persone conoscono bene».

Così, insieme al tema drammatico della precarietà del lavoro e di un futuro che per i giovani non c’è – erano precari, appunto, due terzi dei 30 mila posti di lavoro che l’Abruzzo ha perso negli ultimi due anni – la Cgil propone al governo di far pagare le tasse ai più ricchi, aumentando la tassazione sulle rendite finanziarie (dal 12,5 al 20%), introducendo un’imposta oltre gli 800 mila euro, e rivedendo le detrazioni Irpef a favore dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Il governo dovrà altresì superare la norma prevista dalla cosiddetta “legge Tremonti” che limita il pensionamento a sole 10mila persone in mobilità (su 100 mila) in tutta Italia, di cui 3.000 in Abruzzo.

Il governo infine, secondo il sindacato, dovrà finanziare la cassa integrazione in deroga per i prossimi due anni, «altrimenti tantissime persone resteranno rapidamente senza reddito».

«D’altra parte», dicono dalla Cgil Abruzzo, «non possiamo dimenticare che quest’anno, alla data del 31 ottobre, le ore di cassa integrazione in regione erano già 27milioni e 620mila, e che i lavoratori che ne hanno beneficiato erano 17.500. Il frutto di una crisi economica pesante, del terremoto, di un sistema produttivo che tarda a cavalcare l’innovazione ma anche di una politica economica che va cambiata dalle fondamenta. Anche da parte della giunta regionale, come le parti sociali hanno chiesto più volte».

26/11/2010 9.53