Ancora una bufera su Minzolini dall’Abruzzo per immagini sbagliate su contestazioni studenti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Tg1 usa vecchie immagini in un servizio andato in onda ieri sera: infilate anche sequenze degli scontri del 7 luglio a Roma nel corso della manifestazione di protesta degli aquilani.*E CHIODI SE LA PRENDE CON SANTORO. LETTERA A GARIMBERTI E MASI

MINZOLINIABRUZZO. Il Tg1 usa vecchie immagini in un servizio andato in onda ieri sera: infilate anche sequenze degli scontri del 7 luglio a Roma nel corso della manifestazione di protesta degli aquilani.

*E CHIODI SE LA PRENDE CON SANTORO. LETTERA A GARIMBERTI E MASI

 
Una nuova bufera si sta abbattendo in queste ore sul direttore del Tg1 Augusto Minzolini. Richieste di dimissioni piovono dall'Abruzzo ma anche da Roma.

Sono numerose le reazioni e i commenti di protesta sui vari social network a causa dell'utilizzo da parte del Tg Rai di alcune immagini della mobilitazione del 7 luglio a Roma in cui gli aquilani chiedevano agevolazioni fiscali. La sequenza incriminata è stata montata all'interno di un servizio in relazione alle proteste davanti alla sede del Parlamento contro il Ddl Gelmini. Due eventi diversi, distanti nel tempo, con finalità differenti sono stati però mescolati. Le immagini non sono passate inosservate e gli aquilani hanno cominciato a protestare su Facebook. Con il passare del tempo la notizia si è diffusa sempre più e la 'bomba' è scoppiata.

Nel servizio, firmato dalla giornalista Alessandra Di Tommaso, è chiaro che le immagini degli scontri davanti al portone al Senato di ieri mattina (prese dal sito You Reporter), sono state montate insieme a immagini di repertorio, riferite appunto alla manifestazione Sos del 7 luglio, tristemente ricordata per gli incidenti e le manganellate, con relative inchieste e interrogazioni parlamentari.

Una scelta probabilmente dettata dall'esigenza di una maggiore drammatizzazione. Dopo una prima parte in cui si vedono immagini relative agli episodi di ieri, compaiono le ben più tristi e famose (almeno in Abruzzo) immagini di repertorio in cui si vedono molte bandiere neroverdi. Tra la folla si sente gridare 'Vergogna- vergogna' e alcune persone tra quelle che hanno preso parte alla mobilitazione della scorsa estate sono riconoscibili in viso.

Ed è bufera: l'assessore alla Cultura del Comune dell'Aquila, Stefania Pezzopane, punta il dito contro il Tg della rete ammiraglia.

Nel chiedere la rettifica del servizio e il risarcimento da parte dell'emittente, l'assessore condanna la scelta di «usare ad arte le immagini del corteo degli aquilani e delle bandiere neroverdi» che a suo avviso, «rappresenta una vergognosa manipolazione delle immagini e dell'informazione, in cui si cerca di mettere in cattiva luce non solo la protesta degli universitari, ma anche e soprattutto quella dei nostri concittadini».

«I volti riconoscibili di tanti aquilani - si legge ancora - che hanno partecipato a qual corteo e i colori della nostra città ancora una volta sono stati strumentalizzati in maniera faziosa dal tg di Minzolini».

«Chiedere le dimissioni del direttore è pletorico - prosegue la nota -: facciamo appello al presidente della commissione Vigilanza Rai, Sergio Zavoli e al garante per le comunicazioni, affinché intervengano duramente contro questa ennesima beffa».

«Di fronte alla protesta che dilaga contro le misure del governo sull'università è grave che il Tg1 abbia deciso di utilizzare riprese di scontri relativi a tutt'altra vicenda pur di dare una rappresentazione della realtà falsata ed egemonizzata dalla violenza, soffiando così sul fuoco degli scontri», commenta invece Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in Vigilanza.

Per il senatore Pd Vincenzo Vita si tratta di «pura manipolazione, con metodi da 'Ventennio' o da propaganda staliniana».

«Il direttore del Tg1 ha usato la sofferenza dei cittadini abruzzesi per scopi politici. E' un autentico depistaggio mediatico», hanno commentato invece il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, e il senatore dipietrista, Elio Lannutti che rilevano.

I due annunciano che valuteranno «se ci siano elementi per adire a vie legali contro il direttore del Tg1. Cosa deve fare ancora Minzolini per essere rimosso da Masi?».

LE SCUSE DEL TG 

Ma una nota del Tg1 informa che si sarebbe trattato di un errore materiale, probabilmente dovuto alla non disponibilità di materiale girato. «Nello scusarci con gli interessati e con i telespettatori, mettiamo in evidenza, tuttavia, che si è trattato di un errore tecnico - spiega ancora la segreteria di redazione del Tg1 - e non certo di una scelta editoriale, anche perché le immagini che precedevano e seguivano la sequenza contestata erano di per sé assai eloquenti».

 25/11/2010 17.00

 


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E CHIODI SE LA PRENDE CON SANTORO. LETTERA A GARIMBERTI E MASI

L'AQUILA. In queste ore il presidente della Regione Abruzzo e commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, ha scritto al presidente  e al direttore generale della RAI, nonché alla Commissione di Vigilanza.

Ma la protesta dell'ultim'ora degli aquilani non c'entra. Chiodi, infatti, chiede che venga ristabilito il contraddittorio quando trasmissioni di informazione o altro affrontano il tema della Ricostruzione dei territori dell’Abruzzo colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.

Il commissario parla di una «questione di fondamentale importanza per il futuro e le aspettative di tanti cittadini che hanno sopportato, ed oggi tentano di superare, un terribile evento naturale come il sisma del 6 aprile 2009».

«Sempre più spesso, in molte trasmissioni RAI», si legge nella lettera, «viene riportata una situazione riguardante la città dell’Aquila e del territorio colpito dal sisma, affatto corrispondente alla realtà. L’episodio più eclatante riguarda la trasmissione “Annozero” di Michele Santoro, andata in onda lo scorso giovedì 18 novembre. In quella circostanza si è discusso di come il Governo abbia affrontato il tema dell’emergenza e della ricostruzione, facendo emergere solo le criticità e gli aspetti negativi riferiti da singoli cittadini.

Il quadro complessivo emerso vede dipinto un territorio abbandonato a se stesso, senza risorse, senza idee e senza cantieri».

«A tale “pastone informativo”», continua il presidente, «non è stato consentito replicare, in quanto non solo non erano presenti rappresentanti che direttamente si stanno occupando della ricostruzione, ma neanche i rappresentanti del Governo ospitati hanno avuto la possibilità di dire qualcosa “di diverso”».

Per questo Chiodi chiede «che quando si parla di terremoto all’Aquila e di ricostruzione sia necessario che vengano coinvolte le strutture e le persone che possono fornire dati che concorrono a formare una più vasta e corretta informazione.

Ritengo, questo mio, un invito di buon senso e, soprattutto, un diritto dei cittadini dell’Abruzzo che rappresento anche nella qualità di Presidente della Regione».

25/11/2010 18.22