SanStefar, domani gli stipendi, a febbraio l’asta

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si sbloccano gli stipendi del SanStefar: domani saranno consegnati gli assegni per il mese di luglio e prossimamente (forse una decina di giorni) sarà pagato anche lo stipendio di agosto.

Se le Asl continueranno a pagare le prestazioni, non è improbabile che per Natale ci possa essere qualche altro assegno in vista.

«Questo è almeno il desiderio della procedura fallimentare - spiegano i responsabili della contabilità – a differenza di quanto raccontano voci interessate, il criterio adottato è uno solo: appena i soldi arrivano, sono girati ai lavoratori. Oggi finalmente, dopo le iniziali difficoltà, le Asl stanno pagando senza grossi problemi».

 Ma c’è anche un’altra notizia importante: la perizia per la stima del valore del SanStefar sta per essere completata. Il che significa che il bando per la vendita all’asta si avvicina e non è escluso che a febbraio (trascorsi cioè i 60 giorni necessari per la procedura) si possa svolgere l’asta con le offerte di acquisto. Missione compiuta, come per Villa Pini? Non è detto, perché intanto sono arrivate le notifiche dei ricorsi al Tar da parte dell’Aiop e degli altri imprenditori privati contro l’accreditamento del SanStefar da parte della Regione. Legittima l’iniziativa delle altre società che fanno riabilitazione, interessate al budget di 10-12 milioni assegnato all’esercizio provvisorio, ma anche un’altra tegola sulla procedura fallimentare lasciata sola dalla politica a difendere i posti di lavoro in bilico. La domanda e la risposta sono infatti semplicissime: chi compra il SanStefar senza la convenzione con la Regione (sia l’Abruzzo che il Molise)? Che destino aspetta i dipendenti senza l’ombrello dell’accreditamento? I sindacati in effetti sono in fibrillazione per questi possibili scenari e nei prossimi giorni incontreranno gli organi della procedura per fare il punto della situazione e recuperare lo spirito di collaborazione che ha permesso a Villa Pini di uscire dal guado. Quello che sorprende in tutta questa lunga storia è il cinismo con cui si trasforma l’accanimento contro Angelini in una guerra ai dipendenti, il cui destino sembra interessare solo il tribunale fallimentare e qualche sindacalista isolato.

Sebastiano Calella  25/11/2010 14.08