Tagli al 5x1000, le associazioni di volontariato in rivolta

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2218

ABRUZZO. Il 5 x 1000, introdotto dal Ministro Tremonti nel 2005 e riconfermato ogni anno, ha ridotto con la Legge di Stabilità approvata il 19 novembre dalla Camera - da 400 a soli 100 milioni le copertura finanziaria.

 

 

E le associazioni di volontariato protestano.  Perchè se nel del 2008 il 5 x 1000 ha portato nelle casse delle associazioni 397,5 milioni di euro, l’imposizione di un tetto a 100 milioni di euro corrisponde a un taglio di risorse per il mondo del volontariato pari al 75%.

«Il governo ha deciso di rapinare, perché di questo si tratta, le donazioni volontarie», attacca Tusio De Iuliis dell'associazione Aiutiamoli a Vivere. «Nonostante siano milioni (14.652.659 solo nel 2008) i cittadini italiani contribuenti che ogni anno scelgono di sostenere economicamente le associazioni di volontariato e di terzo settore, ancora una volta il Governo, dopo averlo dimenticato nella proposta di Finanziaria, decide di scoppare 300 milioni dei 400 previsti».

«Il 5 per mille», protesta ancora De Iuliis, «è il frutto di una erogazione decisa liberamente dal contribuente per la quale lo Stato svolge solo un ruolo di intermediario, ma questo lo hanno dimenticato. Questa è l’Italia ? Viva l’Italia allora, quella narcotizzata dai gossip e dalla cronaca nera. Viva i furbi e i cialtroni che scorazzano con le auto blu e grigie con tanto di lampeggianti sopra e una escort sotto il sedile; viva i furbi che quando ci incontrano gonfiano il petto e fingono di guardare il vuoto e ci sputano addosso il loro status come intoccabili guappi di una società malata fino alle ossa».

E sul web alla pagina http://www.iononcisto.org/ è partita la campagna 'Non toccate il 5 x 1000' di cui si fanno promotrici oltre 200 associazioni di tutta Italia (guarda chi sono) tra le quali Emergency, Wwf, Unicef, Telefono Azzurro, Medici senza frontiere, Greenpeace, Fai, Airc, Libera. Oltre 116 mila le firme già raccolte.

«Questi tagli», si legge nell'appello, «si ripercuotono significativamente sull'operatività delle organizzazioni del terzo settore, che hanno dimostrato, negli ultimi anni in modo ancora più evidente, una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all'estero e dunque motivo di orgoglio per il nostro Paese. Tali organizzazioni, non diversamente da altre realtà sociali ed economiche, basano la loro attività sulla programmazione finanziaria degli impegni attuali e futuri per rendere sostenibile il proprio agire nei diversi settori di riferimento».

25/11/2010 9.49