Ancora emergenza Sogesa mentre impazza la biomassa. Ora anche rifiuti dalla Campania?

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Sogesa richiede un decreto ingiuntivo e porta in tribunale il Cirsu.

Intanto i lavoratori, che non percepiscono stipendi e salari dovuti, continuano la loro protesta e c'è il rischio di provocare l’interruzione di un servizio pubblico essenziale come quello della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

A pagarne le conseguenze in questi giorni sono gli oltre 60mila cittadini che fanno capo al Cirsu (gli abitanti di Notaresco, Morrodoro, Roseto, Giulianova, Mosciano S.A. e Bellante).

Intanto la titolarità della discarica di Grasciano 2 potrebbe passare dalle mani della Sogesa direttamente al Cirsu che potrebbe anche indire una gara e trovare il nuovo socio privato di Sogesa per sostituire l’attuale che fa capo alla Deco Spa della famiglia Di Zio.

Ma Sogesa è una società a prevalente capitale pubblico e Cirsu ne detiene la maggioranza azionaria; Cirsu è, dunque, espressione dei Comuni sopracitati.

Sul piatto questioni vecchie e lo spettro di affidamenti irregolari del passato. Ora però l’emergenza nell’emergenza sono gli stipendi dei lavoratori.

 «Questo vuol dire», tuona il consigliere regionale Cesare D'Alessandro (Idv), «che sono i relativi Sindaci a dover assumere i provvedimenti necessari».

Smaltire una tonnellata di rifiuti costa oggi 177 euro, pagati a tariffa dai cittadini dei Comuni del Cirsu. «La recente ricapitalizzazione porterà ad un nuovo aumento delle tariffe», contesta l'esponente dell'Idv che teme un’eterna emergenza.

Ma in queste ore a creare preoccupazione sono anche alcune dichiarazioni del ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto sulla disponibilità data da tutte le regioni (quindi anche dall'Abruzzo), tranne Veneto e Piemonte, di ricevere i rifiuti dalla Campania.

Si potrebbe ripetere quell’aiuto che l’allora governatore di centrosinistra, Ottaviano Del Turco, offri le discariche abruzzesi per poter smaltire i rifiuti napoletani nell’ennesima “emergenza” partenopea. Un “favore” che l’ex governatore fece all’allora governo di centrosinistra presieduto da Romano Prodi. A parte invertite ora Chiodi potrebbe aiutare Berlusconi.

Il consigliere Carlo Costantini chiede chiarimenti al governatore Chiodi. L'esponente dell'Idv si dice preoccupato per annunci che arrivano proprio mentre in Abruzzo «si prende atto che fra pochi mesi o forse anche fra poche settimane piomberemo nell'emergenza rifiuti»

«L'Italia dei Valori – continua Costantini – ha sempre sostenuto che in Abruzzo Chiodi fabbrica emergenze, ma se le dichiarazioni di Fitto sulla disponibilità della nostra regione a ricevere il pattume della Campania dovessero essere confermate, saremmo davvero alla follia. Accogliere i rifiuti della Campania vorrebbe dire, infatti, rinunciare alle poche settimane che ci separano dall'emergenza».

«Chiodi – conlcude Costantini – si preoccupi dei problemi dell'Abruzzo e lasci ad altre regioni più virtuose e che hanno saputo per tempo correre ai ripari il compito di farsi carico dei problemi della Campania.

IN ABRUZZO IMPAZZA LA BIOMASSA, CAPORALE: «CHIAREZZA»

 Occorre fare chiarezza in merito alle decine di centrali a Biomasse che sono in corso di realizzazione nella Regione.

Lo chiede il consigliere regionale dei Verdi Walter Caporale. La Biomassa è una materia di origine vegetale che in natura produce anidride carbonica, come ogni vegetale, albero, eccetera e se bruciata dovrebbe rimettere in atmosfera la stessa quantità di anidride carbonica senza apportare conseguenze negative sull’effetto serra (ciò avviene quando si bruciano i prodotti fossili). Le centrali a Biomasse nascono con l’intento di bruciare tutti i residui delle coltivazioni locali che molti agricoltori già bruciano senza sfruttarne la produzione di energia elettrica e gas che si sprigiona dall’incenerimento.

«Purtroppo», commenta Caporale, «il malaffare e la politica corrotta ha spesso cambiato la naturale bontà di queste centrali e nella nostra Regione si assiste ad un pullulare di progetti di centrali a Biomasse di aziende private che iniziano a costruire centrali con semplici autorizzazioni dei politici locali, visto che se l’impianto non supera un megawatt non è soggetto a Valutazione d’Impatto Ambientale. Nella nostra Regione sono troppi gli impianti», sostiene Caporale, «in corso di realizzazione autorizzati senza rispettare quelle leggi in materia ambientale che prevedono la partecipazione dei cittadini nelle decisioni di carattere ambientale».

Perché, domanda il consigliere dei Verdi, tutte le centrali vengono autorizzate nelle «segrete stanze» senza rendere partecipi i cittadini? Perchp «non si rispettano le leggi in Materia? Nel Comune di Treglio in Provincia di Chieti la Centrale a Biomasse e già stata realizzata addirittura senza che i consiglieri ne fossero a conoscenza».

24/11/2010 17.56