Anche la bomba Sistri investe di striscio Abruzzo Engineering

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ora Sabatino Stornelli è indagato anche a Napoli per il mega affare coperto dal segreto di Stato del progetto Sistri. *LA LETTERA DI UN DIPENDENTE A GIANNI CHIODI

ABRUZZO ENGINEERINGABRUZZO. Ora Sabatino Stornelli è indagato anche a Napoli per il mega affare coperto dal segreto di Stato del progetto Sistri.

*LA LETTERA DI UN DIPENDENTE A GIANNI CHIODI

 

Ne dà notizia oggi Il Fatto quotidiano che ripercorre le stranezze e le incongruenze di questo mega appalto da centinaia di milioni di euro sul tracciamento dei rifiuti affidato dal ministero dell’Ambiente a Finmeccanica e da questa a Selex management, il cui amministratore delegato è appunto Sabatino Stornelli. Dalla Selex poi le commesse sono state girate direttamente a società che per la procura fanno riferimento a Francesco Paolo De Martino.

Conoscenze abruzzesi che sono balzate agli onori delle cronache di recente. In principio furono quelle sportive perché sia Stornelli che De Martino sono stati presidenti del Pescina Valle Del Giovenco, la squadra di calcio che è stato un fuoco di paglia per qualche anno giungendo a risultati insperati e ingaggiando giocatori e dirigenti del calibro di Pablito, Paolo Rossi.

In seguito furono le cronache giudiziarie: Stornelli è stato raggiunto anche da misura cautelare nell’ambito delle inchieste pescaresi sui rifiuti e relativamente allo stralcio sul Gruppo Stati che ha coinvolto Ezio Stati e la figlia Daniela, ex assessore alla protezione civile per presunti favori ricevuti in cambio di favorire commesse all’imprenditore Vincenzo Angeloni. Le indagini della Squadra Mobile di Pescara coordinata però dalla procura de L’Aquila (pm Antonietta Picardi) si incrociano da mesi con quelle di Napoli. Infatti, sono stati gli uomini coordinati all’epoca da Nicola Zupo a scoprire una lettera di una dipendente Selex che parlava di fatturazione false e di fondi neri proprio tra Selex e aziende di De Martino.

Molti dubbi sono emersi anche da alcuni racconti di dipendenti di Abruzzo Engineering che rientra in tutta questa vicenda perché è partecipata proprio da Selex di Stornelli (società di Finemeccanica) e perché da questa ha ricevuto commesse relative al Sistri

PrimaDaNoi.it ha raccontato quelle stranezze alcune settimane fa: dipendenti trasferiti a Castellamare di Stabia e Nepi impegnati per poche ore e per pochi giorni mentre il resto della trasferta durata alcuni mesi è trascorsa leggendo giornali e bighellonando. Trasferte, spese e stipendi pagati con i soldi pubblici.

Nessun responsabile del consiglio di amministrazione di Abruzzo Engineering presidente o amministratore delegato ha mai sollevato il problema o denunciato stranezze su queste ed altre situazioni che stanno emergendo in questi giorni.

Cosa è successo davvero e chi era a conoscenza di queste operazioni?

Nessuno parla ma la situazione è in continua evoluzione.

I DIPENDENTI IN SUBBUGLIO E IL FUTURO DI ABRUZZO ENGINEERING

Proseguono intanto i confronti con i sindacati e la Regione per capire come riuscire a salvare i posti di lavoro dalla possibile liquidazione di Ae oberata da un passivo di 20milioni di euro nei confronti proprio della Selex, debiti bloccati e congelati per volere di Chiodi che ha denunciato presunte truffe non meglio identificate che avrebbero avuto lo scopo di gonfiare le spese della controllata della Regione.

Le posizioni di Cgil e Ugl in un primo momento erano ferma sulla salvezza ad ogni costo di Ae con tutti i debiti proponendo di spalmarli nel tempo.

Massimo Spinosa della Cisl ha invece chiarito che il problema non è di ricapitalizzare la società in questo modo ma di salvare i lavoratori.

Sulle decisioni pende anche un ricorso al Tar che potrebbe chiarire in maniera definitiva che Abruzzo Engineering non è una società in house con la conseguenza di giudicare illeciti tutti gli affidamenti diretti operati dalla Regione ad Ae e da questi a Selex.

Si fa strada anche un’altra ipotesi pare accettata di buon grado da Chiodi e dai 3 segretari generali dei sindacati di creare una nuova compagine sociale senza Selex che salvi il destino degli ex lsu e degli altri lavoratori. Nello stesso tempo la Regione rivenderebbe le strutture lasciate a metà alla Selex per incassare moneta (esempio quello che esiste dalla banda larga).

Il meccanismo però ricorda quello che già sperimentato proprio con la nascita di Ae quando la società fu utilizzata per salvare i dipendenti licenziati da altri enti (Ater e protezione civile).

Intanto si registra una spaccatura tra i dipendenti più agguerriti che corrisponderebbero per lo più a quelli assunti senza regolare concorso e gli altri (ex lsu). Questi ultimi avrebbero in animo di sporgere denunce su fatti di loro conoscenza e che riguardano l’amministrazione della società nel tempo fino agli ultimi giorni.

 24/11/2010 10.28

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LA LETTERA DI UN DIPENDENTE A GIANNI CHIODI

Oggi un altro “coraggioso” dipendente esce allo scoperto, Domenico Attanasii, per esprimere il suo malumore del momento e si rivolge al presidente Chiodi.

«Signor Presidente, mi chiamo Domenico Attanasii e sono un dipendente di Abruzzo Engineering. Virtualmente, sarei anche colui che, assunto senza concorso, vorrebbe il protrarsi di un privilegio ad altri negato. La mia storia, che negli atti burocratici diventa curriculum, è modesta. Nel 1998», racconta, «arriva l'opportunità del Dipartimento della Protezione Civile e inizia la mia nuova avventura lavorativa come Lsu: questa volta, però, con moglie e figli. I requisiti richiesti dall'Ufficio di collocamento: diploma per geometri, laurea in ingegneria, in architettura. Attenzione! Non l'iscrizione a un albo professionale e, soprattutto, era specificata la sede di lavoro: la Prefettura della provincia di appartenenza (ironia della sorte, oltre a rischiare oggi il posto di lavoro, sono già stato defraudato del “luogo di lavoro”). Chi allora aveva il potere decisionale ha scelto la via contorta delle società miste per stabilizzarci con un'assunzione a tempo indeterminato, senza concorso, in quanto si trattava di un impiego presso un'azienda privata a capitale misto. Cosa che io non ho mai auspicato: con una legittima anzianità di iscrizione al collocamento, e con le norme vigenti che regolano i rapporti di lavoro, la Regione Abruzzo avrebbe potuto stabilizzare gli Lsu con una chiamata diretta, come è normale prassi, anche negli impieghi pubblici, proponendo ai lavoratori un'assunzione a livelli bassi, come il IV, che potrebbe corrispondere al ruolo di commesso, operatore o quant'altro di simile.

Personalmente, non ho grandi ambizioni, se non quella di portare a casa uno stipendio. In AE, chi ha invece, e a buon diritto, velleità da protagonista, potrebbe prima rileggersi la frase di Alexandr Herze: “...un fine infinitamente remoto non è affatto un fine, è un inganno”.

Mi perdoni lo sfogo e le auguro giorni felici».

Domenico Attanasii

24/11/2010 10.29