Chiodi, presidente, pluricommissario e pluriassessore non decide sulla giunta

Alessandro Biancardi

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PICCONE, CHIODI, GIULIANTE

PICCONE, CHIODI, GIULIANTE

ABRUZZO. Alla fine, per il rimpasto della Giunta regionale, il Pdl  ha deciso di non decidere.

 

Si tratta di nominare i sostituti dei due assessori dimissionari (Daniela Stati e Lanfranco Venturoni), le cui deleghe sono oggi gestite dal presidente Chiodi. Semplici “rimpiazzi”, secondo la definizione del coordinatore Filippo Piccone. Qualcosa di più nelle aspirazioni dei possibili candidati, la cui rosa si allarga pericolosamente (per Chiodi) con il passar del tempo. Se ne riparlerà dunque sabato mattina in un altro vertice del partito di maggioranza che si terrà in un Hotel di San Giovanni Teatino. Al termine dell’incontro di ieri, che, invece, si è tenuto a Celano (regno del coordinatore regionale Filippo Piccone), la proposta condivisa da tutti è stata quella di inserire il punto specifico del rimpasto nell’odg già previsto per sabato. Una telefonata per comunicare la decisione al capogruppo Gianfranco Giuliante, assente per malattia, e tutti a casa. Per sintetizzare che a Celano non è uscito nessun nome di assessore nuovo si è parlato di “fumata nera”, come se si fosse trattato di un Conclave per nominare un papa nuovo. In realtà non deve essere sostituito il presidente pluricommissario e pluriassessore Gianni Chiodi, ma deve essere nominato solo qualche assessore ombra, visto che le due new entry dovranno gestire Protezione civile e Sanità, i cui suggeritori sono a Roma. Quindi al massimo si è trattato di un Concistoro, anche se di cardinali ce n’erano solo un paio insieme a tanti consiglieri-parroci di campagna, senza potere e senza soldi. Allora forse ieri a Celano si è tenuta una semplice assemblea pastorale, uno di quei riti il cui significato – come ci insegna la Chiesa - non è il contenuto, ma il simbolo. Insomma la chiave di lettura di Celano potrebbe essere solo l’affermazione della presenza del Pdl nel territorio marsicano, visto che in contemporanea ad Avezzano Daniela Stati comunicava ufficialmente la sua adesione a Fli. E la Giunta regionale? L’Abruzzo può aspettare. Chiodi come Berlusconi, dunque: per mesi il Governo è stato senza ministro dello sviluppo economico, la Giunta regionale può fare altrettanto. Non ci sono infatti problemi urgenti sul tappeto, come spiega il comunicato ufficiale diramato ieri: «Il Pdl abruzzese, quale forza responsabile di governo, continuerà a garantire nel suo mandato, nonostante le difficoltà economiche in cui versa l'Abruzzo a seguito della crisi internazionale, l'opera di risanamento finanziario già certificato dall'agenzia internazionale di rating Moody’s, e l'attuazione del programma politico premiato nel 2008 dagli abruzzesi».

ASPIRANTI ASSESSORI BLOCCATI DALLE INDICAZIONI ROMANE

Dietro l’apparente serenità dell’incontro di ieri a Celano si muovono invece la strategie per decidere le nuove nomine con un criterio geografico e con un occhio al significato politico delle scelte. L’unica cosa che sembra certa è l’ingresso in Giunta di un esponente aquilano del Pdl (forse Luca Ricciuti, perché Piccone non dimentica le sue frizioni con Giuliante su Pescara città capoluogo). L’altro nome servirà per riequilibrare territorialmente la Giunta e per contrastare possibili altre fughe verso Fli. Si fanno i nomi di Giuseppe Tagliente e Nicola Argirò, entrambi ritenuti vicini all’onorevole Daniele Toto, ma anche eletti nel vastese, zona da cui potrebbe approdare a Fli Antonio Prospero, che come noto è temporaneamente in stand by in attesa di risolvere i suoi strascichi giudiziari per le ultime elezioni. Nessuna speranza invece per altri consiglieri eletti solo per alzare la mano nelle votazioni al Consiglio regionale. Questo almeno nelle indiscrezioni di chi crede che le scelte si fanno in Abruzzo. Al contrario sembra  che le decisioni che contano verranno prese a Roma, compresa quella di nominare due assessori esterni che non pongono problemi di cambio di casacca.

Insomma Regione Abruzzo commissariata anche per la sua rappresentanza amministrativa e politica, tanto che l’opinione prevalente tra gli esponenti del Pdl è quella di aspettare che fine farà il Governo nazionale per la scadenza del 14 dicembre. Semmai qualche novità per l’Abruzzo potrebbe venire oggi dall’Aquila, per l’incontro previsto a Palazzo Silone tra Gianni Chiodi ed il vice coordinatore di Fli Emilio Nasuti. Si tratta di misurare il livello di autolesionismo del presidente: con tre consiglieri (lo stesso Nasuti, Daniela Stati e Berardo Rabuffo) e con qualche altra adesioni in vista, escludere Fli dalla maggioranza potrebbe risultare pericoloso per la Giunta, costretta a contrattare ogni provvedimento. Come noto, Gaetano Mosca, il più importante studioso italiano di dottrina politica, ha spiegato che in democrazia vincono le minoranze organizzate.

Sebastiano Calella 24/11/2010 9.41