Stati confluisce in Futuro e Libertà: «per me nuovo inizio»

Alessandro Biancardi

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DANIELA STATI

DANIELA STATI

AVEZZANO. Dagli appelli a Berlusconi («mi venga a salvare») al partito di Fini in soli due mesi. Era stato già annunciato nei giorni scorsi, oggi è arrivata l'ufficializzazione.

 

Strappo definitivo per l'ex consigliere regionale con il Popolo della Libertà. L'ex assessore alla Protezione Civile, Daniela Stati, ha ufficializzato il suo passaggio nel gruppo di Futuro e Libertà. Lo ha fatto oggi nel corso di una conferenza stampa nella sua sede elettorale di Avezzano, alla presenza del capogruppo di Fli alla regione, Berardo Rabuffo, e del Vice Coordinatore regionale dello stesso partito, Emilio Nasuti.

Assente per impegni dell'ultima ora il coordinatore regionale Daniele Toto, che ha comunque inviato una nota a Daniela Stati in cui la ringrazia per l'adesione.

Nei mesi scorsi, dopo l'inchiesta della magistratura sul 'Gruppo Stati' l'ex assessore non aveva nascosto la sua delusione per non aver ricevuto cenni di solidarietà dai suoi colleghi di partito. Era stata costretta a dimettersi il 2 agosto proprio per il coinvolgimento nell'inchiesta sugli appalti per la ricostruzione della procura dell'Aquila, in particolare su alcune commesse per Abruzzo Engineering, nell'indifferenza generale, ha accusato più volte.

Troppo silenzio, poche e tardive (sostiene sempre lei) dichiarazioni di stima e fiducia incondizionata che solitamente in occasioni del genere non mancano. E Daniela Stati questo atteggiamento proprio non lo ha digerito, soprattutto da parte del presidente Chiodi, degli assessori, dei coordinatori regionali come Di Stefano, e dei deputati.

Dopo varie sfuriate pubbliche della Stati il senatore Andrea Pastore ha presentato una interrogazione parlamentare in cui si attacca aspramente il lavoro della procura e denunciando: «quell'inchiesta è basata sul nulla. E' un sufflè che si sta sgonfiando».

Ma nemmeno questo è bastato per far tornare il sereno in casa Stati.

Non erano mancate anche parole forti nei confronti dello stesso governatore e da lì la decisione inevitabile di passare nel gruppo misto non senza avvertimenti: «qualcuno pensava di aver tolto di mezzo Daniela Stati si sbaglia. Tornerò e comincerò da capo».

Si ricordano anche le sfuriate nei confronti del vicepresidente Alfredo Castiglione: argomento la regolarità delle operazioni inerenti Abruzzo Engineering. Stati contestava la mancanza di documenti e dunque la regolarità dei rapporti tra la Regione e la società mista.  Solo per un caso fortuito i due non si sono ritrovati nello steso schieramento: Castiglione, infatti, dopo poche ore di permanenza in Fli a deciso di ritornare nel Pdl sdegnato per essere stato scavalcato da Giampiero Catone.

Adesso con la nascita di Futuro e Libertà anche in Abruzzo Stati sostiene di essere politicamente rinata. Anche questa mattina l'ex assessore ha ribadito «di aver atteso serenamente un cenno di solidarietà dal suo partito dal quale si è sempre sentita mal sopportata e tollerata, insomma una persona di troppo».

«Con l'adesione a Futuro e Libertà - ha proseguito - ho iniziato un percorso diverso senza aver attuato una campagna acquisti e senza aver chiesto ad altri di seguirla in questa nuova avventura». «Intendo manifestare con la mia presenza un futuro di collaborazione sempre con e tra la gente».

Oggi quindi la Stati sta con Fini probabilmente anche delusa dalle mancate risposte del premier Berlusconi. «Che venga Berlusconi, che mi venga a salvare», disse l'ex assessore a Inizio settembre, «Che venga Berlusconi e mi ridia la dignità».

E questa mattina è previsto anche il summit sul rimpasto della Giunta regionale tra il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, e il vice, Fabrizio Di Stefano. L'incontro, che potrebbe essere interlocutorio, si svolgerà a Celano, di cui è sindaco Piccone. Il rimpasto, più volte rinviato nonostante sia invocato da settimane da più componenti del Pdl, si rende necessario per la sostituzione di Stati ma anche di Lanfranco Venturoni.

Ieri mattina l'ex assessore, indagato nell'inchiesta sui rifiuti della procura di Pescara ed ora all'obbligo di dimora nel comune di Teramo e quindi impossibilitato a lavorare per la Giunta, si è dimesso con una lettera inviata a Chiodi e Piccone.

 23/11/2010 13.31