Chiodi difende la sua sanità al consiglio comunale di Chieti

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2147

CHIETI. Questa mattina il presidente-commissario-assessore alla sanità Gianni Chiodi è ospite del Consiglio comunale straordinario di Chieti per discutere gestione, programmazione e sviluppo della Asl 2 e dei servizi sul territorio della città.

CHIODI E BERLUSCONICHIETI. Questa mattina il presidente-commissario-assessore alla sanità Gianni Chiodi è ospite del Consiglio comunale straordinario di Chieti per discutere gestione, programmazione e sviluppo della Asl 2 e dei servizi sul territorio della città.

Un incontro programmato da tempo e durante il quale i consiglieri delegati dai gruppi avranno 15 minuti a testa per formulare proposte, critiche ed osservazioni. Al termine sarà lo stesso Chiodi a tirare le somme della discussione. Un Chiodi dialogante a sorpresa, dopo mesi e mesi di contestazioni per la sua scarsa disponibilità al confronto che gli ha scatenato contro tutte le opposizioni al Consiglio regionale e alcune critiche anche all’interno della sua maggioranza che non lo ha mai difeso apertamente. Un dato politico da non sottovalutare, perché il malcontento monta ed i consiglieri regionali del Pdl, così come i sindaci ed i parlamentari di centrodestra, prima o poi dovranno prendere una posizione. Ieri il centrosinistra unito (grazie a Chiodi) ha ripetuto in una conferenza stampa all’Aquila che non parteciperà alle riunioni della quinta commissione sanità fino a quando Chiodi non illustrerà in Consiglio il Piano operativo sul ripianamento dei debiti, come a suo tempo promesso. Dunque i consiglieri di centrosinistra sono in rivolta contro l’esautoramento del Consiglio regionale e lamentano di aver conosciuto il Piano solo dalla stampa, senza dire che non condividono nemmeno le virgole di questi presunti risparmi che sarebbero dovuti solo ai tagli e non ad una politica sanitaria più oculata.

 CARMANICO (PD) RICORRE AL TAR CONTRO LE DECISIONI DEL COMMISSARIO CHIODI

 Proprio sull’emarginazione del Consiglio regionale si basa il ricorso al Tar di Franco Caramanico (Pd) contro Chiodi nella sua veste di Commissario alla sanità. Secondo il consigliere Pd si sarebbe reso responsabile di eccesso di potere perché «la competenza in materia di programmazione sanitaria spetta alla Regione, mentre al Commissario attiene la vigilanza sul Piano di rientro. Dunque il riordino della rete ospedaliera non poteva essere modificato se non con un atto normativo del Consiglio regionale e non con un provvedimento amministrativo del Commissario straordinario che non ha potere legiferante».

Allora Chiodi doveva assicurare solo l’attuazione del Piano di rientro così come concordato ed il Piano «non contiene il riordino della Rete ospedaliera come voluto dal Commissario. Senza contare che  ci doveva essere  un preciso raccordo con il Consiglio dei Sanitari e con la Conferenza dei Sindaci, di fatto mai avvenuto». Anche la chiusura dell’ospedale di Guardiagrele sarebbe illegittima: «la legge sancisce che  la Regione può autorizzare le Asl a modificare o trasformare le unità operative complesse, senza però modificare l'offerta assistenziale, rispettando il numero complessivo delle stesse e la dotazione dei posti letto. Dunque un atto del Commissario non può, nel momento in cui sancisce la disattivazione di interi presidi ospedalieri, modificare la pianificazione di posti letto ospedalieri».

 Infine Chiodi avrebbe commesso un’altra violazione della legge: chiudendo l’ospedale di Guardiagrele, di fatto viene compromessa la Rete regionale di emergenza-urgenza tuttora vigente. «Infine – continua Caramanico - nel programma di Chiodi emerge un’errata rappresentazione dei posti letto esistenti, il che comporta un’assegnazione di maggiori ricoveri alle strutture private rispetto a quelle pubbliche. Altrettanto distorta è la distribuzione del tagli tra le province: Teramo, dove è fortissima la mobilità passiva, ha subìto un taglio di molto inferiore a quanto accaduto a Chieti, che al contrario ha una mobilità attiva molto alta».

 GIARDINELLI, UDC: «RIATTIVARE I SERVIZI AL VECCHIO OSPEDALE CIVILE DI CHIETI»

 Al consiglio comunale di Chieti però si parlerà soprattutto della sanità locale, del futuro dell’ospedale e dei servizi ai cittadini, con alcune proposte che da tempo aspettano di essere realizzate. Come il ritorno sul colle di ambulatori e servizi dislocati a Madonna delle Piane, con tutti i disagi che si conoscono. Da tempo, con uno strano “stop and go” si parla della ristrutturazione del vecchio Ospedale civile. Cominciano i lavori di ristrutturazione, poi si fermano non si sa perché. Risultato: parte dell’edificio è stata resa disponibile di nuovo, ma non si sa per fare cosa. La proposta di riattivare questi lavori e di procedere al trasferimento di molti ambulatori, anche per decongestionare il SS. Annunziata, verrà illustrata a Chiodi da Alessandro Giardinelli, capogruppo Udc, il quale chiederà anche la vendita di alcuni edifici vecchi (vedi l’ospedale San Camillo da tempo dismesso) con una particolarità: il ricavato della vendita dovrà essere destinato alla Asl di Chieti, magari per l’acquisto di strutture del Villaggio Mediterraneo per le quali sono in corso trattative. Si era parlato infatti di una permuta con l’ex Inam e l’ex Ospedale pediatrico, dove allocare il nuovo Liceo scientifico di Chieti ed una Casa dello studente. Ma il progetto si è fermato, anche se in questa direzione sembra orientato anche il sindaco di Chieti. Oggi se ne saprà di più.

 ASL UNICA L'AQUILA, ACCORDO ECONOMICO PER DIPENDENTI

A L'Aquila è stato raggiunto un accordo tra Asl unica e sindacati su alcuni aspetti economici a favore dei dipendenti dell'ex Asl di Avezzano-Sulmona e quelli dell'Aquila, per un totale di circa 8 milioni di euro.

Nello specifico, al personale dell'Aquila verranno liquidati tutti gli incentivi accantonati fino al 31 dicembre 2009; sarà attribuita una nuova fascia economica, con decorrenza 1 gennaio 2009; la Asl provvederà, inoltre, al pagamento, entro dicembre 2010, di tutti gli arretrati relativi alle indennità di presenza, festivi, straordinari e quanto inserito nell'accordo sul terremoto. Si provvederà anche al mantenimento della mensa aziendale o, in alternativa, all'estensione dei buoni pasto a tutto il personale avente diritto: discussione già avviata, che si chiuderà nel prossimo incontro. La Asl darà corso a selezioni interne per il passaggio verticale del personale con qualifica di ausiliari e Ota in Operatori sanitari specializzati e del personale con qualifica di programmatore in collaboratore tecnico professionale. Per il personale dell'ex Asl di Avezzano-Sulmona è previsto il pagamento degli incentivi per il biennio 2008-2009; l'attribuzione di fasce economiche superiori nei limiti della disponibilità del fondo; indizione selezioni interne per il passaggio verticale dei lavoratori ausiliari e Ota in Oss; incarichi di coordinamento personale infermieristico mediante selezione; estensione del servizio mensa o utilizzo dei buoni pasto.

«L'accordo raggiunto rappresenta un successo per il sindacato - spiega il segretario regionale Cisl, Gianfranco Giorgi - perché va a chiudere entro il 2010 una partita che, ad Avezzano, si trascinava da anni con importanti risultati economici e contrattuali per tutti i lavoratori. L'obiettivo, accanto al perseguimento di servizi ottimali per i cittadini e di un livello qualitativo elevato delle prestazioni, resta la gratificazione dei lavoratori che lavorano per la crescita delle realtà sanitarie presenti sul territorio. Ciò anche alla luce dei tagli imposti dal Governo».

 Sebastiano Calella  19/11/2010 9.57