Dpefr, Chiodi: «patto di responsabilità per rilancio economia»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un «patto di responsabilità» in grado di porre tutti gli attori dello sviluppo regionale sullo stesso livello propositivo.

 

È la proposta che è emersa ieri nel corso dell'incontro di presentazione a tutte le parti sociali del Documento di programmazione economico finanziaria regionale (Dpefr) 2011-2013.

Accogliendo l'invito di sindacati e confindustria, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha annunciato la sottoscrizione di una intesa triennale per il rilancio del sistema economico regionale «che chiami in causa, ognuno con le rispettive responsabilità, tutti i soggetti abruzzesi».

«L'unica condizione indispensabile e necessaria - ha precisato il presidente rivolgendosi alle parti sociali - è che questa intesa non deve derogare dalla linea prioritaria che si è data questa Giunta fin dal primo giorno del suo insediamento e cioè la riduzione dell'indebitamento della Regione Abruzzo, che è la vera palla al piede dello sviluppo».

Nel suo intervento il presidente ha anche illustrato un percorso con un preciso cronoprogramma che porterà alla sottoscrizione di tutte le intese tra febbraio e marzo 2011.

«Bisogna affrontare tutti insieme - ha spiegato Chiodi - la sfida della competitività futura perché riprenderà l'economia ma non è sufficiente rispetto ai problemi che poi si dovranno affrontare. Accogliamo dunque l'invito arrivatoci da tutte le parti sociali e rilanciamo con una tempistica precisa e con contenuti, fissando i paletti della riduzione dell'indebitamento con una precisa politica di rigore. Perché - ha sottolineato il presidente - non c'è nessuna comunità al mondo che oberata di debiti, gravata di tasse possa avviare realisticamente un percorso di sviluppo. Questo governo regionale sta dando l'esempio perché sta riducendo fortemente il debito della Regione avendolo abbassato del 12,5% in diciotto mesi. Questo percorso deve continuare perché dobbiamo assicurare un futuro ai giovani abruzzesi e perché non è giusto che noi ci mangiamo tutto e lasciamo poi il debito alle nostre future generazioni. L'unica condizione - ha concluso Chiodi - è che finisca una volta per tutte in Abruzzo la prassi di firmare la 'cambiali mefistoteliche'».
Il Dpefr presentato ieri alle parti sociali affronta tutti i nodi che la Regione si troverà nei prossimi anni a sciogliere.

Dai problemi del Pil che in Abruzzo negli ultimi due anni ha fatto registrare tassi di crescita negativi, con punte elevate nel 2009 a causa del terremoto, fino alla produzione industriale con un netto -14%.

Sul fronte occupazionale, inoltre, l'impatto nettamente amplificato dell'effetto terremoto, è stato molto elevato con una riduzione delle unità lavorative del 5,8% e i dati sulla cassa integrazione testimoniano un evidente rallentamento dei processi produttivi.

La strategia per uscire dalla crisi, secondo il governo regionale, si muove su tre priorità: modernizzazione delle istituzioni regionali; riforme necessarie al miglioramento della competitività del sistema produttivo; politiche per la famiglia e le persone.

C'è poi lo strumento del Master Plan che si fonda su tre priorità: la creazione di un Polo del costruire "sostenibile": architettura biologica, risparmio energetico, qualità della vita, turismo sostenibile, energia rinnovabile; l'attivazione di un sistema integrato per fornitura di beni e servizi per il recupero del patrimonio artistico dell'Aquila; e infine il rilancio della filiera produttiva delle province costiere, incentrate sul settore metalmeccanico e dell'automotive incrementandone il potenziale innovativo.

Il bilancio 2010, invece, conta su 2 miliardi 736 milioni di euro di entrate tributarie e 32 milioni di entrate extra tributarie; la spesa sanitaria si muove su un fabbisogno di 2 miliardi 264 milioni, a cui vanno aggiunti 98 milioni per la cartolarizzazioni e 52 milioni per la copertura del disavanzo; le spese obbligatorie, invece, ammontano a 321 milioni.

Le spese per investimenti nel periodo 2011-2013 sono: 154 milioni per il Por-Fesr, 90 milioni per il Por Fse, 180 milioni per il Psr, 850 milioni per il Par-Fas per un totale complessivo di un miliardo 200 milioni. Nel 2010 è stato richiesto al governo centrale l'impiego di 101 milioni sul Par Fas per il ripristino di importi relativi al sistema sanitario regionale 2006.

In ultimo, il Dpefr affronta anche l'impatto della manovra finanziaria statale sul bilancio regionale: accostamento del 10% dei trasferimenti per deleghe ex Bassanini pari a 11,8 milioni e riduzione trasferimenti a tutte le regioni per le funzioni delegate di 4 miliardi per il 2011 e 4,5 miliardi per il 2012.

Quest'ultima misura incide nel bilancio della Regione Abruzzo per 137,4 milioni per il 2011 e 154,8 a partire dal 2012. I settori maggiormente colpiti sono: trasporto pubblico locale per 37,4 milioni, viabilità 35,5, incentivi alle imprese 20,3, ambiente 10,6 e vari minori.  

18/11/2010 9.15