Fini in Abruzzo. E Chiodi tenta il rimpasto

Alessandro Biancardi

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GIANNI CHIODI E NICOLETTA VERI'

GIANNI CHIODI E NICOLETTA VERI'

ABRUZZO. Gianfranco Fini sarà in Abruzzo il 4 dicembre prossimo.* LEGNINI INTERPELLA MARONI: «NO AD UN ASSESSORE A DISTANZA»

 

 L’appuntamento con il leader di Fli è stato confermato e la struttura del nuovo partito è già all’opera per la riuscita della manifestazione. In attesa del battesimo ufficiale sia il coordinatore Daniele Toto che il consigliere regionale Emilio Nasuti intensificano la campagna di proselitismo, che sabato vedrà l’ingresso ufficiale di Daniela Stati. Il che porterà a tre il numero del gruppo al Consiglio regionale.

«Ma non è questione di numeri, che non mancano e sono in aumento in diverse amministrazioni locali e sul territorio in generale – spiega Emilio Nasuti – noi abbiamo posto una questione politica di carattere generale ed un’altra di natura organizzativa. A Chiodi abbiamo chiesto un’agenda politica precisa, con alcune priorità che riguardano problemi concreti di interesse dei cittadini abruzzesi. Poi c’è un problema organizzativo: per ogni consiglio ci deve essere un preconsiglio dove dobbiamo essere informati di quello che andiamo a votare. Basta alzare la mano senza sapere».

 E sul rimpasto della Giunta regionale?

«Il problema prioritario per noi è che Chiodi prenda coscienza che c’è un partito nuovo e che vogliamo uscire dalle secche di una politica di vertice. Vengono prima le scelte, poi le poltrone».

 Ma è proprio sugli eventuali nuovi ingressi in Giunta che il Pdl si gioca la sua sopravvivenza come gruppo e come maggioranza. Da tempo priva di Daniela Stati, la squadra di Chiodi era in attesa delle decisioni della magistratura per decidere sulla sostituzione di Lanfranco Venturoni. Con l’obbligo di dimora confermato per la nota vicenda dei rifiuti, è stato lo stesso Venturoni a mettere a disposizione il suo incarico. E sarà un incontro a Teramo tra lo stesso Chiodi e l’assessore alla sanità a decidere la permanenza o meno in Giunta dell’assessore con i suoi problemi giudiziari. La scelta di Chiodi appare bloccata da almeno due paletti: uno degli assessori da nominare dovrà essere per forza aquilano, come chiede da tempo il capogruppo Gianfranco Giuliante. L’altro paletto dovrebbe essere la nomina alla sanità di un esterno al Consiglio regionale: infatti la nomina, ad esempio, di Nicoletta Verì scontenterebbe Lorenzo Sospiri, che già è in fibrillazione per la permanenza di Alfredo Castiglione, il figliol prodigo che ha avuto garanzie di permanenza al momento del suo ritorno all’ovile, dopo la breve esperienza di Fli. Quindi è probabile che a sostituire Venturoni sia chiamato un fedelissimo del coordinatore Filippo Piccone (qualcuno pensa a Giancarlo Silveri, manager Asl dell’Aquila) sia per conservare gli equilibri romani, sia per continuare in quella linea che ha prodotto il commissariamento della sanità abruzzese. Ma nel Pdl c’è pure un gruppo che è consapevole del malcontento per le scelte di vertice in sanità e che insiste per un segno di discontinuità politica. La richiesta è di affidarsi a politici di lungo corso e di provata esperienza: si fanno i nomi dell’ex senatore Dc Germano De Cinque e dell’ex consigliere regionale democristiano Fernando Galluppi, molto apprezzato negli ambienti giudiziari.

Sebastiano Calella  17/11/2010 9.58

 


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LEGNINI INTERPELLA MARONI: «NO AD UN ASSESSORE A DISTANZA»

 

ABRUZZO. Il senatore del Pd Giovanni Legnini torna a denunciare quella che ritiene «l'anomalia abruzzese», «un assessore a distanza».

Dopo che il Tribunale del Riesame ha confermato l'obbligo di dimora per l'assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, coinvolto nell'inchiesta della Procura pescarese sui rifiuti il parlamentare abruzzese sollecita nuovamente il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, a dare una risposta all'interrogazione.

«Il servizio sanitario - afferma Legnini - peggiora di giorno in giorno, toccando un livello mai raggiunto prima. La sensazione diffusa fra operatori e cittadini è quella di un totale abbandono di ogni volontà di rilancio del servizio. Per questo diciamo che Venturoni non può restare un minuto di più sulla poltrona di assessore alla sanità».

«Il governo nazionale - prosegue l'esponente del Pd - deve dare una risposta alla necessità di ripristinare il normale funzionamento degli organi collegiali della Regione, in un territorio investito da emergenze drammatiche quali quelle post-sisma, finanziaria, economico-sociale e morale».

Un vero caso-Abruzzo quello al centro dell'interrogazione presentata da Legnini il 26 ottobre scorso e richiamataieri in Aula a palazzo Madama, che vede il presidente della Regione svolgere, «oltre alle funzioni proprie, quelle di Commissario del Servizio Sanitario per l'attuazione del Piano di rientro nonché Commissario per la ricostruzione post-sisma, con un accentramento di poteri senza precedenti», mentre «la Giunta regionale è di fatto priva di due assessori per settori cruciali nella vita della Regione quali la sanità, la protezione civile, i rifiuti e l'ambiente». 

17/11/2010 10.26