Tutti vogliono salvare Abruzzo Engineering, in pochi vogliono sapere

Alessandro Biancardi

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CHIODI E BERLUSCONI

CHIODI E BERLUSCONI

ABRUZZO. Fioccano le mozioni per salvare i posti di lavoro di Abruzzo Engineering. La politica si mobilita per salvare «il carrozzone».* AUDIO. LE PORCATE DI ABRUZZO ENGINEERING SECONDO IL PRESIDENTE CHIODI

L’agitazione è palpabile anche in vista del prossimo incontro del cda del 17 novembre .

I sindacati hanno indetto uno sciopero dei lavoratori per l'intera giornata di oggi, con presenza di una rappresentanza davanti alla Regione, in occasione del Consiglio regionale.

La decisione, resa nota dalle quattro sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl Servizi, è stata assunta ieri in un'assemblea dei 193 dipendenti aperta alle forze politiche e istituzionali. Diverse le richieste: da quella di evitare la messa in liquidazione della società, chiarire la posizione della stessa rispetto all'affidamento dei lavori, rilanciarla attraverso l'applicazione ed il miglioramento del piano industriale, alla sua valorizzazione rispetto al lavoro che già sta facendo sulla ricostruzione ed a quello già fatto sulla larga banda. Infine, a tutte le forze politiche e istituzionali si chiede di esprimere chiaramente la volontà di trovare soluzioni di lavoro per la società.

Sempre ieri una mozione urgente volta ad «esercitare ogni azione tesa al rilancio della società Abruzzo Engineering e al suo impiego nei settori inerenti alla sua vocazione» è stata approvata all'unanimità dal Consiglio comunale dell'Aquila. Un testo, introdotto dal consigliere del Partito democratico, Vito Albano, che è in linea con quello presentato in Consiglio provinciale. Nell'ordine si chiede di scongiurare la procedura di messa in liquidazione della società, anche in relazione alla posizione della Regione Abruzzo.

«La situazione di Abruzzo Engeneering», si legge nel documento , «con 193 dipendenti, tutti altamente qualificati, che operano in settori di vitale importanza in questo momento per il nostro territorio, come sicurezza sismica, ricostruzione e superamento del digital divide, è solo una delle tante criticità del nostro territorio».

Prima di tutto il lavoro così come è già accaduto per rivendicare commesse o finanziamenti pubblici nel passato. Qualcosa, però, sembra stia cambiando negli equilibri interni della dirigenza della società ma comunicare ai cittadini cosa sta accadendo e quali sono le volontà della amministrazione Chiodi non è un pensiero che sfiora nessuno.

Sullo sfondo c'è il lavoro di diverse procure che indagano su vari profili l’attività di questo che era il gioiello voluto da Ottaviano Del Turco e gestito dal suo braccio destro Lamberto Quarta. Lo stesso presidente Chiodi ha denunciato in Consiglio regionale episodi gravissimi che avrebbero contribuito a far sprofondare la società mista nel baratro ed arricchire il socio provato Selex.

Un intero universo amministrativo sconfinato che si è occupato di tutto, dalla banda larga (ancora un miraggio) ai segreti del G8, ai rifiuti, alla protezione civile, alle nuove tecnologie nella pubblica amministrazione e a decine di altri progetti di cui nessuno sa e può dire che tipo di utilità abbiano.

Si potrebbero fare molte domande per capire cosa è ed è stato Abruzzo Engineering invece la politica decide di salvare il “metodo” AE e non sembra un problema se illeciti siano stati commessi. Ae conta oggi 193 dipendenti tra cui circa 100 ex lsu assunti grazie ad un finanziamento miliardario che doveva stabilizzarli e circa 100 assunzioni clientelari (Chiodi le dà per certo) anche a chiamata diretta. La cortina di fumo è una abitudine consolidata e pare che nessuno sia nemmeno interessato alla famosa relazione sui conti affidata dallo stesso presidente della Regione al suo socio di studio Carmine Tancredi. Il documento di incarico è tenuto ancora segreto così come i risultato di quella relazione. Nei giorni scorsi intanto sarebbero state sottratte alcune deleghe all’ex direttore Vittorio Ricciardi (indagato nell’inchiesta per truffa sulla costituzione della società ed il passaggio di quote alla Provincia).

Alcuni poteri operativi sembra siano stati assegnati al consigliere Vincenzo Genovesi (risorse umane) e ad al presidente Francesco Carli (organizzazione aziendale).

Pare siano state inoltrate anche alcune richieste di aspettativa per alcune persone vicine allo stesso Ricciardi qualcuno pensa che abbiano accolto un “consiglio” giunto dall’alto per facilitare l’eventuale ricambio.

COSTANTINI: «ATTI PASSINO IN CONSIGLIO»

E mentre Pdl e Pd fanno asse comune per salvare la società il consigliere regionale Carlo Costantini (Idv) chiede che qualsiasi decisione su Abruzzo Engineering passi per il Consiglio Regionale.

«Chiodi ha denunciato pubblicamente che in passato la conduzione e gli stessi rapporti tra Abruzzo Engineering e la Regione sarebbero stati contrari alla legge», ricorda il capogruppo Idv, «è singolare che, per fare queste rivelazioni, abbia dovuto attendere non solo oltre un anno di studi e di ricerche del superconsulente e suo socio di studio appositamente nominato, ma addirittura anche l’istituzione di una commissione speciale di inchiesta, da parte del Consiglio Regionale. Ma è ancora più singolare che Chiodi pensi di ripristinare la legalita’ violando la legge. La legge regionale n. 34/07 assegna ad Abruzzo Engineering l’esercizio di diritti esclusivi dell’Ente Regione, nelle materie indicate al comma 2 dell’art. 11. Dunque, se Chiodi ritiene che la soluzione migliore sia lo smantellamento integrale di Abruzzo Engineering, revocandogli i compiti che la legge gli assegna, può farlo solo venendo il Consiglio Regionale ed assumendosi la responsabilita’ di proporre una nuova legge di modifica di quella attualmente in vigore, che oggi continua a vincolarlo e che non puo’ neppure immaginare di poter derogare, come invece fa quotidianamente nella sanita’ e nella ricostruzione. E sempre in Consiglio Regionale», conclude Costantini, «dovrà anche spiegare perche’, dopo aver votato l’istituzione di una Commissione speciale che nasce con l’obiettivo di fare chiarezza sul passato, proprio per poter guardare con rinnovata fiducia al futuro, abbia poi cambiato idea e deciso di mandare tutto all’aria».

 16/11/2010 8.25