Violenza su minori in Abruzzo, il 91,6% avviene in casa

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il 91,6% della violenza si consuma fra le mura di casa. Aumentano i casi di pedofilia, che vedono vittime non più solo le bambine, ma anche i bambini.

Sono in prevalenza vittime di maltrattamento psicologico (50%) e di trascuratezza (58%), ma anche di violenza assistita (23%) ed abuso sessuale (18%), i bambini abruzzesi, che ricevono le violenze nel 91,6% dentro la propria casa, il luogo che invece dovrebbe proteggerli e farli stare al sicuro. Spesso a scatenare la violenza sono le conflittualità familiari (44%), le separazioni (36%), la dipendenza da alcool e droga (17%), la malattia mentale (17%).

Nella maggior parte dei casi le vittime di violenza hanno fra i 6 e i 10 anni (47%) e sono bambini maschi (58%).

E’ questo, in sintesi, il ritratto dell’infanzia e dell’adolescenza vittima di violenza in Abruzzo, presentato dal Centro per l’età evolutiva “Primavera” di Scerne di Pineto, che da 13 anni gestisce il progetto obiettivo regionale di interventi sanitari per minori a rischio e loro famiglie, promosso dalla Regione Abruzzo e convenzionato con l’Azienda ASL di Teramo.

In occasione del seminario “Sconfiggere la violenza” svoltosi oggi a Scerne per celebrare in Abruzzo la Giornata Mondiale del Fiocco Giallo per la prevenzione del maltrattamento sui bambini, alla quale sono intervenuti oltre 200 partecipanti fra operatori abruzzesi e studenti dei licei di scienze sociali della Regione, il Centro studi ed il Centro “Primavera”, strutture per la protezione dei bambini volute da don Silvio De Annuntiis, hanno svolto la più ampia ricerca mai effettuata nella nostra Regione, analizzando un largo campione 399 casi di minori abusati in Abruzzo e presi in carico in 13 anni di attività del progetto obiettivo.

La ricerca ha messo a fuoco, in particolare, le caratteristiche dei bambini vittima, i fattori di rischio del maltrattamento, il profilo degli autori della violenza, la diagnosi dei danni prodotti e gli interventi di cura messi in atto.

«Sono dati importanti per capire il fenomeno della violenza sui bambini in Abruzzo – commenta Andrea Bollini, direttore del Centro Studi di Scerne – perché, per la prima volta, disponiamo di informazioni su un largo spettro di tipologie di maltrattamento. Questo quadro ci aiuta anche ad attivare interventi più specifici di riparazione dei bambini, ma anche di prevenzione della violenza. Su questo speriamo che la Regione aumenti gli sforzi per combatterla».

PIU' BAMBINI CHE BAMBINE

I bambini vittima di violenza sono per il 58% maschi e per il 42% femmine. La fascia di età in cui l’abuso si manifesta è fra i 6 e i 10 anni (47% dei casi) e dagli 11 ai 14 anni (32%). Il 97% è di nazionalità italiana, il 3% di nazionalità straniera. Le violenze più diffuse sono la trascuratezza (58%), che colpisce i bambini per omissioni fisiche e psicologiche dei genitori di fronte ai bisogni dei bambini, il maltrattamento psicologico (50%), che si esprime con pressioni psicologiche, aggressioni e violenze verbali, la violenza assistita (23%, un totale di 71 bambini sui 315 analizzati), che si ha quando i bambini vengono esposti a liti violente e aggressioni fisiche in famiglia, la violenza sessuale (18%), il maltrattamento fisico (16%, 50 bambini del campione), consistente spesso in violenze fisiche, percosse, morsi.

I GENITORI PRIMI NELLA TRISTE CLASSIFICA

Ma quali sono le caratteristiche di chi commette queste violenze? Il più delle volte le violenze avvengono a casa (91,6%) e gli autori della violenza sono spesso i genitori: nel 55,8% dei casi sono entrambi i genitori a commetterla, nel 12% solo la madre, nel 9,9% solo il padre, nell’8% dei casi il genitore insieme ad altri familiari. A scatenare queste violenze sono spesso è la conflittualità fra i genitori (44%), le separazioni difficili (36%), l’estrema deprivazione e la povertà (24%), ma anche le patologie mentali (18%), la dipendenza da droghe e alcool (17%), i problemi dei familiari con la giustizia (9%).

A scoprire e ad inviare i casi di bambini abusati sono i servizi sociali nel 29%, i pediatri e i medici di famiglia nel 33% (spesso su richiesta stessa dei genitori inviano i bambini al Centro), i consultori familiari (8%), le Comunità educative (22% degli utenti). Al momento dell’ammissione i bambini vittime di violenza presentavano disturbi psicologici nel 94% dei casi, un bambino abusato su 4 presentava ritardi cognitivi, motori e nel linguaggio, un bambino su 3 disturbi relazionali (36%), mentre il 6% risultava affetto da sindrome post-traumatica da stress, il 5% da disturbi dell’attenzione e dell’iperattività, un altro 5% da danni fisici ed il 4% dei bambini abusati anche da disturbi del comportamento alimentare.

LA PSICOTERAPIA

Quali percorsi di cura dei bambini maltrattati il Centro Primavera ha messo in atto nel 48% la psicoterapia individuale, nel 10% la psicoterapia familiare, nel 29% il sostegno psicologico e nel 15% la terapia riabilitativa. La media del periodo di cura è fra i 2 e 3 anni, che salgono nei casi di abusi con danneggiamenti più gravi.

Un approfondimento specifico meritano i dati relativi agli abusi sessuali (esaminati 56 bambini vittime di abuso sessuale in Abruzzo). Le bambine vittime di abuso sessuale rappresentano il 57% ed i bambini maschi il 43%. Un dato quest’ultimo notevolmente alto, che fa comprendere come oggi la violenza sessuale non colpisca più solo le bambine, ma anche i bambini, soprattutto per il diffondersi di casi di pedofilia, che prima raramente venivano denunciati. Gli abusi sessuali avvengono nel 72% solo a casa, il 5% fuori casa ed il 4% attraverso l’uso della rete internet. Gli autori di abuso sessuale sono il padre (31%), lo zio/a (12%), dal nonno/nonna (4%), dal convivente (11%), dal vicino o conoscente (11%), dal genitore insieme ad altri familiari e non (23%), da sconosciuti (4%).+

 «BISOGNA FARE ANCORA MOLTO»

«In Abruzzo molto è stato fatto, ma molto ancora resta da fare – ha detto la consigliera regionale, Nicolettà Verì, presidente della V Commissione – soprattutto per dare procedure chiare di intervento per proteggere un bambino, a cominciare dalla figura del garante». D’altro canto, ha ripreso la consigliera regionale, Marinella Sclocco, «la Regione Abruzzo è al 15° posto in Italia per la spesa in servizi per l’infanzia. Dobbiamo sicuramente investire di più sui bambini».

 «I bambini sono la sorgente più viva e zampillante del futuro del nostro pianeta ed è fondamentale preservare questa loro peculiarità», ha detto il governatore Chiodi tramite un messaggio scritto. «Ogni forma di abuso profana la più intima essenza del bambino, minandone la fiducia nel futuro  e nella società,  provocando ripercussioni negative sia a livello fisico che psicologico. E’ dovere di ogni governo fare in modo che tutto questo non avvenga utilizzando gli adeguati strumenti legislativi che tutelano il minore. “Prevenire” è la parola chiave e d’ordine per tutte quelle istituzioni che metteranno in atto sistemi efficaci per la protezione dei bambini».

 

15/11/2010 17.45