Abruzzo Engineering, porto delle nebbie e dei «bugiardoni», Finmeccanica santuario "inviolabile"

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. A che serve Abruzzo Engineering e perchè è stata fondata? Per occuparsi di faccende tecnologiche e per abbattere il digital divide in Abruzzo. *AE, SERVONO ALTRI FONDI: CI PENSA BERLUSCONI

Allora se è per questo ha fallito e pure ripetutamente il suo obiettivo. Doppio fallimento perchè a combattere il digital divide in Abruzzo ci sono due società gemelle, Abruzzo Engineering e l’Arit, l’Agenzia regionale per l’informatica di cui PirmaDaNoi.it ha scritto in abbondanza svariate “sviste” ed “errori” madornali che nessuna procura ha voluto nè notare nè approfondire.

Dubbi e voci insistenti però da anni puntano dritto alla creatura di Del Turco, Abruzzo Engineering, che ha subìto anche diverse inchieste di varie procure, un paio di sicuro archiviate con un nulla di fatto e l’invio degli atti alla Corte dei conti per valutare alcune responsabilità contabili e marginali.

Ora però altri inquirenti, altri tempi e altri indizi sembrano descrivere un panorama diverso. Sono anni che il vecchio braccio destro dell’allora presidente Del Turco, Lamberto Quarta, sistemato in Abruzzo Engineering in posizione di massima responsabilità, ha più volte snocciolato date per la conclusione dei progetti milionari che prevedevano la copertura completa della Adsl in Abruzzo, quel servizio che oggi è diventato indispensabile per privati ed aziende se davvero vogliono stare sul mercato. Ed invece in molte zone d’Abruzzo si viaggia ancora con il modem a 56k, roba da archeologia…

Anno dopo anno gli obiettivi sembravano sempre dietro l’angolo ma il traguardo non si è mai raggiunto. Le inchieste giudiziarie si sono portate via Quarta e alcuni del vecchio consiglio di amministrazione (ma solo alcuni) che sono stati sostituiti da nuovi rappresentanti, nominati dall’attuale presidente Chiodi (nel cda c’è anche Domenico Longhi che è dirigente della Regione del settore informatico). Anche questi però continuano a promettere e bruciare risorse pubbliche aspettando risultati.

Sul sito ufficiale della società mista di cui fa parte la Regione, la Provincia dell’Aquila e la Selex (Finmeccanica) l’ultimo comunicato stampa è del 15 marzo 2010 (a sottolineare la grande vitalità) ed assicura «entro il 2010 tutti i 108 Comuni della Provincia dell’Aquila saranno cablati». Bene, aspetteremo anche quest’ultima promessa.

Intanto però l’ultima inchiesta sul presunto malaffare della politica e sui certi rapporti disinvolti tra amministratori, la prima sulla gestione del centrodestra, ha squarciato il velo di omertà e di opacità che da sempre avvolge la società grazie alle molteplici complicità istituzionali.

L’impressione è che molte delle cose che in passato abbiamo scritto erano verosimili nonostante le varie minacce di ritorsioni giudiziarie che alcuni hanno più volte propagandato in riunioni e incontri. Omertà ed opacità viaggiano di pari passo: per esempio in quale sito istituzionale sta scritto che il socio di studio del presidente Chiodi, Tancredi, ha ricevuto una consulenza per la Regione? E di cosa si occupa precisamente?

Perchè si sono dovute attendere le intercettazioni per sapere che gli assessori regionali facessero rapporto a Tancredi sugli affari di Abruzzo Engineering?

Uno dei misteri più grandi per esempio riguarda il bilancio della società che nasconderebbe perdite enormi ma Chiodi preferisce parlarne solo in privato.

Già il commento dello stesso ex assessore Daniela Stati sui vertici della società («sono dei bugiardoni») non lascia ben sperare e poi nelle intercettazioni si parla di debiti -sembra di capire- più o meno occulti se è vero che sono spuntati fuori “a sorpresa”.

Lo stesso Chiodi parlando con Stati più volte fa riferimento al fatto che i debiti sono molti di più di quelli che si aspettavano.

I dirigenti della Regione poi svelano un ulteriore inquietante modus operandi: lavori per milioni di euro commissionati dalla Regione senza determine o delibere, dunque senza quella regolarità formale e burocratiche che può permettere controlli in una azione democratica di un ente che utilizza soldi pubblici.

Come è stato possibile? Di chi sono le responsabilità? E perchè nessuno degli attuali amministratori ha aperto bocca in merito? Domande che ora, probabilmente, avranno risposte giudiziarie anche perché finora le risposte della politica si fanno desiderare. La società è in forte perdita e l’esposizione bancaria è enorme ed insostenibile.

Le cose vanno talmente tanto male che pure il socio privato ha alzato la voce rivendicando ben 20 milioni di euro ma a giudicare dalle intercettazioni (dove evidentemente si dicono cose diverse da quelle “ufficiali”) i debiti totali sarebbero tra i 40 ed i 60 mln di euro.

La posizione del centrodestra tuttavia non sembra essere ottimale non essendo più in grado di scaricare tutte le colpe (come certa politica fa spesso) sui predecessori. Chiodi e la sua giunta ha infatti preferito la strada del “salvare il salvabile”, negando all’opinione pubblica la verità sulle responsabilità dei suoi predecessori. Dunque, la società è in forte perdita ma non ci si domanda perchè continuare a sprecare fondi pubblici per una società che in tutte le gestioni non ha saputo produrre utili.

Il ricordo allora non può non andare all’entusiasmo dei primi giorni quando l’allora presidente Ottaviano Del Turco riuscì a concretizzare il suo sogno: la creazione di Abruzzo Engineering che avrebbe potuto risolvere ogni male esaltando il ruolo del socio privato, la Selex di Finmeccanica, colosso con il quale Del Turco ha sempre avuto un ottimo feeling.

Ad ottobre del 2007 in occasione della presentazione del nuovo piano industriale Del Turco sorridente era tra Pierfrancesco Guarguaglini, presidente di Finmeccanica, e Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex Se-ma, la società di Finmeccanica che si occupa del progetto per lo sviluppo tecnologico della regione.

In quella occasione l’ex governatore ribadì «stiamo facendo cose senza precedenti e straordinarie», ma a tre anni di distanza gli abruzzesi attendono di sapere a cosa si riferisse con precisione, seguì la consueta lista delle buone intenzioni (in buona parte non realizzate). Quasi un pensiero fisso per la sua “creatura” tanto che dall’affollato isolamento del suo carcere Del Turco confidò all’amico e paesano Pisegna la sua preoccupazione proprio per Abruzzo Engineering. L'ex governatore precisò che vi sono «partner e gruppi importanti come Finmeccanica e altri e quindi è un'operazione che va curata» e si augurava che qualcuno potesse «proseguire il lavoro» che stava svolgendo.

A cosa si riferisse precisamente Del Turco è difficile dirlo. Sta di fatto che le “ultime volontà” sono state pienamente recepite dalla nuova giunta di centrodestra che ha sposato la linea della continuità. Tutto come prima sembra di capire.

 IL PARTNER IMPORTANTE: L’INTOCCABILE FINMECCANICA

 Di recente però proprio quell’importante partner, Finmeccanica, è al centro di alcune inchieste giudiziarie che hanno svelato scenari preoccupanti come tangenti e maxiriciclaggio.

Inchieste che fanno paura e mettono in allarme quei vertici intoccabili e potenti: ad indagare su quanto fatto da Finmeccanica c’è il pm Henry John Woodcock dalla procura di Napoli che vuole vederci chiaro ed è arrivato a sequestrare anche atti che riguardano la Valle del Giovenco, la squadra di calcio della Marsica, che appare sempre più indissolubilmente legata alla Selex di Sabatino Stornelli e dunque a Finmeccanica.

Un intreccio ad altissimi livelli in salsa marsicana. Su Finmeccanica, passando da Abruzzo Engineering, indaga ora anche la procura dell’Aquila dopo che gli atti sono stati inviati da quella di Pescara.

Gli inquirenti avrebbero già raccolto elementi generici su quello che potrebbe essere lo scenario di intrecci ed interessi, sono state operate diverse perquisizioni e raccolti documenti, intanto si cerca il coordinamento con la procura di Napoli che pare non intenda fermarsi.

Inchieste che partono da lontano, toccano personaggi potenti di mezza Italia e ritornano in Abruzzo passando anche per la Protezione Civile e gli appalti della ricostruzione aquilana. Nel filone della Finmeccanica è tra l’altro anche indagata il neo prefetto dell’Aquila Iurato.

Come detto a presiedere la neonata società mista, Abruzzo Engineering, venne messo l’onnipresente Quarta che aveva già ottenuto ruoli anche cuciti su misura dopo la scommessa finita male di andare in Parlamento.

Una gestione contrassegnata da un notevole passivo e da numerosi affidamenti ottenuti direttamente dalla Regione senza troppe formalità, milioni di soldi pubblici girati di fatto alla società mista che in quanto tale è formata anche dal privato (la Selex) che ne ha tratto benefici e grattacapi.

Anche in questo caso c’è l’amarezza che certe cose, forse, potevano essere scoperte molto tempo fa quando pure la stessa procura dell’Aquila aprì alcune inchieste  che si sono spente con un nulla di fatto.

C’è bisogno dunque di chiarezza su Abruzzo Enginering e trasparenza.

02/09/2010 10.08

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AE, SERVONO ALTRI FONDI: CI PENSA BERLUSCONI

 ABRUZZO. Nelle intercettazioni della inchiesta sul “gruppo Stati” sembrava di capire che il finanziamento del “progettino” ideato dall’ex assessore, oltre a far lavorare gli abruzzesi poteva servire anche a rimettere in sesto finanziariamente la società.

Di sicuro allora avrà fatto piacere sapere a fine agosto che nuovi soldi pubblici saranno girati ad Abruzzo Engineering che dovrebbe così occuparsi di alcuni servizi.

Il 13 agosto, infatti, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha firmato un'ordinanza di Protezione civile che autorizza gli enti locali abruzzesi ad avvalersi della società regionale 'Abruzzo Engineering' per diverse attività relative alla ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009.

Il provvedimento, informa il Dipartimento, fa seguito «a ripetute richieste da parte del Commissario delegato - presidente della Regione Abruzzo, del vice commissario delegato - sindaco dell'Aquila e del presidente della Provincia dell'Aquila, acquisita l'intesa della Regione Abruzzo».

In particolare, la misura consente al Comune dell'Aquila di avvalersi di 'Abruzzo Engineering' fino al 31 dicembre 2010 sulla base di un'apposita convenzione nel limite massimo di 1.080.000 di euro, nonché a prorogare sempre al 31 dicembre, la precedente convenzione stipulata sempre con 'Abruzzo engineering' nel limite massimo di 490mila euro.

L'ordinanza prevede inoltre che anche la Provincia dell'Aquila possa prorogare fino al 31 dicembre 2010 la convenzione stipulata nel 2009 con la società fino ad un massimo di 400mila euro.

Il provvedimento indica inoltre la data del 30 settembre 2010 come termine ultimo per la presentazione di una dettagliata relazione da parte del Commissario delegato - presidente della Regione Abruzzo, del Vice commissario - sindaco dell'Aquila e del presidente della Provincia dell'Aquila al Dipartimento della Protezione civile finalizzata ad una disamina particolareggiata in ordine all'impiego del personale assunto a qualsiasi titolo sulla base delle ordinanze di protezione civile, compreso quello operante sulla base delle convenzioni stipulate con 'Abruzzo Engineering', specificando le attività svolte, le mansioni, i corrispettivi erogati e i risultati conseguiti.

Ancora una volta, dunque, rileva la Protezione civile, «il presidente del Consiglio ha inteso accogliere le richieste provenienti dalle amministrazioni abruzzesi al fine di consentire la più celere risoluzione delle problematiche post-terremoto. Di converso si è ribadita la necessità di giungere ad un tempestivo ripristino delle procedure di gara ordinarie e, nell'ottica di una trasparente gestione delle risorse, si è disposto che le Amministrazioni forniscano dettagliate relazioni sul loro corretto impiego».

 

02/09/2010 10.13