Terremoto, Cialente: «i soldi ci sono ma qui non arriva niente»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1636

L'AQUILA. E' preoccupato e irritato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente che denuncia ritardi nel trasferimento delle risorse economiche.

Il primo cittadino, infatti, sostiene che non siano state ancora trasferite ai Comuni le somme, peraltro disponibili presso la struttura commissariale, necessarie per fare fronte alle spese dell'emergenza, a cominciare dalle opere provvisionali per finire con tutte le altre voci previste dalle ordinanze.

«Senza queste somme - scrive Cialente in una nota al commissario per la Ricostruzione Gianni Chiodi, al suo vice Antonio Cicchetti e, per conoscenza, al premier Berlusconi, al sottosegretario Gianni Letta e al vice capo dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli -, come a voi noto e ripetutamente ricordato, si stanno bloccando la messa in sicurezza del centro storico e la ricostruzione e, soprattutto, si stanno portando al fallimento decine di imprese che hanno avuto la "disgrazia" di venire a lavorare all'Aquila».

«Tra l'altro - si legge ancora nella nota - mi giunge notizia che, in luogo dei 64 milioni di euro richiesti dai Comuni del cratere e peraltro disponibili (da almeno 45 giorni), verranno trasferiti solo 38 milioni di euro. Chiedo pertanto un incontro urgente permettendomi al contempo una riflessione: temo che quanto sta avvenendo sia l'ennesima testimonianza della grande confusione che, ormai, regna sovrana e che mi ha costretto alle dimissioni da vice commissario alla ricostruzione».

«I fondi, anche se pochi e insufficienti, ci sono - ha concluso Cialente - devono arrivare e, soprattutto, devono farlo senza aspettare 4 settimane».

Intanto ad oggi nel Comune dell'Aquila e nei comuni del cratere le persone in soluzioni alloggiative a carico dello Stato sono ancora 23.422 , sono 14.902 quelle beneficiarie del contributo di autonoma sistemazione e 2.700 quelle che vivono in strutture ricettive e strutture di permanenza.

E tra 8 giorni partirà la raccolta firme a favore della legge d'iniziativa popolare per la ricostruzione dell'Aquila ma anche per la prevenzione su tutto il territorio nazionale.

«La proposta di legge - ha spiegato Luigi Fabiani, uno dei promotori dell'iniziativa - si sviluppa attraverso cinque linee guida che l'assemblea ha calato fin dall'inizio nella bozza di legge che si e' ampliata pian piano con l'apporto di tutti quanti sono: il ritorno alla gestione normale da parte delle autorità competenti, non biosgna fare piu' ricorso ai commissari o commissariamenti, ci sono figure costituzionalmente e istituzionalemnte previste, come il sindaco e il presidente della Regione che hanno tutti gli strumenti normativi per gestire l'ordinario ritorno alla ricostruzione. La seconda linea guida - ha proseguito e' quella della trasparenza. Noi vogliamo che in tutti questi passaggi ci sia un controllo da parte dei cittadini, da parte delle istituzioni in maniera incrociata in maniera tale che nulla possa sfuggire in modo che non si possa dire dove sono i finiti i soldi. Il terzo punto - ha proseguito il rappresentante del comitato permanente di Piazza Duomo - riguarda l'impegno per il rilancio economico e sociale per riportare l'economia del cratere ai livelli ante terremoto».

Gli altri punti riguardano la ricostruzione garantita al 100 per cento in una maniera ecosostenibile senza occupazione indebita di altro territorio, il rilancio dell'occupazione e i mutui che «potrebbero essere assorbiti da una società che farebbe capo al ministero delle Finanze e cosi' non graverebbero più alle banche e sui cittadini».

12/11/10 11.06