Precari, Cgil contro nuova legge. E a Pescara «prima le poltroncine nuove poi i lavoratori»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Precari della Regione contro il provvedimento del Consiglio. E a Pescara Allegrino contro il presidente Testa: «si spende per rifare il look della Sala ma non si pensa ai co.co.co».

 

Se l'assessore al Personale Federica Carpineta sostiene che si stia dando corso alle direttive della giunta quelli più scontenti restano i precari.

 Carmine Ranieri, segretario generale Cgil Fp Abruzzo sostiene che la legge approvata «lungi dal risolvere il problemi dei precari della Regione Abruzzo e garantire l'espletamento di servizi essenziali (informatica, bura, ambiente, ecc...) crea evidenti problemi di legittimità ed opportunità».

Per l'esponente della sigla sindacale il provvedimento di fatto consente al personale delle segreterie politiche, assunte per intuitu personae, di beneficiare dei vantaggi della norma e ciò «non solo è inopportuno, stante il carattere fiduciario con il quale sono stati assunti tali lavoratori, ma è anche illegittimo poiché contrario ai principi costituzionali di buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione».

A fine mese cominceranno a scadere i contratti di lavoro e certamente non ci sarà il tempo per preparare il bando di concorso, pubblicarlo, indire le prove scritte ed orali, espletarle, stilare le graduatorie, pubblicarle, disporre le nuove assunzioni. «E' dunque facile immaginare che ci sia la volontà di mandare a casa molti precari», sostiene Ranieri, «in virtù di una sorta di principio di spoil system che non ha alcuna giustificazione. Molti servizi non saranno più garantiti. Basti pensare alle gravi conseguenze che potrebbe portare il blocco del Servizio Informatica della Regione Abruzzo, dove operano oltre 30 precari. Eppure il regolamento regionale per le assunzioni a tempo determinato prevede la possibilità di assumere a tempo determinato anche per soli titoli. Ma in regione si preferisce, con l'assenso dell'Assessore competente, approvare una legge di dubbia costituzionalità e che non risolverà nulla».

Nell'ultimo incontro con l'assessore Carpineta l'esponente della Cgil ricorda che si era concordato di verificare la possibilità che i contratti in scadenza potessero essere prorogati e nei casi in cui ciò non fosse avvenuto, effettuare procedure snelle e rapide per l'attivazione dei contratti a tempo determinato.

«Si era anche convenuto di lavorare insieme (maggioranza, sindacati, opposizione) per l'approvazione di una legge regionale che superasse definitivamente il problema del precariato», ricorda Ranieri, «quel che è avvenuto è tutta un'altra storia».

Intanto anche alla Provincia di Pescara non si muove niente per i precari che chiedono la stabilizzazione. Oggi, però, la consigliera dell'Idv, Antonella Allegrino, contesta la decisione presa dall'Ente pubblico di avviare il restyling della Sala dei Marmi,» mentre il rilancio di Provincia e Ambiente e il riassorbimento dei 18 lavoratori in cassa integrazione aspetta da un anno».
Allegrino parla di «dualismo che da oltre un anno scandisce le tappe dell’amministrazione Testa: la forma prima della sostanza».

La novità riguarda appunto il look della Sala dei Marmi che sta per essere in parte rinfrescato, per espresso volere della presidenza del Consiglio e dei consiglieri di maggioranza.

Nei fatti si sta provvedendo a fornire l’Ente di un nuovo sistema di amplificazione, voto e computo delle presenze che costerà circa 40.000 euro, quanto al look, la spesa arriva a circa 17.000 euro ma riguarda solo le nuove poltrone dei consiglieri. «Un costo eccessivo per 34 poltroncine per cui sarebbero stati consultati noti negozi di design di Pescara», tuona Allegrino, «forse per renderle oltre che più confortevole e invitanti, anche più modaiole».
La consigliera dell'Idv chiede però che fine abbiano fatto la questione dei servizi lasciati scoperti dai precari, i progetti europei, la sede attesa dell’istituto alberghiero, l’atteso rilancio di Provincia e Ambiente, la Spa di cui la  Provincia detiene il 78 per cento delle quote che oggi ha 18 dei 23 lavoratori in cassa integrazione.

11/11/2010 9.51

CARPINETA: «ERA TUTTO CONCORDATO»

«Il testo approvato -affermano in una nota l'assessore al Personale Federica Carpineta, insieme ai segretari territoriali di Cisl, Uil, Csa, Direr,Confsal/Fenel - è la trasposizione di quanto concordato nella riunione del 5 novembre tra l'assessore e tutti i rappresentanti delle diverse sigle sindacali. Quanto è stato concordato in quella riunione, va precisato, altro non è che il risultato dell'intenso e positivo confronto al quale hanno partecipato le stesse sigle sindacali. Mai, in quella sede di confronto, è stata affrontata l'ipotesi di inserire sia nella concertazione sia poi nelle successive previsioni legislative o amministrative, stabilizzazioni, riserve di posti o valorizzazioni di anzianità nei concorsi per i lavoratori che hanno maturato esperienze nelle segreterie politiche o nei gruppi consiliari della Regione Abruzzo. Ciascuno dei partecipanti alle riunioni di concertazione, infatti, era ed è ancora perfettamente consapevole che una simile ipotesi non era assolutamente ammissibile. Non se ne è mai parlato. Non si poteva farlo e nessuno pensava che si potesse fare, perché la legge non lo ammette».

Ma per Rosanna Mattoscio della Rsu Cgil il «colpo di mano» avvenuto «per l’ennesima volta in Consiglio Regionale, non risolve i problemi organizzativi dell’Ente e non dà risposta nella sostanza alla questione dei precari e delle loro legittime aspettative, pregiudicano ulteriormente efficienza dell’Ente, alla tanto sbandierata meritocrazia2

«E’ ora di cambiare rotta», chiede Mattoscio, «la macchina organizzativa dell’Ente deve finalmente essere messa in grado di funzionare».  

11/11/2010 16.51