Pd abbandona commissione Sanità, «Consiglio regionale scavalcato»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO.  I consiglieri regionali del Pd  hanno abbandonato oggi i lavori della commissione  sanità del Consiglio Regionale.

Giovanni D’Amic, Claudio Ruffini,  Marinella Sclocco hanno abbandonato i lavori della Commissione sanità e si è alza così nuovamente il livello dello scontro dopo le polemiche già avanzate ieri nel corso del Consiglio Regionale. L'iniziativa è stata promossa in palese contestazione dei metodi adottati dal Commissario  Chiodi e dei contenuti del Piano operativo della sanità - riorganizzazione della rete ospedaliera. «Il documento, dato alla stampa e mai sottoposto all’attenzione del Consiglio», hanno denunciato dal Partito Democratico, «è un’ulteriore dimostrazione di come  l’Assemblea regionale sia stata  esautorata  dei sui poteri  e come la  quinta commissione, competente per materia sia stata  ridotta a discutere  vuoti ed inutili provvedimenti».

La decisione di abbandonare i lavori della commissione  ha trovato l’adesione degli altri commissari dell’opposizione.

Nel merito della protesta  i consiglieri del Pd   sottolineano come il Piano Operativo, inviato a Roma senza essere stato  condiviso né con  Istituzione  né con la società, «abbia cancellato 6 ospedali e 217 reparti tuot court .  In cambio non è stato proposto alcun servizio alternativo sul territorio,  decretando di fatto un’offerta sanitaria  che  si rileverà  a breve molto mediocre per la nostra regione e comporterà  un inevitabile aumento della mobilità passiva» 

«Stupisce – dichiara  il vice presidente D’Amico – il fatto che, solo oggi, all’esito dei  tagli, senza servizi,  improvvisamente,  componenti  di maggioranza organiche alle decisioni assunte si agitino e si allertino .Se non è pianto di coccodrillo  vengano nelle sedi istituzionali e chiedano il rispetto delle assemblee legittimate a decidere. Il Presidente Chiodi, ritenendo la sanità una questione  tra lui Commissario ed il Governo,  escludendo cioè  dalle scelte le istituzioni regionali , i cittadini, gli operatori  sanitari,  conferma il suo arroccamento  e la sua  totale  estraneità alla società abruzzese e al suo territorio».

10/11/2010 15.35