Tagli ai Parchi, Prestigiacomo pensa al 'ticket' d'ingresso

Alessandro Biancardi

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ROMA. Con i tagli previsti dalle "tabelle" dovremmo «chiudere alcuni importanti parchi nazionali».

Così il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ritorna, nel corso di un convegno di Federparchi, ieri a Roma, sui tagli previsti dalla finanziaria al ministero dell'Ambiente e in particolare quelli relativi alla riduzione di risorse per i parchi nazionali.

«Non possiamo affamare i parchi- ha detto il ministro - e dovremmo prendere decisioni drastiche: senza la correzione delle tabelle del ministero, per il 50% dei parchi é prevista una fine sicura».

Prestigiacomo si dice però fiduciosa che «il problema verrà risolto in Parlamento, grazie all'ampio fronte trasversale che si è creato», dal momento che c'é la necessità «di correggere un errore, perché di errore si tratta».

Lo stanziamento per i parchi nazionali per il 2010 ammontano a un totale di 48.424.479 euro. Queste risorse sarebbero ora messe a rischio dalla manovra Finanziaria, che dovrebbe portare le risorse a circa 27 milioni di euro per il 2011. Una cifra che secondo una stima di Federparchi «non basta nemmeno per pagare gli stipendi dei dipendenti» pari a circa 31 milioni. Per quanto riguarda la nostra regione al Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise andranno 931.546,76 euro, al Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, 3.785.425 euro, al Parco della Maiella 1.663.733 euro.

La Prestigiacomo per risolvere il problema starebbe pensando di far pagare un 'ticket' per i parchi nazionali. «Non dico di far pagare il percorso di una strada in un parco - spiega il ministro - ma di pensare a riservare alcune aree a pagamento è assolutamente normale. E' un vecchio tabù che deve cadere».

10/11/2010 11.11