Stabilizzazioni, maggioranza ci 'infila' i portaborse. Carpineta: «confermata linea Giunta»

Alessandro Biancardi

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FEDERICA CARPINETA

FEDERICA CARPINETA

L'AQUILA. Via libera a precari, che da mesi si battono per la stabilizzazione, ma anche ai portaborse.

E' stato un emendamento alla variazione di bilancio che ha creato forti tensioni ieri in Consiglio regionale: la maggioranza ha, infatti, approvato il via libera alle procedure per il tempo determinato, cioé tre anni, per i precari della Regione che al 28 settembre del 2007, come stabilito nelle finanziarie precedenti, avevano i requisiti dei tre anni di militanza negli enti pubblici.

Ma a gran sorpresa il Consiglio ha aperto questa possibilità non solo ai co.co.co. della Giunta regionale, circa 160, che da mesi sono in mobilitazione per la stabilizzazione, ma anche ai precari degli enti strumentali e soprattutto ai cosiddetti portaborse, cioé al persone dei gruppi in consiglio regionale assunti a chiamata diretta dai politici che hanno contratti fino alla fine della legislatura.

Nei mesi scorsi il Pd aveva denunciato che il solo presidente Chiodi può vantare un numero di collaboratori «superiore a quelli del governatore Roberto Formigoni, della Regione Lombardia, che vanta sette volte gli abitanti dell’Abruzzo».

Ma la norma che torna oggi a riaffacciarsi sembra molto simile a quella di due anni fa ai tempi della maggioranza di centrosinistra e non mancarono polemiche e scontri feroci, oltre che una impugnazione del Governo perchè tutto stava avvenendo alla vigilia delle elezioni regionali.

Ma oggi la storia si rovescia: a votare contro, infatti, sono state tutte le opposizioni che hanno duramente criticato l'assessore regionale al Personale Federica Carpineta.

Anche perchè quello che doveva essere un provvedimento a favore dei precari finisce per scontentare quasi tutti.

Il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro, non ha nascosto la sua rabbia per quanto successo e ha ricordato che da diversi giorni si sta collaborando proprio con l'assessore per trovare una soluzione alla vertenza dei co.co.co. «presentando insieme al centrodestra una proposta di legge per risolvere la questione».

L'ascia di guerra era stata momentaneamente seppellita per arrivare ad una soluzione ma oggi pare che i frutti arrivati non sono proprio quelli sperati.

In consiglio sono stati proprio gli esponenti del Pd a presentare un emendamento che prevedeva il tempo determinato solo per chi aveva i requisiti tra i circa 160 co.co.co. della Giunta: «l'assessore ha copiato il nostro emendamento cancellando la norma che vietava il tempo determinato al personale di nomina politica e quella dei concorsi per il tempo indeterminato con il 40% dei posti riservati ai precari e lo ha presentato dopo che era stato bocciato il nostro - ha tuonato D'Alessandro -. Un atto molto scorretto dopo che l'assessore non ha fatto nulla per risolvere il problema e dopo che il Pd si è sostituito alla maggioranza collaborando per trovare una soluzione alla problematica. Risibile la scusa dell'assessore che dice di aver eliminati quei punti per il timore che il provvedimento venga impugnato. Ma come può un assessore che fa parte di una maggioranza che ha visto una ventina di impugnazioni preoccuparsi del pericolo su una vicenda che coinvolge la vita delle persone».  

10/11/2010 9.45

CARPINETA: «DECISIONE IN LINEA CON GOVERNO REGIONALE»

«La deliberazione del Consiglio regionale in materia di precari non fa altro che confermare la linea dell'assessorato e del governo regionale», ha commentato l'assessore al Personale.

«La legge - spiega meglio Carpineta - non fa altro che indicare quello che la Giunta sta cercando di fare: predisporre atti amministrativi per arrivare a bandire concorsi pubblici, a tempo determinato ed indeterminato, che prevedano la tutela del lavoro flessibile attraverso la valorizzazione delle esperienze maturate in regione nei limiti e nelle modalita' previste dalla legge». L'assessore al Personale chiarisce poi un aspetto importante della norma votata ieri. «Va precisato che non e' stata prevista alcuna stabilizzazione del personale impiegato nei gruppi consiliari e nelle segreterie politiche. Non e' prevista, anzi e' espressamente esclusa da una consolidata legislazione. Nella Regione Abruzzo non ci sara'. Se dovesse esser necessario, verra' presentato ed approvato subito un provvedimento di legge chiarificatore. Ma di questo, ovviamente si occupera' il Consiglio».

Dopo questo passaggio «attendo gli atti amministrativi che verranno predisposti ed approvati dalla Giunta regionale per dare soluzione ad un problema che, giova ripeterlo, deve tener conto di tre aspetti: la vicenda personale dei lavoratori flessibili, le attese dei giovani in cerca di occupazione, l'interesse della nostra comunita' regionale di avere una macchina amministrativa preparata ed efficiente».

Carpineta assicura inoltre che «il testo presentato non e' stato affatto copiato da quello elaborato dal Pd. Il testo e' stato completamente rielaborato, seguendo le indicazioni legislative vigenti, tenendo a base quello che era stato elaborato nel corso dell'incontro con i sindacati, al quale fattivamente hanno partecipato i rappresentanti dei gruppi consiliari di Pdl e Pd. Questo testimonia che e' stato fatto un percorso costruttivo per arrivare a soluzioni chiare e non soggette ad impugnazioni, in quanto nessun dirigente, tra l'altro, avrebbe mai messo mano a propri provvedimenti sapendo che sarebbero stati basati su una legge, quale quella pensata dal PD, impugnabile. Senza quel percorso avremmo forse avuto un testo di legge da spendere per propaganda, ma nessun atto concreto e duraturo: quindi una beffa».

10/11/10 17.00