Sanità, centrosinistra contro commissario Chiodi: «siamo all'oscuro di tutto»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La seduta del Consiglio regionale si è aperta ieri mattina con la discussione della variazione di bilancio.*TOTO(FLI):«PIANO SANITARIO IMPROPONIBILE PER NECESSITÀ ABRUZZESI»    

Polemiche tra maggioranza di centrodestra e le opposizioni di centrosinistra per le scelte proposte nel documento. Ma il centrosinistra ha contestato il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, che è anche commissario per la sanità, per il fatto che il Consiglio regionale «è tenuto all'oscuro» delle scelte fatte per il risanamento, nel piano di rientro concordato con il governo nazionale, e il rilancio della sanità.

La questione è stata sollevata dal capogruppo dei comunisti Italiani, Antonio Saia, ed è stata poi sottoscritta dalle opposizioni di centrosinistra.

«Chiodi ha detto ha trovato quattro miliardi di euro di debito - ha spiegato invece il consigliere dell'Idv Cesare D'Alessandro - e per estinguerlo deve prendere decisioni impopolari come la chiusura degli ospedali e la riduzione dei primariati. Ma dimentica che tre miliardi e mezzo sono stati contratti dalla Giunta di centrodestra del presidente Pace».

Secondo D'Alessadro, «Chiodi vuole fare il commissario della sanità, poteva scegliere di non farlo come farà il presidente del Lazio Polverini e succede in altre regioni, affidando il piano di rientro alla commissione consiliare sanità. Invece ha assunto i pieni poteri tendendo all'oscuro il consiglio regionale».

Sulla questione si è espresso qualche ora dopo anche il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, secondo il quale «nella gestione della sanità Chiodi dimostra di essere tutto fuorché infallibile: ha trasformato l’Agenzia sanitaria regionale in un carrozzone che costa 2,2 milioni di euro l’anno e che non produce una sola virgola a vantaggio della sanità abruzzese. Con quei soldi si potrebbero ristrutturare almeno 10 scuole o aprire 4 asili nido».

Tornando al Consiglio regionale, invece, la consigliera del Pd, Marinella Sclocco ha invece chiesto di garantire ai disabili il giusto grado di assistenza nell’esercizio del diritto allo studio. «La mia proposta, condivisa dal gruppo PD in Consiglio Regionale», ha spiegato, «è quella impegnare il presidente e la giunta ad aggiungere ai contributi già stanziati per il 2010 e 2011 pari a circa 2milioni di euro, e per l’individuazione dei quali mi sono battuta con fermezza, la quota derivante dalla riduzione del 10% dell’indennità di carica dei consiglieri regionali».

Ricardo Chiavaroli del Pdl ha invece presentato una risoluzione urgente con la quale s’impegna la Giunta regionale ad informare «il Consiglio Regionale sulla situazione degli impianti eolici in Abruzzo in termini di strutture esistenti, ubicazioni, benefici prodotti e criticità scaturite nel territorio».

Con la stessa iniziativa s’impegna ancora la Giunta regionale a sospendere, in attesa delle notizie richieste e per quanto di propria competenza, il rilascio di autorizzazioni per la realizzazione di nuovi impianti eolici a pale.

Alla seduta ha partecipato anche una delegazione dei precari della Giunta regionale, in attesa di una stabilizzazione, e del sindacato Mia Casa che chiede interventi per mettere in sicurezza il patrimonio di edilizia popolare, non solo quelli danneggiati dal sisma. I precari, circa 160 co.co.co., sono in stato di mobilitazione con l'astensione dai servizi nei quali sono impiegati. I precari, molti contratti dei quali sono in scadenza tra il 15 e il 30 novembre, chiedono al consiglio regionale di approvare il progetto di legge bipartisan che indica il percorso di stabilizzazione e concorsi, bloccata finora perché il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e l'assessore al ramo Federica Carpineta non sarebbero d'accordo.

10/11/2010 8.52

IL VICE PRESIDENTE CASTIGLIONE:«CHIODI STA FACENDO BENE»

ABRUZZO. «Macelleria sociale? È la sanità che ha macellato il pil abruzzese e reso difficile programmare lo sviluppo futuro dei giovani abruzzesi. E questo ci fa rabbia e ci crea sofferenza».

 Il vicepresidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, interviene nella polemica sul piano di riordino sanitario.

«Chiedo ai tanti che parlano a chi mai sarebbe venuto in mente di commissariare l'Abruzzo se si riteneva il modello sanitario vigente normale, laddove coesistono sei neurochirurgie, si toccano le percentuali più alte d'Italia sulla ospedalizzazione, si elargiscono primariati che neanche la regione con il quadruplo dei nostri abitanti sognerebbe mai, per verecondia. Ma siamo seri, per favore».

 Per il Vicepresidente i rilievi mossi al piano di riordino presentato dal commissario ad acta, Gianni Chiodi, sono «deboli sul piano tecnico e politico. Tecnico perché secondo Castiglione «sono privi di conoscenza di una serie di parametri che non il Governo Chiodi si è inventato, ma il Governo nazionale ha imposto alla Regione Abruzzo, per aiutarla ad uscire dalla strada senza ritorno di un deficit che ci ha fatto schizzare al primo posto in Italia. Sul piano politico, perché difendere situazioni paradossali, che hanno contribuito ad incrementare le posizioni di pochi a scapito del futuro di tutti i cittadini abruzzesi non è solo spudorato ma, questo sì, veramente cinico».

 Castiglione prosegue: «Certamente avremmo voluto confrontarci con tanti, forse con tutti, ma chi ci dà il tempo? A chi viene in mente di farsi due calcoli per capire quanto ci costa l'attesa nella razionalizzazione della spesa, in termini di mutui da pagare, di imposizione fiscale da addossare ai cittadini? Questa è la differenza tra chi governa con senso di responsabilità e nell'interesse di tutti e chi si diletta a parlare di cose che, purtroppo, hanno l'effetto di precipitare nell'angoscia la popolazione».

 Per il Vicepresidente, quindi,«"bene sta facendo il presidente Chiodi e coraggiosamente. Sappiamo di urtare qualche suscettibilità, perché è chiaro che non un solo posto di lavoro sarà toccato in ambito sanitario, ma lo facciamo per salvare l'Abruzzo da un destino altrimenti segnato. Il piano è indispensabile. Il riordino della rete ospedaliera, il potenziamento dei distretti sanitari territoriali, la razionalizzazione/riconversione degli ospedali vanno nella giusta direzione. Gli obiettivi sono migliorare i servizi in periferia, arrivare nel tempo ad una integrazione dei sistemi di progettazione e dei processi per miglioramenti durevoli di costi, efficienza e qualità, utilizzo ottimale delle tecnologie informatiche di reti, riduzione dei rischi, monitoraggio delle prestazioni. Il nostro modello non è quello di salvare poche posizioni ma guardare all'interesse di tutti, anche di quel solo giovane che, a causa della voragine sanitaria, sarà costretto a portarne, suo malgrado, le conseguenze».

10/11/2010 12.23

 

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TOTO(FLI):«PIANO SANITARIO IMPROPONIBILE PER NECESSITÀ ABRUZZESI»          

 ABRUZZO. Siprofilano all’orizzonte ulteriori tagli alla sanità dopo la chiusura e ridimensionamento di alcuni piccoli ospedali.

Il neo esponente del Fli, il nuovo partito fondato da Gianfranco Fini, precisa che «a noi non stanno a cuore le poltrone, ma gli sgabelli su cui seggono gli abruzzesi, perché non rimangano col sedere per terra».

«I contenuti delle bozze che sono circolate, con anticipazioni di stampa», spiega Daniele Toto, «sul ridisegno della sanità regionale sono improponibili e inverecondi. Il discredito e la polemica che si vogliono alimentare contro FLI sono motivate, evidentemente, dall’esigenza di distogliere l’attenzione sui drammatici problemi che vive l’Abruzzo e sulle ulteriori stenti a cui si vorrebbero condannare gli abruzzesi per la cura della salute. Se fossero minimamente vere le affermazioni trionfali che nei mesi scorsi hanno puntualmente accompagnato l’opera della ghigliottina commissariale sulla sanità regionale, ossia che quello in corso sarebbe stato l’anno del pareggio dei conti, non si vede perché si stia preparando una macelleria sanitaria di quelle proporzioni. Vi si riscontra, evidente, l’indifferenza più cinica persino per i problemi posti dalle difficoltà di mobilità sul territorio regionale, anche per le sue caratteristiche orografiche».

Secondo l’esponente di Fli quella abbozzata dalle anticipazioni del Piano «sarebbe la strada migliore per portare l’acqua al mulino altrui, considerata la stupefacente mobilità sanitaria passiva regionale, che la regione dovrà comunque pagare. Danno, a pazienti e alle nostre professionalità, mediche e di operatori sanitari, e beffa, dai conti per la mobilità passiva, su cui avremo modo di tornare».

«Le anticipazioni sul Piano sanitario», conclude Toto, «ci trovano del tutto contrari alle ipotesi riorganizzative abbozzate. Così come manifestiamo tutta la nostra profonda insoddisfazione per l’operato del governo regionale in materia di politica economica pesantemente denunciato da imprenditori, sindacati e associazioni varie di categoria con la recente iniziativa sulla “Vertenza Abruzzo”, giustificata dalla gravissima crisi sofferta dall’Abruzzo più che in altre zone del Paese. Manca poi una strategia di alto profilo, con idee e progetti per le infrastrutture, di cui abbiamo un disperato bisogno, anche rilanciando quelle che abbiamo, come l’aeroporto di Pescara, e programmi ambiziosi per settori delicati e importanti».

10/11/2010 9.17