Allevatori e agricoltori chiedono più tutela e sblocco dei finanziamenti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E’ una crisi multiforme e variegata quella che attanaglia il mondo agricolo abruzzese.

Ieri la denuncia del Cospa Abruzzo che descriveva i mille passaggi burocratici per arrivare solo ad ottenere una speranza di finanziamento. Tra i mille adempimenti anche l’obbligatorietà di concedere una fideiussione che sempre più spesso è un bene di proprietà delle aziende agricole che si perde per via dei ritardi nei finanziamenti. Insomma la crisi non aspetta i tempi della burocrazia e nel frattempo i fallimenti sono prospettive più che concrete.

Un altro problema è quello della tutela di alcune tipicità locali che potrebbero essere perse a causa dello strapotere delle grosse distribuzioni.

Per esempio nella provincia di Teramo, dove la tradizione dell’agnello e del suo allevamento risalgono all’antica economia pastorale, l’esigenza di tutelare i consumatori di questo prodotto da eventuali “contraffazioni” si fa sentire sempre più incalzante.

Così la Coldiretti Teramo oggi, 9 novembre 2010, riunirà nella sua sede gli allevatori ovini della provincia per verificare l’efficacia del sistema di identificazione entrato in vigore con i regolamenti CE 21/2004 e CE 1560/2007.

Si tratta dell’istituzione di un sistema di riconoscimento e registrazione obbligatorio per gli agnelli da vita nati a partire dal primo gennaio di quest’anno.

Gli agnelli vengono dunque registrati in anagrafe e identificati con un sistema moderno e tecnologicamente avanzato: si tratta dell’utilizzo di due distinti strumenti elettronici di identificazione ovvero un marchio auricolare elettronico o il cosiddetto “bolo endoruminale” costituito da una capsula di ceramica all’interno della quale è situato un dispositivo elettronico che si attiva in risposta a un segnale emesso da un trasmettitore esterno.

La capsula va introdotta nell’apparato digerente dell’animale con l’assistenza di un veterinario. Un sistema di tracciabilità, quindi, finalizzato a garantire in maniera efficace i consumatori di carne ovina.

Tuttavia la vera trasparenza sulla provenienza della carne, e di conseguenza la qualità autentica che non può prescindere da pascoli, strutture e cure in grado di assicurarla, si otterrà – sostiene la Coldiretti Teramo - solo quando a valle dell’anagrafe ovina si potrà contare sull’etichettatura obbligatoria.

Proprio con questo obiettivo, inoltre, la stessa Coldiretti si sta impegnando nella promozione del marchio di tipicità "Agnello delle colline teramane" finalizzato a certificare la nostralità e dunque la genuinità di un prodotto che, nell’attuale mercato globalizzato, rischia spesso di subire imitazioni a causa della commercializzazione di prodotti “dubbi” provenienti dall’estero.

Il presidente della Cna Abruzzo, Italo Lupo, in una lettera indirizzata al presidente della Regione, Gianni Chiodi, e all’assessore regionale all’Agricoltura, Mauro Febbo, chiede alla Regione di attivarsi rapidamente per «far approvare la graduatoria che sblocca i fondi ingenti, circa 21 milioni di euro, previsti dal programma Leader per lo sviluppo rurale. Facendo in modo che le ingenti risorse del programma siano messe effettivamente e celermente a disposizione del sistema delle imprese e dei territori di riferimento».

Nel suo intervento Lupo ricorda alla Regione come «il 10 agosto scorso sia terminata l’attività della commissione di valutazione incaricata di elaborare la graduatoria, da proporre all’approvazione della Giunta regionale, relativa alla selezione dei Gruppi di azione locale (Gal) e dei Piano di sviluppo locale (Psl) assegnatari dei fondi», ma «nonostante il tempo trascorso – la scadenza originariamente prevista del 6 aprile 2010 era stata prorogata al 23 dello stesso mese da un precedente deliberato della Giunta regionale – nessuno ad oggi conosce le determinazioni definitive». Secondo la Cna, «l’Abruzzo rischia di trovarsi tra le poche Regioni d’Italia, se non d’Europa, a non aver ancora selezionato i Gal e i Psl. Mentre si fa di giorno in giorno più concreto il rischio di perdita progressiva dei fondi per effetto del disimpegno automatico annuale previsto dai Regolamenti. Tutto, mentre il ritardo nell’assegnazione comporterà, comunque, la contrazione dei tempi per la realizzazione dei programmi, con il rischio di limitare la qualità degli interventi proposti».

09/11/2010 8.37