Berlusconi a L'Aquila, comitati: «gli canteremo Goodbye Ruby Tuesday»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La prima volta che Berlusconi torna in città dopo l'infelice frase «non andate in Abruzzo: vi sparano in testa». Visita blindata, premier atterra in caserma, improbabile giro per le vie del centro.*TERREMOTO E SICUREZZA, SINDACATI POLIZIA: «GOVERNO TRADISCE CITTADINI E ISTITUZIONI».

«Andiamo tutti alla caserma di Coppito ad accogliere Berlusconi e Bertolaso cantando 'goodbye Ruby tuesday'», famosa canzone dei Rolling Stones.

La singolare provocazione, con evidente collegamento al caso Ruby, rimbalza su Facebook, tra i gruppi spontanei sorti all'Aquila all'indomani del terremoto del 6 aprile 2009.

Il riferimento è alla prossima visita del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, atteso all'Aquila martedì prossimo per una cerimonia delle onorificenze alla Protezione civile, ultima visita ufficiale in città di Guido Bertolaso come sottosegretario della Protezione civile.

E' da molti mesi che il premier non torna a L'Aquila e prima dell'estate aveva spiegato di aver esortato la Protezione civile a non tornare nel cratere per paura che gli aquilani «sparassero».

«Io ho detto a quelli della Protezione civile di non andare più all'Aquila», disse il presidente del Consiglio. «Appena vanno in Abruzzo gli saltano addosso, addirittura hanno contestato a Bertolaso di non aver previsto il terremoto... Siamo all'assurdo».

Bertolaso lascerà l'incarico l'11 novembre. Più volte la visita di Berlusconi è stata accompagnata da mobilitazioni da parte dei comitati cittadini che per sabato 20 novembre hanno già promosso una nuova mobilitazione nazionale all'Aquila. Possibili comunque proteste anche martedì.

«Hanno deciso di blindare la cerimonia, facendo atterrare l'elicottero del premier direttamente dentro la caserma - spiegano fonti vicine ai comitati - cercheranno di non farci avvicinare alla Caserma e ad orientare l'attenzione dei media altrove. Ma una nostra presenza è importante, anche se ci dovessero fermare sul viale antistante l'ingresso».

«Il premier venga fra la gente e visiti i nostri centri storici», chiede l'associazione Cittadini per i cittadini, uno dei comitati più radicati tra quelli sorti spontaneamente.

«Dopo la presenza assidua e costante del presidente durante la prima fase dell'emergenza - si legge in una nota del comitato - e alla consegna delle abitazioni provvisorie, abbiamo notato una brusca interruzione delle sue visite, dovuta forse agli impegni personali e di Governo, ma non compresa dalla popolazione. Come mai il presidente non ritiene di dover incontrare i cittadini nella città, bensì di chiudersi all'interno di una caserma, interdetta al libero accesso della popolazione?».

Di qui l'invito a un nuovo sopralluogo in città. «Notiamo - si legge ancora - che il presidente non vista il nostro centro storico dai tempi del G8, lo invitiamo, pertanto, a farlo nuovamente. Ci rendiamo disponibili per condurlo attraverso le nostre periferie ed i nostri centri storici. Solo dopo, gli chiederemo se ritiene, in tutta coscienza, che l'informazione veicolata dai maggiori media e dal Governo stesso, in merito alla ricostruzione dell'Aquila, sia veritiera?»

Intanto continuano i preparativi per la mobilitazione delle aree del cratere, prevista sabato 20 novembre. Parteciperanno delegazioni nazionali dei partiti che hanno appoggiato la proposta di una legge di iniziativa popolare per il sisma. La manifestazione è organizzata per sollecitare nuove agevolazioni fiscali per le aree colpite dal terremoto del 2009. All'Aquila è atteso il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, insieme ai rappresentanti del partito dei Radicali. Nel comunicare l'adesione del Partito Democratico alla manifestazione, gli esponenti locali del movimento hanno confermato che la delegazione nazionale del Pd sarà guidata, con ogni probabilità, dal segretario, Pier Luigi Bersani. «Il nostro segretario - ha detto il consigliere comunale Fabio Pelini - è intervenuto a Roma alla manifestazione del 7 luglio e ha già espresso la volontà di essere all'Aquila»

08/11/2010 9.42

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TERREMOTO E SICUREZZA, SINDACATI POLIZIA: «GOVERNO TRADISCE CITTADINI E ISTITUZIONI».

 «Il crescente dissenso tra la popolazione, per l'indecorosa accoglienza degli uffici di Pubblica Sicurezza di L'Aquila, fa sì che gli agenti di polizia addetti a qualsiasi titolo alle relazioni con il pubblico, siano costretti a scusarsi quotidianamente e personalmente con l'utente per il servizio squallidamente offerto all'interno di containers o nei sottoscala affittati, a spese dei cittadini, a caro prezzo dalla Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila».

Lo dicono, in una nota congiunta le segreterie provinciali di Siulp, Sap, Siap, Silp Cgil, Ugl Polizia e Coisp che sottolineano come da da un lato nel corso della giornata di domani ci saranno riconoscimenti di Protezione Civile ai vertici delle forze di Polizia, ma dall'altro «coloro che mentre vivevano la tragedia sulla loro pelle e su quella dei propri congiunti hanno generosamente prestato servizi e soccorso alla popolazione tralasciando i loro problemi, comuni a tutti i concittadini, ancora oggi - affermano i sindacati - sono costretti a lavorare ammassati e dimenticati in malsani ambienti di fortuna. Il Governo in carica ha cercato di accreditarsi tantissimi meriti sulla ricostruzione», continua la nota, «sinora solo virtuale, a danno anche dell'immagine della popolazione aquilana, non risparmiando figuracce neanche in merito alla ricostruzione degli edifici strategici come lo stabile della Questura, luogo preposto alla pianificazione e al coordinamento della sicurezza di tutta la provincia».

«Questo Esecutivo», continua la critica dei sindacati, «tra l'altro, oltre a disattendere gli impegni presi con le donne e gli uomini in divisa per il riconoscimento della specificità, pretenderebbe, con una direttiva del Gabinetto del Ministro Maroni, già emanata, equiparare i poliziotti a tutti gli impiegati civili e far funzionare la Polizia solo dalle 8 del mattino alle 18 di sera, esattamente come qualsiasi altro ufficio pubblico, disconoscendo di fatto la richiesta di sicurezza da parte dei cittadini che è articolata nelle 24 ore. Una scelta questa, irresponsabile e irrazionale tanto più grave in una città come L'Aquila, dove il Governo e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si sono giocati la faccia, facendo promesse poi disattese».

I sindacati preannunciano «probabili iniziative di protesta da parte di questo cartello sindacale, in occasione della visita a L'Aquila del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi».

08/11/2010 13.07